Partecipiamo allo sciopero di domani 18 marzo 2009

Invito, i visitatori ad aderire allo sciopero e/o alla manifestazione regionale piemontese di domani contro i tagli del governo nel settore scuola; appuntamento in piazza Arbarello ore 9,30 Torino. Abbiamo più volte ribadito come le scuole pubbliche necessitino urgentemente di forti investimenti pubblici sia edilizi che di formazione di tutto il personale e non di tagli (investimenti che potrebbero rilanciare l’economia interna, invece di pensare a dare soldi alle banche o alle aziende per poi puntualmente delocalizzare la produzione): guarda caso riguardanti i lavoratori precari, ossia coloro che cercano di entrare nel mondo della scuola ed hanno competenze  professionali , senza timore d’essere smentito, di gran lunga superiori a coloro che sono di ruolo. Quantunque, se saranno effettuati, questi tagli toccheranno anche i lavoratori di ruolo in quanto una mole di lavoro in più si riverserà su di loro. La barca è una sola e se affonda non si salveranno coloro che pensano che non li possa riguardare: avranno dei figli? Allo stesso tempo invito a vigilare sull’operato di alcuni RSU e di lì a salire nella gerarchia, (stando attenti a non fare di tutt’erba un fascio) che, spesso e volentieri tradiscono le aspettative di coloro che dovrebbero rappresentare per puro opportunismo e convenienza personale: è ora di far capire loro che il lavoratore deve essere protagonista e che le deleghe in bianco non le si firmano con nessuno;  hanno sempre la possibilità di passare la mano “se sono stanchi di svolgere tal ruolo” ad altre persone che credono nel sindacato con la S maiuscola. Il sindacato siamo noi. Il lavoratore deve tornare al centro dell’attenzione, sia nell’agenda politica sia in quella sindacale per cui ribadiamolo con la nostra presenza alla manifestazione di domani.

P.s.

Informo e vi ringrazio per il nuovo record del Blog di 487 visitatori di ieri 16 marzo 2009; aggiungendo andiamo avanti insieme!

record-visite-blog-borrelli-16-03-09

Se qualcuno gioca con noi come a monopoli

bipolarismo-affariQuesta mattina, uscendo da casa e sfogliando velocemente i giornali,  un termine in particolare ha suscitato in me forte attenzione: “raddoppio”. Il termine era riferito ad un titolo che aveva come oggetto i precari. “Precari, raddoppio indennità. Cgil: elemosina.  E Sacconi scuote i giovani: c’è la crisi, accettate anche i lavori umili. Subito la memoria corre ad un messaggio lasciatomi dall’amica Barbara, dove ci parliamo della potenza dei media, e, un’altra riflessione apre la strada al mio modesto ragionamento. Che differenza ci sarà tra i seguenti termini: aumentare, accrescere, incrementare e raddoppiare? Proprio da quest’ultimo termine prende avvio un auspicio, che l’entità delle somme rivolte ai giovani potrebbero essere consistenti: “Rendere doppio”. Ma un conto è raddoppiare uno, un conto è raddoppiare dieci.  Il raddoppio previsto è davvero scarso. Non po tendo scorrere il contenuto dell’articolo decido di acquistare ulteriori giornali. Liberazione: “Precari disoccupati; arriva l’aiutino. Pochi soldi in più ai co.co.pro, ma il 90% degli atipici resterà senza sostegno” (articolo di Roberto Farneti). Con questo titolo, pur non entrando nel merito, mi pare di aver già capito tutto. (Sempre molto chiara Liberazione! Complimenti a tutti i giornalisti). Un articolo che fa il paio con un altro di Castalda Musacchio: “Ires Cgil: la precarietà è donna. Siamo lontani dal modello Europa”.  Il contenuto, a mio modo di vedere, si inserisce pienamente nella scia “propagandistica”. Propaganda: “attività rivolta a diffondere nell’opinione pubblica determinate idee….”. Perché propaganda? Perché dopo giorni e giorni che si è parlato di ronde, di provvedimenti sugli immigrati, di “probabile aumento di superficie edificabile”, di chi propone “un aumento percentuale   (“tassandoli”)sui personaggi più ricchi, al fine di aiutare i più poveri, arriva un provvedimento sui precari. Il contenuto consiste nel “raddoppiare per tutti i disoccupati ora, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto con un solo committente; per il Nidil Cgil sono circa 80 mila i co.co.pro. con “un committente”, cioè un unico datore di lavoro con un guadagno riferito all’anno scorso tra “5 mila e 13.800″ euro che abbia operato in un’area di crisi e avere tra i tre ed i dieci mesi di versamenti”: in conclusione del sussidio potrà usufruire solo il 10% degli 800.000 interessati “. Fino a ieri l’indennità per i co.co.pro. rimasti disoccupati valeva il 10% di quanto guadagnato nell’anno precedente fino al limite di 1.300 euro: ora la soglia massima salirà a 2.600 euro“. Ora non è tutto più chiaro?

