Numero 1 Giornalino del Blog Romano Borrelli

giornalino-prima-paginaStamattina si è fatta una breve raccolta di alcuni articoli del blog e, così creato il numero 1 del giornalino del Blog Romano Borrelli: giornalino di sole 4 pagine. Il download del file pdf è disponibile: Numero 1 Giornalino-Blog-Romano-Borrelli

Pane e politica

Questa mattina, era stata programmata la distribuzione del pane e della pasta da parte del partito; pane ad un euro al Kg. E’ un’attività che mi entusiasma, forse perché mi riporta, idealmente, – in quanto in quel periodo ero piccolissimo,- agli anni ’70, quando gli “spacci alimentari” erano diffusi e permettevano a molti di poter acquistare beni di prima necessità a prezzi contenuti, accessibili. Certo, ora non si vendono tanti prodotti, ma è importante l’idea che vi sta a monte. Lo studio degli anni ’70 mi ha fatto conoscere delle realtà che non immaginavo; in questa attività spero di poter essere d’aiuto e contribuire, oltre che vendere pane, a distribuire “il pane”, quello che ci dovrebbe riportare ad una maggior coscienza sociale.

Mentre ero intento alla distribuzione di pane e pasta ho incontrato tante persone che mi raccontavano la situazione attuale di numerosi lavoratori delle fabbriche del torinese: la cassa integrazione, la famiglia, le difficoltà a “tirare avanti con settecento euro al mese e un mutuo da pagare”, con la speranza che “la salute li e ci assista, sempre”.
In quel preciso istante ho ricevuto un messaggio telefonico in cui mi si comunicava che molti amici erano riuniti in Piazza Castello per protestare contro “il decreto del governo Berlusconi che ha ‘sequestrato’ il corpo di Eluana”. Non entro nel merito, per non alimentare lo “sciacallaggio” televisivo che di questa triste vicenda si sta facendo; penso che meriti tanto rispetto, e così, in silenzio mi sono recato, dopo la vendita ad incontrare gli amici, di fabbrica (Fiom), di partito (Rifondazione Comunista) e della scuola, Università. Qui ho incontrato “la saggezza” del partito, i coniugi Roberto e Carla Perasso che tanto hanno dato e stanno dando in tutti i modi al partito, compresa la sede del circolo in cui saltuariamente mi reco. Poi i compagni della Fiom (c’era anche Airaudo), gli amici del consiglio regionale, e fra questi Juri Bossuto; l’amico Petrini, segretario regionale piemontese del Prc, ed il segretario della federazione torinese Patrito, oltre naturalmente tantissimi altri.
Lì si è parlato e discusso di politica: eravamo tantissimi. Finalmente!

Il Gabbiano smarrito: “vivo, morto o x”

Questo mondo sta andando alla rovescia anche dal punto di vista climatico. Guardate questo uccello: si è perso sui tetti di Torino; sapeste come ‘gridava’! Penso che sia anche morto dopo l’ultima nevicata. Era lì da tanto tempo smarrito, un po’ come lo siamo noi, vittime della globalizzazione capitalistica.

Gabbiano smarrito sui tetti di Torino
Gabbiano smarrito sui tetti di Torino

Una cioccolata “amara”

