Se trenta euro sono come trenta denari

Gruppo Magneti Marelli Venaria a Porta Nuova in partenza alle ore 23,30
Gruppo Magneti Marelli Venaria a Porta Nuova in partenza alle ore 23,30

Si sta avvicinando rapidamente la partenza per Roma; come tante altre volte l’entusiasmo del ritrovare: amici, compagni, ex colleghi, stempera la stanchezza del lavoro quotidiano. Alle ore 23 ci sarà la partenza, in treno. Proverò a portare un portatile, in maniera da “postare” qualche foto nell’atrio di Porta Nuova o sul treno; mangerò qualche panino come lo si mangiava ai tempi della fabbrica. Un panino dolce e amaro. Dolce, perché mangiato in armonia, preparato a casa e poi scambiato, “vissuto”, e “faticato” direi, se mi si lascia passare il termine, amaro: perché le prospettive economiche  non sono delle più rosee. Ieri, al presidio contro la precarietà in piazza Castello davanti alla Prefettura a Torino, ho potuto “saggiare” l’antipasto di quanto lontana  sia la sofferenza di chi è precario, di chi è in cassa integrazione, di chi è senza contratto rispetto ad una gran parte della società italiana le cui menti sono state pervase e impegnate a verificare se son vere le lacrgrande-fratello-federica-squalificataime dell’ultima esclusa del grande fratello. Diciamoci la verità: al presidio di ieri eravamo pochi. Sono convinto che domani molti  sentiranno lontani i problemi che fino a ieri li assillavano e, quindi, non parteciperanno allo sciopero. Possono essere trenta euro o quaranta tolti dallo stipendio, così fondamentali per un bilancio famigliare? Purtroppo per tanti lavoratori lo sono e limitano la partecipazione, per altri il non credere negli scioperi e per altri ancora: “se ottengono qualcosa con me e senza di me la si ottiene uguale”. Eppure, sul luogo di lavoro ho sentito  affermare: “ieri sono uscita ed ho fatto shopping: ho speso duecento euro“. Lo scorso anno era precaria, oggi è di ruolo. E’ possibile, mi chiedo, che colleghi che fino a ieri erano precari possano di colpo ripiegarsi su se stessi e non sentire la condizione “altra” come propria, ancora?

Trenta denari come trenta euro?

I “fissi” della scuola hanno venduto i “precari” ? Se quest’ultima è la condizione, la conclusione, e mi auguro di sbagliarmi: il ministro Brunetta contro di noi, lavoratori del pubblico impiego, avrà buon gioco facilmente, perché si alimenta quel circuito perverso in cui diventa odioso colui o colei che ha il lavoro sicuro e fisso, anche se il suo stipendio è di solo mille euro e non appartiene alla categoria dei “fannulloni” e, l’odio sociale se v’è da essere lo si dovrebbe rivolgere verso bel altre cifre, verso ben altri “fannulloni”. Attenzione, suggerisco alle tante Luisa, la guerra fra poveri, in ispecie nei periodi di forte crisi, ha sempre giovato ai ricchi, e poi lo san tutti che in questo periodo i negozi di Torino stanno svendendo la merce o chiudendo, addirittura.