Come si vede, con l’aiuto di Liberazione, si capisce meglio quanti pochi siano i soggetti “beneficiati” da questo provvedimento; e come si arricchiranno ovviamente.

Ma un’altra cosa che mi ha fatto pensare è che negli articoli veniva riportata un’esortazione del Ministro Sacconi rivolta ai giovani, quella cioè di accettare qualsiasi tipo di lavoro: un giorno incrementerà le possibilità di trovare lavoro perché “abbellirà il nostro curriculum”. Già, già, mi pare che non stia leggendo attentamente la realtà, dove ci sono Ingegneri che guadagnano 1000 euro al mese, e lavorano come assistenti tecnici nelle scuole, con la possibilità, reale, di cambiare scuola nel corso dell’anno, con un affitto da pagare, (a Torino la media è stata calcolata in 650 euro di affitto) perché il mutuo non possono permetterselo perché il contratto a tempo determinato non te lo permette, le banche non ti si filano proprio; che esistono certi Laureati in Scienze Politiche Specialistica che fanno gli operai o i collaboratori scolastici e altre storie ancora). E qualcun altro, che scrive che gli “stipendi crescono più dell’inflazione”. Io vorrei chiedere se si è tenuto conto che da settembre molti sono collocati in cassa integrazione.

antiusuraVorrei solo ricordare ancora una volta alcuni numeri: “25% è l’incremento della povertà; 50.000 i poveri nella città; il 20% di questi appartenevano alla middle class; il 10% non ce la fa più con il mutuo; che gli operai, sempre più spesso si recano presso “gli strozzini” o “cravattari” perchè non hanno più un euro per respirare, e che la sola verità è l’istituzione da parte dela Fiom di uno sportello per aiutarli, oltre ad un’altra attività messa in piedi sempre dalla Fiom, della vendita di un paniere di prodotti alimentari; 28.000 sono in mobilità; 125.000 i contratti in scadenza; che le “tessere di debito” (o i famosi quaderni dei lattai o dei panettieri di una volta, sono rientrati a tutti gli effetti di moda”. Potrei continuare, ma è meglio fermarsi. Si è tanto criticato, chi vende il pane ad un euro, chi il paniere, chi altre forme di solidarietà. Questo “raddoppio”, invece? Ricordo ancora una volta che su Liberazione di mercoledì 11 marzo un articolo di Fabio Sebastiani citava: “Occupazione in caduta libera nel nostro Paese. Ben 117 mila “senza lavoro” in più a febbraio 2009 rispetto allo stesso mese 2008. In pratica, stando a quanto comunica l’Inps tra gennaio e febbraio 2009, 370.561 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e hanno presentato la domanda di indennità; il 46,13% in più rispetto a dodici mesi fa”.  Fenomeno che si lega con l’articolo di oggi di Castalda Musacchio sempre di Liberazione: “Il fenomeno della precarietà è una questione altamente complessa. Negli ultimi anni, questa è aumentata in modo crescente di circa il 18% per le donne e del 13% per gli uomini”. La precarietà quindi è fortemente “donna”. compriamo-liberazione-giornaleUn dato che mi era sembrato interessante, e per cui, ribadisco con forza che il movimento operaio, il movimento dei lavoratori in genere, non deve dividersi, ma cercare il vero antagonista, è che, mentre tutti noi, non riusciamo a raggiungere la terza settimana ( e molti neanche un giorno), i dieci più ricchi del mondo, poverini, hanno visto assottigliarsi paurosamente il proprio patrimonio, che nel complesso rimane (la somma) pari al pil di Paesi come l’Irlanda o Israele!!! Italia, un Paese che anche nelle classifiche Ocse la voragine tra la fascia delle persone ricche e quelle povere è in progressivo aumento. La distanza fra i ricchi e i poveri si è ampliata arrivando al 33% contro una media Ocse del12%. Fanno peggio solo stati come Messico, Turchia, Portogallo, Polonia e Usa. Per non parlare poi, se il dado e la fortuna del gioco “monopoli” si sofferma in “case ed alberghi”: si vogliono aumentare le superfici delle case e non si pensa alle scuole. Il Manifesto oggi, dice che il 55,6% degli istituti è stato costruito prima del 1974 e il 38,1% ha urgenti necessità di manutenzione. Il certificato di agibilità statica? Per la metà delle scuole è un miraggio”. Io aggiungo che mancano anche i locali per i ragazzi disabili che spesso stazionano in corridoio sul banco del “bidello”; o certe scuole, che potrebbero far rispolverare certi vecchi articoli come “la scuola in roulotte”.  O, altre ancora che applicheranno i turni pur di far stare i ragazzi. Per non parlare poi se il dado del gioco si ferma a “stazioni”: Freccia “rotta” continua a lasciare a casa i pendolari.

