“Vergognoso attacco alla democrazia, No allo sbarramento al 4% alle elezioni europee”

Riceviamo e Pubblichiamo:

PRESIDIO – CONFERENZA STAMPA

“VERGOGNOSO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA, NO ALLO SBARRAMENTO AL 4% ALLE ELEZIONI EUROPEE”

APPUNTAMENTO PER
Venerdì 30 Gennaio 2009 – Dalle ore 12,00

Davanti alla nuova sede del PD
Via San Francesco d’Assisi 35, Torino

Lo stravolgimento della legge elettorale per le elezioni europee assolutamente immotivato visto che al Parlamento Europeo non c’è né un problema di governabilità né di frammentazione delle forze politiche è un vero e proprio attacco alla democrazia attraverso un accordo con la destra fortemente voluto da Veltroni. veltrusconi L’unico obiettivo del Pd di Veltroni nel perseguire una malefatta di tale portata sta nell’eliminare definitivamente la presenza della sinistra, compiendo un gesto profondamente antidemocratico che la dice lunga sulla scelta dei propri interlocutori da parte dei partiti del centro-sinistra.

Domani, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede regionale del PD, faremo sentire con forza la nostra voce contro questa sciagurata scelta di Veltroni.

Saranno presenti al presidio i rappresentanti politici ed istituzionali di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Uniti a Sinistra.

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Paghiamo la crisi quando i managers guadagnano 500 volte più dei lavoratori comuni

Subito dopo il lavoro, ho contattato alcuni sindacalisti della Fiom per avere ragguagli sulla situazione attuale. Purtroppo, tutto è opaco; effettivamente, come avevo sentito dire in una conferenza, anche per gli economisti è una situazione davvero difficile, oltre che di scarsa comprensione. capitalismprotectstheenvironmentIeri, anche, sul quotidiano torinese La stampa i commenti non mancavano; veniva descritta una “Torino svuotata” se effettivamente i posti di lavoro a rischio dovessero essere quelli ipotizzati in questi ultimi giorni. Ha senso sosteneva una signora, rimanere a qui Torino, quando con lo stipendio talmente ridotto non si riesce più a fare nulla? Non si starebbe meglio al Sud? Quindi, ritornare? Peccato che, proprio in un periodo in cui la Sinistra avrebbe avuto da dire, e molto, non è presente nell’arco costituzionale. Questo sarebbe stato un periodo in cui avremmo potuto dire qualcosa, progettare, parlare e fare di pubblico; prospettare un intervento dello stato, invece….dobbiamo leggere ulteriormente la parola “sbarramento“, a mio dire, anche questo passaggio, poco democratico. Penso che il problema sia a monte; come mai esistono manager che guadagnano “500 volte più dei comuni lavoratori”? La notizia apparsa mercoledì 28 gennaio su Liberazione, a pag. 10 fa riferimento ad un libro, “La paga dei padroni” e come sottotitolo, Banchieri, manager, imprenditori. Come e quanto guadagnano i protagonisti del capitalismo all’italiana” (Chiarelettere, pag. 268 , Euro 14,60).
Una società, dunque, sempre più polarizzata. Intanto, contiamo i licenziamenti, i disoccupati, i contratti scaduti….ecc. ecc.

Paperino e Paperoga in una Cuneo triste: Dalmasso non ci stà

Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Sergio Dalmasso non ci sta a consegnare ai lettori di Topolino una Cuneo collocata ai primi posti della classifica delle città tristi: come redatta dai fantasiosi autori del fumetto. Infatti, in un numero del settimanale Topolino dello scorso anno, è stata pubblicata una storia che vedeva quali protagonisti i noti personaggi Disney: Paperino e Paperoga, impegnati nella partecipazione ad un festival cinematografico dedicato ad opere tristi.

Sergio Dalmasso
Sergio Dalmasso
Nel sopra citato fumetto si indicava nelle opere cinematografiche, frutto della fantasia dei “simpatici autori di Topolino”, “Vacanze a Cuneo” e “Vacanze a Cuneo 2” i films collocati nei primi posti della triste classifica.
Presenta, quindi, una interrogazione al Consiglio Regionale Del Piemonte chiedendo: azioni contro gli autori del “messaggio trasmesso”: “meste vacanze = Cuneo”.
Pare che, il tracciato del grande Totò, con i suoi: “tre anni di militare a Cuneo,” continui.