E’ vero, lo sciopero è una scelta individuale, ma proviamo a dirci la verità: possibile che nessuno, a parte un’interrogazione di Juri Bossuto (e molta attenzione da parte di Rifondazione Comunista), che nel consiglio regionale piemontese ha sollevato  il problema che esistono delle scuole dove ci sono precari con età anagrafica di 50 anni e con una famiglia da mantenere? Possibile, che nessuno abbia sollevato il problema che a Torino, a tutt’oggi c’è, ad esempio una scuola, ma potrebbero essercene altre, dove continuamente, da settembre, salvo un breve periodo, mancavano due collaboratori scolastici impegnati in altre scuole con profili superiori? E che, quindi, “se sulla carta il numero è giusto, nel momento del lavoro reale i collaboratori manchino? (perché iscritti in un’altra graduatoria e perché a tempo indeterminato potevano “migrare” come quel gabbiano?). Possibile che abbia manifestato per la sicurezza sul posto di lavoro e poi continuamente bisogna vedere e far passare sotto traccia che i posti di lavoro vacanti non possono essere ricoperti e quindi quel carico di lavoro pesare sul personale rimasto? I quotidiani italiani ( i cui editori in parte o totalmente, nella stragrande maggioranza sono le banche eccezion fatta per quelli di partito che criticati per il finanziamento pubblico ricevuto rappresentato l’unica stampa libera anche se è partigiana, ma nella scelta lo si sa a priori) non ne parlano perché il lavoratore e la sua salute non sono abbastanza importanti?  Quale è il problema? Cosa è che non fa notizia, oggi? O, cosa dovrebbe farla invece? Dovrebbe farla applicare regole “che chiudono in casa il lavoratore perché malato senza poter andare dal medico”? Fa notizia il fatto che estendendo l’orario delle visite fiscali, in modo così barbaro, renderebbero il “lavoratore recluso in casa”? Fa notizia il fatto che aumentano le spese per il medico fiscale e, quindi alcune scuole potrebbero essere in “bolletta?” Si parla tanto di “servizio”, e poi non lo si garantisce perché mancano i collaboratori? Fra una chiamata e l’altra è assicurato il servizio? Perché non si risponde che: “forse non sta proprio così?”;  come si affermava che: “I collaboratori scolastici in Italia sono in numero superiore ai carabinieri”? Possibile che bisogna decretare l’urgenza e la necessità dove non sussisterebbero i requisiti, i presupposti,  mentre per altri campi forse ne esisterebbero le motivazioni “erga omnes”? Possibile che, i liberisti italici dei due poli, parlino in continuazione di “produttività”, “efficienza”, “fannulloni” e via dicendo? A me, pare proprio poco corretto.

Operai della Bertone sul treno per Roma
Operai della Bertone di Grugliasco sul treno per Roma

Comunque, andrò a Roma, e saremo in tanti. Personalmente farò la parte anche per chi non potrà esser presente: i tantissimi Domenico, Maurizio, “gli associati in partecipazione”, chi è in cassa integrazione, chi è precario, chi è senza lavoro ecc. ecc.

Prima di chiudere vorrei solo esprimere una forte solidarietà a Maurizio, a cui non è stato sufficiente tutto lo sforzo effettuato per ottenere la laurea con il massimo dei voti; almeno per ora…..e nonostante tutto ha trovato e trova la forza e la voglia di prendersi un po’ in giro pubblicamente. Coraggio Maurizio.

p.s.
Il primo treno per Roma è partito alle ore 23. Il nostro treno parte alle ore 23,30. Posto la foto del Gruppo Magneti Marelli di Venaria scattata con il telefonino. Nel gruppo vi è un infiltrato, che fa la linguaccia, solidale, però, con la loro, la nostra lotta!! Posto, anche, la foto di due operai della Bertone di Grugliasco.

Ore 23,30
Partiti: che il sol dell’avvenire sia con noi!

Ragazzi siamo al Massacro di Massa!!!