Il Manifesto, con Antonio Sciotto oggi titola: “Precari, raddoppia l’elemosina; Cgil critica: lo avrà solo un atipico su 10. Pd e Udc: aiutino inadeguato”.

Uno fra i tanti commenti, dell’articolo più gettonato in questo blog, che mi lascia disarmato è quello di Giuliana in quanto non vi sono risposte che l’organizzazione del welfare state di quest’Italia sappia dare:

giuliana

signor romano ho lavorato dal 2006 al 2007 con un contratto a progetto, vedendo la mia prima busta i datori hanno messo come anno di asssunzione il 2007…cosa posso fare?
sono sola nn ho alcun reddito e nemmeno i genitori…possibile che nn mi spetta nulla??in questi 2 anni ho lavorato a nero
xche’ mai nessuno mi ha voluta segnare in regola all’epoca 32 anni oggi 34…sono disperata cosa posso fare???”

Disarmato, ma con una risposta che prendo a prestito dal manifesto di rifondazione comunista: “Basta con il bipolarismo degli affari“.

Congratulazioni dottor Verdese.

Vincent Verdese in seduta di laurea
Vincent Verdese in seduta di laurea

Colgo l’occasione per portare a conoscenza di tutti, che un grande amico, il neo dottore Vincent Verdese, ha discusso ieri la sua tesi presso l’Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia; Corso di Laurea in Beni Culturali Archivistici e Librari. Tesi di laurea in teorie e tecniche di ordinamento e descrizione degli archivi. Titolo tesi: “Mutamenti dell’Amministrazione e archivi contemporanei: Francia e Australia a confronto“. Relatore: prof. Stefano Vitali.

La discussione della tesi è avvenuta ieri pomeriggio, alle ore 15 circa. La notizia la pubblico ora in quanto, solo ora sono riuscito a contattare il dott. Verdese per il suo consenso.

Il neo dottore, come  affermato da tutta la commissione, non solo ha trattato un argomento che andava sicuramente approfondito, ma ha avuto padronanza nell’uso delle lingue straniere, trattandosi di un lavoro comparato, e che potrebbe essere anche considerata tesi specialistica a tutti gli effetti”. Un incoraggiamento, infine, a proseguire i suoi studi e ricerche in questo senso.

Complimenti, da parte mia, e dall’Istituto Storico, rappresentato da Andrea.

L’amicizia fra me ed il neo dottore è nata nei splendidi locali dell’Istituto Storico della Resistenza di Torino.

Agli amici della SKF, INDESIT, DENSO

Ieri, ho dimenticato di ricordare la mia vicinanza anche a tutti gli amici che ho conosciuto, incontrato, a Roma e a Torino. Molti li rivedo per le strade di Torino o in via Pedrotti, presso la sede Cgil.