Interrogazione Consiglio Regionale Dalmasso

13 Febbraio 2009: Tutti a Roma, Piazza San Giovanni.

Oggi avevo deciso di fare un giro per Cuneo e provincia. Prima, però, dovevo incontrare alcuni ex colleghi di lavoro, amici, compagni. Alcuni di loro sono arrivati all’incontro a piedi, ed erano “s-Fiat-ati“; altri con una macchina, che spesso negli ultimi quattro mesi, va “controsterzo”. Mi hanno raccontato dei primi giorni di lavoro al rientro dalle vacanze forzate, con poche prospettive e pochi soldi in tasca. Mi hanno raccontato che i problemi sono tantissimi, mi hanno chiesto più volte se fosse vero che la cassa integrazione copre l’80% dello stipendio, e così, per dare una risposta esauriente abbiamo letto insieme “il Manifesto” del 27 gennaio a pag 5, che così diceva:” L’indennità è per un terzo livello al 63%, per un quarto al 61% e per un quinto al 57%; in un trimestre la perdita netta in busta paga può superare i 2700 euro.” Per quanto mi riguarda, ho detto loro quanto in mia conoscenza: “curva a U” o “curva ad L”, sempre di stagnazione si parla: sono i tempi della timida ripresa che non sono chiari e, paiono allontanarsi ogni giorno di più a giudicare dai dati diffusi. Ma, nel frattempo tantissimi hanno già perso il posto di lavoro, quelli a cui non è stato possibile rinnnovare il contratto a tempo determinato; “game over” cantava Elvis! In più, ieri si parlava del settore auto con 60 mila posti a rischio. A questi ci aggiungiamo i molti del pubblico impiego, qualcuno direbbe centomila posti di lavoro in scadenza a giugno e forse, qualcuno dice, non rinnovabili. A tutto ciò aggiungiamo il clima di divisione che qualcuno sta operando da tempo; fortunatamente in fabbrica nessuno ascolta le voci di chi indica nei lavoratori del pubblico impiego dei “perfetti grattatori di pancia”; anzi, fabbrica e pubblico impiego cominciano a stringersi le mani, ad abbracciarsi ed unirsi, idealmente, accerchiando la leva del potere: l’appuntamento è il 13 febbraio, a Piazza San Giovanni, in Roma.
Per quanto mi riguarda l’accordo firmato da cisl e uil non è accettabile. Qualcuno mi ha chiesto qualcosa? Questa è democrazia? Ricordo per quanto riguarda il punto relativo allo sciopero, che questo è un diritto individuale esercitato in maniera collettiva. Se non ricordo male, dovrebbe essere tutelato dalla costituzione. Forse che questa è cambiata nel giro di poche ore e qualcuno si è dimenticato di dirmelo? Eppure dal Parlamento non mi pare sia uscito nulla a riguardo. Democrazia, partecipazione…sono anni che continuano a decidere sulla nostra pelle: quando capiranno? Non aggiungo altro, penso che qualcuno prima di firmare dovrebbe tornare tra i lavoratori e sottoporre a verifica, chiedere se si è d’accordo oppure no; in altre parole: Referendum.
Non voglio far perdere tempo, voglio solo che si rispettino le procedure, i passaggi. Ma dico, possibile che siano sempre contenti di pagare la tessera senza “porli in discussione”? Sfiduciamoli.
Dopo aver discusso, parlato, incoraggiato ed infuso speranze nei miei colleghi, prendo il treno e mi dirigo in provincia di Cuneo. Amico Dalmasso, hai ragione: Cuneo è bellissima, e la sua provincia idem. Paperino si è sbagliato! Sergio, grazie per avermi fatto conoscere una realtà bellissima, ricca di luoghi di grande interesse turistico come Mondovì, Saluzzo, Bra….