Angelo Frescina e Romano
Angelo Frescina e Romano

La realtà che si vive nella mia fabbrica, la KEY PLASTICS di Beinasco, e fuori da quest’azienda è disastrosa, purtroppo è così.
Da quando siamo in cassa integrazione ordinaria, non si vive più.
I lavoratori, che ormai sono passati ad un reddito pari a circa 700 euro mensili, non sanno più come fare a far quadrare il bilancio familiare (l’istruzione per i figli, assicurazione e bollo auto, IL MUTUO DA PAGARE: pesante come un macigno che grava sulla nostra, nostre, vite, … eccetera).
Io lavoro in un reparto prettamente femminile, dove molte di queste colleghe lavoratrici ormai da giorni hanno i propri mariti ( più sfortunati di noi), che sono stati appena licenziati per la chiusura della loro fabbrica, oppure non percepiscono salario da mesi perché il loro datore di lavoro non può permettersi più di pagarli.
Vorrei poter farVi pensare: come si può sostenere una situazione familiare dove l’unico reddito mensile è quello di 700 euro; penso che è quasi impossibile!
Mi chiedo e Vi chiedo: E’ capace questo Governo di darmi, di darci, una risposta? Oppure, pensa che l’incentivo, dato per l’acquisto di un’auto nuova, possa risolvere qualcosa? Magari ci risolverà il problema del campare noi e le nostre famiglie con la riforma contrattuale o con la riforma scolastica?
Beh, francamente, credo che con un reddito tale, in un tempo che ci vede sempre più disoccupati, sempre più precari, venga istintivo rannicchiarsi sulle proprie gambe nella speranza di rimanere a galla in qualche modo. Altro che, come dice Silvio, far girare l’economia.
In questi ultimi giorni, anche per noi RSU, è diventato molto difficile far capire ai lavoratori cosa ci sta realmente accadendo, anche perché chi non arriva a fine mese non riesce o non può discutere serenamente.
Le piccole realtà lavorative sono sempre più disperate perché a differenza delle grandi hanno già finito le risorse economiche, non hanno liquidità: ma chi accompagna i lavoratori che si avviano all’uscita senza ammortizzatori sociali? Per questo motivo oggi (ndr 11 febbraio 2009) la CGIL ha consegnato al Prefetto di Torino una documentazione che chiede più ammortizzatori sociali e, che questi vengano retribuiti con un salario più alto.romano-borrelli-fiom-metalmeccanici-piccola
In questo difficile tempo dove precario è diventato sinonimo di disoccupato, in questo momento dove le imprese non hanno più liquidità per gli approvvigionamenti delle materie prime, indispensabili per evadere anche piccoli ordini – sufficienti per il sostentamento dell’azienda e dei suoi dipendenti,- in questo momento dove necessita la costruzione di un piattaforma mirata alla soluzione di questo dramma che coinvolge tutti o quasi, il nostro Governo cosa propone?
Ho amici che stanno vendendosi beni di proprietà come la propria macchina perché da quattro mesi non percepiscono reddito da stipendio ( in casa cera solo quello), altri che si appoggiano ai genitori che li aiutano a tirare avanti la baracca. Alcuni amici miei fanno lavori in nero dopo aver litigato con dell’altra gente per la spartizione dei lavori … “guerre fra poveri”.
Oggi sono un cassaintegrato ed in qualche modo cercherò di arrabattarmi, ma non so se domani, a fronte del fatto che le casse INPS si sono svuotate e, che la mia azienda non potrà anticipare la CIG in eterno, potrò dirvi la stessa cosa.
Forse è meglio avere meno gente che dorme alla Camera dei deputati, e più gente che mira a costruire con serietà e professionalità la nuova economia italiana.

Angelo Frescina, RSU FILCEM CGIL della KEY PLASTICS di Beinasco (To)

“Il silenzio è la miglior cosa”

Maurizio ex precario ora disoccupato
Maurizio ex precario ora disoccupato

Il silenzio. A volte occorre lasciar “parlare il silenzio”. Questo era ed è “necessario” e, “urgente”; il silenzio, il rispetto altrui, delle altrui decisioni. Se proprio vogliamo “il necessario” e l'”urgente” facciamolo ora (anzi, lo faccia, dato che possiede “il carisma”) con tutti coloro che rischiano di non arrivare alla seconda o alla terza settimana del mese, o con chi “non parte proprio”. Facciamolo, per Maurizio che ha raccontato la sua triste vicenda “lavorativa”, da giovane di questi tempi in cui è negato loro avere un futuro, in un commento di questo blog; facciamolo per i tanti Maurizio che erano presenti allo sciopero generale.
Chiedo: perchè non decreta “l’estensione degli ammortizzatori sociali a chi non puo’ accedere alla cassa integrazione”? Perchè non decretiamo la fine della precarietà?
Perchè non decretiamo che tutti quelli che stanno lavorando nella scuola con l’articolo 40 possano ancora continuare a lavorare in quella scuola dove hanno preso servizio a settembre?
Perchè non decretiamo la fine delle lunghe attese (decennali e oltre) per l’immissione in ruolo degli insegnanti, tecnici, amministrativi, collaboratori scolastici?
Ai tanti Maurizio d’Italia dico: coraggio, ce la faremo, anche se “decretare la fine della precarietà “difetta della urgenza e della necessità, per i nostri governanti. Mi vengono in mente tante cose, ma non seguiamo, opponiamoci fermamente a chi “punta i piedi” e vorrebbe modificare la Costituzione.
Opponiamoci anche a tutti coloro che “vengono da sinistra-ti e vanno ad-destra-ti”. Opponiamoci a questo italico bipolarismo da “baraccone” mediatico. Con forza; riscopriamo la voglia dell’impegno nelle lotte per i nostri diritti, e di una coscienza civile.
Prima di terminare un pensiero ad alcune care persone. Auguri ai coniugi Perasso, che hanno speso tante loro energie per una vita e tutto quanto altro potessero dare per il funzionamento del partito e della federazione del partito a Torino; in bocca al lupo a Roberto che entrerà in ospedale per una operazione delicata. Un pensiero a Carla che lo accompagnerà per stargli vicino, come sempre, in ogni circostanza della loro vita. Un pensiero ai compagni di fabbrica, che continuano a raccontarmi le loro vicessitudini, tristi, con questa continua cassa integrazione e conseguente ristrettezza economica, nonostante mi dicano che la produzione “parrebbe ripartire in versione notturna”. Forse, in questa circostanza, gli operai ricordano un grandissimo calciatore juventino, e dato che il calcio non tira più, le linee tirate in “notturna” rendono i lavoratori “i belli di notte”.
Un pensiero, ancora, a chi mi da la possibilità di raccontarmi.