Ricordo (e partecipo con loro) tutti gli amici, e ribadisco che mi fa piacere trovare commenti che parlino di Voi, di Noi, (e quindi, non vi è nulla di cui io debba scusare) e ringrazio in particolar modo gli amici anche dell’Indesit e della Denso, che puntualmente sento, spesso.

Agli amici della Skf: tutti.

skf-airascaUn ringraziamento a tutti gli amici della Skf che scrivono e si confrontano qui sopra. Grazie per la  fiducia che state accordando al Blog. Grazie a te, Barbara, grazie a te, Grazia e Rosina. Le mie posizioni sono chiare e conosciute; ritengo che qualsiasi contributo venga dalla classe operaia sia il benvenuto, in questo spazio. La mia scelta di stare con “Voi” tutti, che con il vostro salario contribuite a “formare” il mio stipendio, di lavoratore statale, la dice lunga sul mio schieramento: sempre e comunque dalla parte del lavoratore. Cerco tutti giorni di ricordarmi e di rispettare che “il servizio” che presto allo Stato è compensato con i vostri soldi. Cercherò di rispettarli. Barbara, nessuno, né te né altri “rompe le scatole” e il contributo che date, dialetticamente, è enorme. Il movimento operaio non deve essere frantumato. Qualsiasi strumento che cerchi l’unità tra i lavoratori è il benvenuto. Partecipazione e democrazia, opinioni (educate, come finora) di tutti sono davvero le benvenute. Sono contento e vi ringrazio. Io ringrazio voi, che continuate a tenermi una finestra aperta sul mondo “dell’economia reale”,  del vostro lavoro e delle vostre preoccupazioni. Mi aiutano a ricordare di me, dei miei genitori; mi aiutate a tenere a mente il mondo delle fabbriche, che è vivo, anche se molti vorrebbero farci credere “morto”, un mondo dove sudore e stanchezza non sono finti, non sono scommesse come tanti “titoli spazzatura” che ci hanno portato alla rovina e al tracollo. Non posso non incoraggiare Barbara, che con molte difficoltà sta portando avanti un bel lavoro,  che si sta dimostrando responsabile e degna di essere una brava delegata, rappresentante di tutti. E ringrazio anche te, Grazia, di dare un contributo prezioso. L’antagonista è un altro. Dobbiamo imparare, tutti, a incanalare la rabbia. Dirigerla verso i veri responsabili di questo stato di cose.

Grazie a tutti voi, e continuate, questo blog deve essere una finestra  aperta, per tutti, dal momento che  abbiamo davvero poche  possibilità per raccontarci. Ricordiamoci che dobbiamo essere importanti non solo ora, che rappresentiamo dei numeri, oggetto di indagini, se rientranti nella terza o quarta settimana, o se facciamo o meno la coda alla Caritas, o se prendiamo i moduli per la richiesta di disoccupazione. Ricordiamoci che “con il nostro lavoro ed il nostro sudore” abbiamo fatto la ricchezza di altri, che troppo spesso, e direi sempre, lo hanno dimenticato. Pronti, sempre, a “socializzare le perdite e privatizzare i profitti”.

Quota 421 visite: nuovo record

blog-record-visiteIl Blog, ieri 11 marzo 2009 ha ottenuto il suo nuovo piccolo record  di 421 visitatori, che come al solito intendo sottolineare; siamo piccoli ma cresceremo, recitava una vecchia canzone.

421 visitatori, dicevo, che intendo tutti ringraziare in egual modo. E’ una gratificazione importante sapere che le riflessioni quotidiane iniziano ad interessare un pubblico importante e a cui intendo dare importanza.

Grazie, continuiamo ad andare avanti tutti insieme!