Fiom e Fp Cgil: «Quell’accordo è illegittimo. Sarà sciopero»

Fiom e Fp Cgil: «Quell’accordo è illegittimo. Sarà sciopero»

di Fabio Sebastiani

su Liberazione del 27/01/2009

Crisi e modello contrattuale, confermata la giornata di lotta del 13 febbraio

E’ nato pochi giorni fa, e ha già un sacco di problemi. L’accordo separato sul modello di contrattazione ieri è stato impallinato da Fiom e Funzione pubblica/Cgil che nel presentare lo sciopero generale del 13 febbraio (con manifestazione che terminerà in piazza San Giovanni) lo definiscono illegittimo, dal punto di vista costituzionale, e quindi non vincolante. Come se non bastasse, anche l’Abi ha fatto sapere che il testo firmato a palazzo Chigi senza la Cgil non va bene. Intanto, è guerra di cifre tra Cgil e Centro studi della Confindustria.
Secondo viale dell’Astronomia, i calcoli della Cgil, che applicando il “nuovo modello” aveva riscontrato una perdita secca in busta paga di 1.350 euro l’anno, sono sbagliati: dal 2009 al 2011 ci sarà, invece, un aumento di 2.523 euro. La differenza è facilmente imputabile ai riferimenti temporali. no-accordo-taglia-salari
La Cgil prende in esame il periodo dal 2004 al 2008, mentre la Confindustria no. Un dato, però, è comune. «Se si fosse applicata l’inflazione depurata dalla componente energetica, prevista con la nuova intesa – sottolinea Agostino Megale, segretario nazionale della Cgil – nel periodo 2004-2008, senza mai recuperare quella reale, i contratti avrebbero recuperato 2,5 punti in meno di inflazione (8,9% con i nuovi calcoli, contro l’11,4% osservato effettivamente, secondo di dati di Confindustria) pari a una perdita di 45 euro mensili nelle retribuzioni contrattuali».
Tornando alla risposta all’accordo separato di Fiom e Fp-Cgil, il segretario generale delle tute blu Gianni Rinaldini ha insistito molto sul concetto di rappresentanza. La Fiom ha già subito un paio di accordi separati. E il problema l’ha risolto stilando unitariamente una serie di regole che subordinano sia la piattaforma che l’ipotesi di accordo all’approvazione dei lavoratori. «Siamo la maggioranza assoluta – ha detto Rinaldini nel corso della conferenza stampa in Corso d’Italia – non ci sentiamo vincolati a nulla, per noi sia a livello aziendale, sia a livello nazionale l’accordo sulla riforma dei contratti non esiste se non sarà approvato dai lavoratori». Nel settore pubblico, ha sottolineato Podda, «dobbiamo chiudere ancora il contratto sul biennio precedente e per questo le nuove regole non valgono. Non dò per scontato che faremo una piattaforma separata: proporrò a Cisl e Uil di fare una piattaforma unitaria che non tenga conto dell’accordo poi vedremo la risposta e se saremo costretti a fare un accordo separato». In caso di piattaforma separata nel pubblico impiego, ha spiegato Podda, «come riferimento quello che è scritto nella piattaforma unitaria sulla riforma dei contratti (presentata a Milano un anno fa, ndr ) e cioè l’inflazione più vicina possibile a quella reale con la valorizzazione del salario nazionale e un integrativo più estensivo rispetto all’attuale». Rimango affezionato alla piattaforma unitaria», ha aggiunto Podda. Secondo il segretario generale della Fiom, «un accordo separato sulla riforma dei contratti è inconcepibile. Un accordo separato è destinato a far crescere le tensioni sociali». Senza contare il boom della cassa integrazione tra i metalmeccanici e i centomila precari che saranno messi fuori dalla pubblica amministrazione a partire da giugno. Secondo i dati forniti dalla Fiom, nel settore si registra un +1.000% nel 2008 rispetto all’anno precedente. Con la cassa integrazione, ha sottolineato Rinaldini, i lavoratori «in realtà percepiscono tra il 50 e il 60% della retribuzione». 13-febbraio-2009-sciopero
Lo sciopero del 13 febbraio, hanno spiegato Rinaldini e Podda, vuole dimostrare che i lavoratori pubblici e i lavoratori privati non sono dilaniati così come qualcuno sostiene. Lo sciopero, hanno ricordato i sindacalisti, era stato deciso prima di quello generale del 12 dicembre indetto dalla Cgil e ne fu decisa la sospensione dopo la presentazione della piattaforma della Cgil per una politica anticrisi. «Lo sciopero – ha spiegato Podda – è a sostegno della continuità del rapporto di lavoro, è un no ai licenziamenti. Chiediamo misure fiscali sul contratto nazionale, non su quello di secondo livello destinato a diminuire in un periodo di crisi, con drenaggio fiscale e revisioni delle detrazioni fiscali». Anche se «gli scioperi in questa fase sono un sacrificio pesante», come sottolinea il segretario generale della Fiom, sono «necessari perché di fronte a una situazione drammatica dal punto di vista sociale, Governo e Confindustria utilizzano questa fase d’emergenza per fare una vera e propria aggressione: l’intesa separata sulla riforma del contratto è un atto di aggressione alla democrazia e alla costituzione democratica del Paese».