Ancora un appello: Il 13 Febbraio “TUTTI A ROMA”.

L’accordo della complicità è contro Lavoratori e Lavoratrici

Riceviamo e Pubblichiamo:

Rete 28 Aprile

Nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale

L’ACCORDO DELLA COMPLICITA’ È CONTRO LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DISTRUGGE IL CONTRATTO NAZIONALE:

– il Ccnl non vale più sempre e comunque per tutte e per tutti: per ragioni occupazionali, le aziende potranno derogare e applicare condizioni peggiori. Si potranno, cioè, fare accordi che non
applicano più i salari minimi, gli orari e i diritti previsti dal Ccnl;

TAGLIA ULTERIORMENTE I SALARI:

si programma matematicamente la riduzione dei salari nel Ccnl:
o
gli adeguamenti salariali avverranno sulla base di un indice di inflazione deciso da un ente
esterno, non più concordato, obbligatorio e depurato dall’aumento dei costi energetici;
o
i salari non si contratteranno più ogni due ma ogni tre anni e le imprese non avranno alcun vincolo per il rispetto delle scadenze contrattuali;
o
il recupero non prenderà a riferimento le paghe effettive, ma un valore retributivo da definire, così gli aumenti si calcoleranno su paghe più basse di quelle oggi in vigore.

– si rinviano gli aumenti salariali alla contrattazione aziendale, senza nessuna garanzia però che essa sia praticata e estesa alle tante aziende che non la fanno;
– si lega sempre più il salario alla produttività, così da renderlo più flessibile e meno certo, più legato all’aumento dell’orario e ai ritmi di lavoro. Questo peggiorerà le condizioni di lavoro e di sicurezza, finirà
per aumentare ancora di più le differenza salariali tra donne e uomini, taglierà il salario dei precari.

RENDE IL MODELLO SINDACALE PIÙ AUTORITARIO E MENO DEMOCRATICO:

– si scrive un nuovo modello sindacale, che indebolisce la contrattazione collettiva in nome della bilateralità e della contrattazione individuale:

o
si estende il ruolo e la funzione degli enti bilaterali;
o
si stabilisce un controllo burocratico centrale sulla contrattazione, limitando la libertà negoziale delle categorie, delle RSU, dei lavoratori;
o
si sancisce la pratica degli accordi separati;
o
si definiscono clausole anti-sciopero.
NEGA IL DIRITTO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DI PRONUNCIARSI:

– l’accordo è stato sottoscritto escludendo la Cgil, ma soprattutto senza mai chiamare in causa chi davvero ne pagherà le conseguenze: le lavoratrici e i lavoratori.