Romano Borrelli

“Il bidello staffetta”

berlusconi-per-altri-finiQuesta mattina, dopo aver acquistato i giornali, mi soffermo su alcuni titoli; La Stampa: “Camere, la rivoluzione del premier. Berlusconi: “Lavori lenti, votino soli i capigruppo”; la Repubblica: “Berlusconi: in aula votino solo i capigruppo”; Liberazione: “Per altri fini. In Parlamento votino solo i capigruppo, sei o sette persone a nome di tutti. E’ l’ultima trovata di Berlusconi: per parlare d’altro e nascondere la crisi economica”. Dopo aver letto il contenuto, mi soffermo a riflettere. Possibile che chi ha circa 100 parlamentari sopra la maggioranza debba rifarsi a concetti come “efficienza”, velocità nella “produzione normativa”? Possibile che il Parlamento ancora una volta sia “depotenziato, dato che, parrebbe che il deputato o il senatore, voteranno in commissione? Ma il parlamentare eletto non deve rappresentare la circoscrizione di appartenenza? E poi, la costituzione non dice “senza vincolo di mandato“? Parrebbe veramente un rapporto fra una persona ed il popolo: “populismo”? Di colpo, mi sono tornate alla mente le tantissime pagine di storia dell’America Latina… Per caso ci staremo avviando verso il “televoto”? Ma ripensandoci bene, non è poi una novità: “questa del voto ai capogruppo è inserita in una scia , dove, dal caso Englaro ad altri ne sono state riempite intere pagine dei giornali”. Eppure, l’anno scorso, subito dopo le elezioni, qualcuno aveva detto: “che si facciano le audizioni alla Camera e al Senato per la sinistra rimasta fuori dal Parlamento. La sinistra non può stare fuori da tutto”. Ricordate? Non è passato neanche un anno. Alla faccia della democrazia.

Oggi pomeriggio ho preso parte al Forum della Flc Cgil, in Via Pedrotti a Torino, dove sono state anticipate, (solo anticipate) prospettive e bozze per quanto riguarda gli ATA ed il loro futuro. Innanzitutto, si profila una vita da precario lunga ancora 10 anni per gli ATA; ma, la cosa che più mi ha fatto sorridere è stata questa: una scuola che ha più succursali potrebbe “sentire” il sindacato (sentire non vuol dire contrattare) per far funzionare “un bidello” come una staffetta: cioè aprire più scuole poste in diverse zone, a scapito, perché non si è capito bene, dei ragazzi, che sarebbero (perché non specificato da chi sarebbero “vigilati”) privi della adeguata vigilanza. Questa affermazione (ovviamente le cose dette sono tantissime, ma preferisco raccontarla a fronte di “norme” già fissate, e non su “ipotesi” ventilate, ma dando corpo ai numeri e tagli, per meglio esprimere critiche ed opinioni) va ad aggiungersi ad un’altra affermazione presente su alcuni giornali di oggi: “si istituisce l’anagrafe del precario”.

Ancora una cosa a proposito del forum di oggi: PARTECIPIAMO TUTTI ALLO SCIOPERO DEL 18 Marzo.

Da parte mia, sulla base della drammaticità, propongo ed appoggio qualsiasi soluzione che stabilizzi immediatamente qualsiasi precario in attesa che fuoriesca una proposta decente e fattibile: senza quella nessun dipendente deve essere lasciato a casa quest’anno. Una moratoria sui licenziamenti. I giornali oggi, contrariamente all’ottimismo di qualcuno continuavano a dare notizie con boom di disoccupati: a febbraio di quest’anno si è registrato un più 46% delle domande di sussidio rispetto allo stesso mese del 2008: disoccupati record!.

(a proposito del solo voto al capogruppo: se sono rimaste nei magazzini delle scuole vecchie pagelle con su scritto “il padre o chi ne fa le veci”, ripristiniamole, in questo momento di così forte democrazia).

Compriamo e Sosteniamo Liberazione
Compriamo e Sosteniamo Liberazione

Foto Album Festa della Donna Torino 2009

Foto album della festa della Donna: 8 marzo 2009 a Torino. Ho scelto una foto da presentare nel Blog: quella dell’aumento dell’età pensionabile a 65 anni, le altre sono molto belle e significative ugualmente.

Torino: Festa della Donna 8 Marzo 2009
Torino: Festa della Donna 8 Marzo 2009

p.s.

Ieri, 9 marzo 2009, il Blog ha ottenuto due piccoli record: 404 Visitatori e superato le 10.000 visite totali.

Andiamo avanti, insieme!

Un altro mondo è possibile!

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