“27 Gennaio: un minuto di silenzio, ma per tutta la vita”

Oggi ci sarebbero molte cose da commentare, notizie, articoli, previsioni. Eppure, il ricordo, il suono della campana avrebbe dovuto suonare per tutti, facendoci fermare: per riflettere e ricordare. Il mio ricordo va al viaggio da me effettuato tanti anni fa nel cuore della Polonia, ad Oswiecim, nel campo di Auschwitz. Eravamo tantissimi, incontrai tanti volti, ragazzi e ragazze e quasi tutti ci ritrovammo piangenti, abbracciati l’uno all’altro. Era d’estate, e quindi neanche lontanamente provammo un “pizzico di freddo” da rendere solo vagamente l’idea di cosa avesse potuto significare”: la deportazione e l’olocausto di milioni di uomini donne e bambini.

Alcuni libri sull'olocausto
Alcuni libri sull'olocausto
Arrivammo dopo un viaggio, in bus, durato pochissimo, essendo partiti da Cracovia; ognuno col suo posto e quindi neanche lontanamente ci sfiorava cosa avrebbe potuto essere “un carro bestiame”. Eravamo tantissimi, tanti bus, che forse, seppur privi di aria condizionata, avevamo comunque i finestrini…quindi neppure lontanamente immaginavamo cosa avrebbe potuto essere un viaggio al buio. Avevamo, noi, tutto. Loro, l’ignoto. Li abbiamo pianto, tanto.
Condivido l’articolo di Liberazione di oggi,: “Se c’è chi dice che l’orrore non ha un volto dovrebbe, almeno una volta nella vita, venire qui, nel cuore della Polonia…Quando il 27 gennaio del 1945 vi entrarono le truppe sovietiche, nel lager erano già stati uccisi più di un milione di esseri umani. I soldati trovarono cadaveri accumulati come legna e montagne di scarpe, occhiali, tonnellate di capelli che servivano per fabbricare sacchi, centinaia di valigie che i deportati dovevano abbandonare all’ingresso. Quegli oggetti ora sono li a raccontare una storia che è quella di tutti noi”.
Ricordo ancora “un reading” di qualche anno fa al Circolo dei Lettori; un pomeriggio ed una sera a leggere il libro di Primo Levi, Se questo è un uomo. Ognuno di noi leggeva una pagina….terminò in tarda serata.
All’uscita dal lavoro ho provato a sfogliare alcuni libri sul tema, e poi, all’Istoreto:
Istoreto
Istoreto
posto che, spesso, lo trovo essere accogliente, come una casa. Un posto che aiuta a riflettere.
In ogni caso, da oggi, per favore, un minuto di silenzio.