La gravità dell’attacco ai diritti apre una FASE DI MOBILITAZIONE E DI LOTTE, per dire NO all’accordo ovunque, in ogni categoria e in ogni luogo di lavoro. E’ necessario subito il REFERENDUM tra tutte le lavoratrici e i lavoratori. E’ necessario lo SCIOPERO GENERALE e nell’immediato la più AMPIA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO DI FIOM E FP.

venerdì 13 febbraio, tutte e tutti a Roma con le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici e pubblici

per il salario, per il contratto nazionale, per la democrazia

Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale
http://www.rete28aprile.itinfo@rete28aprile.it

Volantino dello sciopero Rete 28 Aprile

Ciao Eluana Englaro

Beppino Englaro EluanaE’ finita l’agonia di Eluana Englaro; oggi alle ore 20,10 è morta, dopo 17 anni di coma, nella clinica “La Quiete”. Il Padre Beppino Englaro in lacrime: “Ora voglio soltanto stare solo“. Un mio pensiero commosso va a tutta la Famiglia Englaro e ad Eluana: “che la terra ti sia lieve”.
Ciao Eluana.

Numero 1 Giornalino del Blog Romano Borrelli

giornalino-prima-paginaStamattina si è fatta una breve raccolta di alcuni articoli del blog e, così creato il numero 1 del giornalino del Blog Romano Borrelli: giornalino di sole 4 pagine. Il download del file pdf è disponibile: Numero 1 Giornalino-Blog-Romano-Borrelli

Pane e politica

Questa mattina, era stata programmata la distribuzione del pane e della pasta da parte del partito; pane ad un euro al Kg. E’ un’attività che mi entusiasma, forse perché mi riporta, idealmente, – in quanto in quel periodo ero piccolissimo,- agli anni ’70, quando gli “spacci alimentari” erano diffusi e permettevano a molti di poter acquistare beni di prima necessità a prezzi contenuti, accessibili. Certo, ora non si vendono tanti prodotti, ma è importante l’idea che vi sta a monte. Lo studio degli anni ’70 mi ha fatto conoscere delle realtà che non immaginavo; in questa attività spero di poter essere d’aiuto e contribuire, oltre che vendere pane, a distribuire “il pane”, quello che ci dovrebbe riportare ad una maggior coscienza sociale.

Mentre ero intento alla distribuzione di pane e pasta ho incontrato tante persone che mi raccontavano la situazione attuale di numerosi lavoratori delle fabbriche del torinese: la cassa integrazione, la famiglia, le difficoltà a “tirare avanti con settecento euro al mese e un mutuo da pagare”, con la speranza che “la salute li e ci assista, sempre”.
In quel preciso istante ho ricevuto un messaggio telefonico in cui mi si comunicava che molti amici erano riuniti in Piazza Castello per protestare contro “il decreto del governo Berlusconi che ha ‘sequestrato’ il corpo di Eluana”. Non entro nel merito, per non alimentare lo “sciacallaggio” televisivo che di questa triste vicenda si sta facendo; penso che meriti tanto rispetto, e così, in silenzio mi sono recato, dopo la vendita ad incontrare gli amici, di fabbrica (Fiom), di partito (Rifondazione Comunista) e della scuola, Università. Qui ho incontrato “la saggezza” del partito, i coniugi Roberto e Carla Perasso che tanto hanno dato e stanno dando in tutti i modi al partito, compresa la sede del circolo in cui saltuariamente mi reco. Poi i compagni della Fiom (c’era anche Airaudo), gli amici del consiglio regionale, e fra questi Juri Bossuto; l’amico Petrini, segretario regionale piemontese del Prc, ed il segretario della federazione torinese Patrito, oltre naturalmente tantissimi altri.
Lì si è parlato e discusso di politica: eravamo tantissimi. Finalmente!

Il Gabbiano smarrito: “vivo, morto o x”

Questo mondo sta andando alla rovescia anche dal punto di vista climatico. Guardate questo uccello: si è perso sui tetti di Torino; sapeste come ‘gridava’! Penso che sia anche morto dopo l’ultima nevicata. Era lì da tanto tempo smarrito, un po’ come lo siamo noi, vittime della globalizzazione capitalistica.

Gabbiano smarrito sui tetti di Torino
Gabbiano smarrito sui tetti di Torino

Un altro mondo è possibile!

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