Nomadi: (Auschwitz) Canzone del Bambino nel vento

27 Gennaio 2009: Commemorazione del Giorno della Memoria: “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (L. 211/2000)

Bonus famiglia e disoccupazione requisiti ridotti

Federazione Lavoratori della Conoscenza
Federazione Lavoratori della Conoscenza
Riceviamo e Pubblichiamo:

AVVISO

Carissimi,

la FLC CGIL informa tutti i lavoratori che, nonostante non sia d’accordo con il Governo sul sistema di erogazione del BONUS FAMIGLIA, mette a disposizione i propri uffici per la compilazione dei relativi moduli.

Possono fare domanda tutti coloro che si trovano nelle seguanti condizioni:
a) Pensionati single con un limite di reddito di 15.000 euro
b) Nuclei familiari di due componenti con un limite di reddito di 17.000 euro
c) Nuclei familiari di tre componenti con un limite di reddito di 17.000 euro
d) Nuclei familiari di quattro componenti con un limite di reddito di 20.000 euro
e) Nuclei familiari di cinque componenti con un limite di reddito di 20.000 euro
f) Nuclei familiari oltre i cinque componenti con un limite di reddito di 22.000 euro
g) Nuclei familiari con figli a carico portatori di handicap con un limite di reddito di 35.000 euro.

la domanda scade il 31 gennaio (ma, quasi sicuramente sarà prorogata al 28 febbraio).
Ci si può rivolgere, oltre a tutte le sedi ATTIVA e della CGIL, a:
FLC TORINO – via Duchessa Jolanda 38 – lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 15 alle ore 18;
IVREA – Piazza Perrone 3 – lunedì dalle 15 alle 18.

Informiamo inoltre che la DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE con i requisiti ridotti scade il 31 MARZO:
Hanno diritto coloro che:
1) Hanno avuto uno o più periodi di lavoro per almeno 78 giorni nell’anno precedente ( dal 1 gennaio al 31 dicembre 2008 )
2) Hanno almeno una settimana di lavoro da più di due anni
3) Presentano la domanda entro il 31 marzo

Per la compilazione ci si può rivolgere alla CGIL e al Patronato INCA presso tutte le camere del Lavoro

Il Segretario
Igor Piotto

Torino, 26 gennaio 2009

flc-cigl

Classe operaia, classe del futuro

Questa mattina, dopo tante insistenze da parte di alcuni ex colleghi di lavoro, tesserati Fiom, ma appartenenti a Lotta Comunista, ho deciso di andare ad un loro incontro; mi era stato detto che in quella sede avrebbero parlato alcuni sindacalisti Fiom, e tra questi, uno davvero bravissimo di Genova. Confesso di conoscerlo poco, ma i suoi interventi, per me, sono stati davvero illuminanti.
Il primo intervento che mi ha colpito è stato quello riguardante la cassa integrazione, che non è pagata con la fiscalità generale ma con i contributi versati da lavoratori e aziende con quote diverse: 0,3% e 2%. Si stoppano così quanti dicono che: “son soldi di tutti versati a quanti non fanno niente”. I conti tra l’altro dicono, che la differenza tra “quanto entra e quanto esce” per questa voce lascia comunque in attivo le casse: quindi, i soldi ci sono, si tratta solo di capire dove sono stati messi. Quindi è vero non soltanto che i soldi esistono, ma che potrebbero andare ad incrementare quella percentuale, davvero irrisoria, che è versata ai lavoratori in cassa o a quanti non possono essere collocati per altri motivi che non prendo in considerazione.
In ogni caso, la crisi, non la “pagheranno le generazione future” come sostiene qualcuno, ma moltissimi. I lavoratori, la classe operaia, la stan già pagando ora. Classe operaia che rimane e resterà “la classe del futuro”. operaio
Dopo aver ascoltato un paio di interventi esco, e sul bus provo a rileggermi l’articolo dell’amico di partito Marco Albeltaro, e mi dico, “Bravo Marco, hai ragione; abbiamo perso tanti congressi, ma a nessuno di noi era venuto mai in mente di lasciare il partito”. Leggendo quell’articolo ho ripensato a quanto “combattuti” fossero i due congressi a cui ho partecipato; nel pensarvi, l’ascensore della memoria correva ad un grande amico che ora non c’è più: Mario Contu.

Un altro mondo è possibile!

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