simone-serena-rossi2La crisi economica che si abbatte nell’ultimo periodo ha degli effetti davvero dirompenti. Oggi si ha la notizia che anche nel settore alimentare, in particolare quello riferito alla produzione della cioccolata, si è in crisi. Nella zona del Pinerolese, una nota fabbrica di cioccolata, provvederà a collocare circa 150 lavoratori in cassa integrazione: “la cassa sarà a rotazione in tre turni da 50 operai alla volta per due settimane” (notizia La Stampa). Oltre alla crisi alimentare, un’altra crisi, sempre nella zona piemontese, è quella dell’Indesit, con possibile chiusura della stabilimento. Alla Fiat circa 5 mila “colletti bianchi” corrono lo stesso pericolo di una collocazione in cassa integrazione. Mentre moltissimi altri, erano in coda, davanti al Palazzetto dello sport di Parco Ruffini, ma non per assistere ad una partita di basket o di pallavolo, ma per poter “partecipare alla partita della propria vita: la loro sopravvivenza”. Infatti, la coda si era formata per firmare la delega per ricevere i 600 euro, (sì, seicento euro) di cassa integrazione anticipati dal Comune di Torino. Che dire? Che fare? devastanti gli ultimi 25 anni, di liberismo sfrenato, dove i Paesi che proponevano e guidavano una “finanziarizzazione dell’economia” ora si trovano, in America, a “consigliare”ai tecnici stranieri della Microsoft, di accomodarsi gentilmente, e nel Regno Unito, “viene invece consigliato di assumere solo laureati britannici”. Strano tutto cio, non è vero? O erano strani tutti coloro che si opponevano al forte distacco che si stava crando tra l’economia reale e l’economia finanziaria? Strano, che mentre si gonfiavano profitti e stipendi ora finalmente si accenni al fatto che non è poi così morale, mentre avrebbe dovuto essere evidente ben prima “la sclerotizzazione” di qesto sistema, che vedeva, ad esempio negli Stati Uniti milioni di bambini senza compertura assicurativa. Ed in Italia? Certo il problema sarà ancora più serio fra qualche anno, dato che dall’Università stanno fuggendo moltissime matricole, con “cervelli” che verranno a mancare prossimamente. E localmente?Bhe ci sono i super fortunati che possono conoscere una qualche forma di ammortizzatore e sociale e altri mento fortunati. E, mentre tutti quei soggetti, “fortunati” , a detta di alcuni, hanno una sorta di copertura in questo “gelido inverno economico” italiano molti altri, soprattutto nel settore della scuola, stanno facendo mestamente ritorno a casa. Per molti, infatti, la pubblicazione delle “graduatorie” di “fasce” potrebbe voler dire, e per molti “vuol dire”, lasciare il posto “occupato” da settembre con l’art. 40, fino a nomina dell’avente diritto. Si assiste così ad un cambio di personale in un batter di ciglio; chi occupava un posto da tecnico, da amministrativo, o collaboratore scolastico, è licenziato o potrebbe essere licenziato, sol perché troppo poco precario, nonostante gli anni lavorati o la professionalità posseduta. Vorrei parlare di un amico, ad esempio, ma mi piacerebbe che certe storie, fossero “indagate”, “inchiestate”, dai diretti interessati, e dar loro la possibilità di parlare, di raccontarsi, di cosa può voler dire affittare una casa, con i soldi dati in anticipo, e poi, dover dire, in questa settimana: “mi dispiace, non posso più pagare l’affitto, perché non lavoro più, e non so se lavorerò”: “forse ho lavorato poco come precario, dovrò esserlo di più per poter diventare di ruolo”. Per non parlare, di quelle scuole dove (alla faccia di chi dice che i “dipendenti sono più numerosi dei carabinieri” ) alcune figure lavorative, potrebbero essere in numero inferiore rispetto alle esigenze di personale reali, perché alcuni dipendenti, essendo a contratto a tempo indeterminato potrebbero (legittimamente) andare a svolgere mansioni superiori alla loro qualifica, (in altre scuole), se inseriti in apposite graduatorie e ritornare al posto occupato in precedenza. Ovviamente, sostituire il personale mancante “risulta così difficile”….tanto che si deve lavorare anche per coloro che non ci sono……..per mesi e mesi………. e, mesi. Sono in tanti a pensare che l’autonomia scolastica, assieme alla fame di un posto di lavoro che possa “garantire” un minimo di reddito, abbia generato migliaia e migliaia di micro-stati o pseudo caserme in cui ogni “capo di questi stati” od ogni “colonnello” si fa le “proprie leggi” interpretando le norme generali in base all’umore quotidiano od in base al livello d’inchino dell’interlocutore. E, da lì “tenere in scacco matto” tanti e tanti subalterni. Penso che, bisognerebbe raccontare, incontrare persone, storie, per capire realmente la complessità di un fenomeno così intricato come lo è l’intreccio fra globalizzazione, capitalismi locali e amministrazioni “semi-pubbliche” locali. Come, anche, mi piacerebbe tanto andare ad “inchiestare” sul lavoro “associazione in partecipazione”……soci? Dipendenti? Un po’ e un po’?….Sì, mi piacerebbe saperne di più….

Contro lo sbarramento: “saltare un giro è come proporre saltare un pasto per combattere la crisi”

In questi giorni mi sono soffermato su alcuni articoli de Il Manifesto. Sicuramente, l’intenzione di chi ha scritto l’articolo su quel giornale, Polo, con contenuto “fermarsi un giro”, (come veniva sostenuto sul Manifesto), era “sollecitare una riflessione”. Una riflessione che ha aperto un contraddittorio, una dialettica. Io penso che l’elezioni europee non abbiano come scopo “la stabilità” di un governo e, quindi, non ne capisco il senso del porre uno sbarramento.newsweek-veltrusconi Ma, a prescindere, penso che a tutti, ma proprio a tutti, debba essere garantita la rappresentanza. Sarà anche un “aiuto a far riflettere”, ma onestamente, chiediamocelo, quanti hanno capito questo e quanti hanno capito diversamente? Allora cosa proponiamo ai lavoratori, di saltare il giro anche con il contratto non firmato dalla Cgil? Saltiamo il giro e non chiediamo il referendum? Allora cosa facciamo, noi “classe operaia”, “fasce deboli”, “precari”, dato che non possiamo comprare per “far girare l’economia” come qualcuno, dotato di un’intelligenza molto raffinata, propone, “saltiamo un pasto”? Penso che esistano altre forme di dissenso, e soprattutto, se l’intenzione è quella di stimolare, “provocare” una riflessione, facciamolo, indichiamo il nostro ragionamento, da dove si vuole partire a dove vogliamo arrivare. Io, personalmente, “un pasto, non lo salto se ho già digiunato a quello precedente”, nè, tantomeno, “salto un giro”. Voglio che: tutto ciò che mi è intorno, che è politica, sia deciso anche da me. Non voglio certo delegare nulla ad altri che non mi rappresentano minimamente. E poi, se lo scopo è far uscire una indicazione netta, chiara, di un forte astensionismo, qualcuno si ricorda quanto già alta era questa percentuale nelle scorse elezioni o, al precedente digiuno come preferite? NO, “Io non salto il giro”.

Articolo di Rossana Rossanda

Crisi globali, identità locali

Dopo esser stato in giro per la provincia Granda, e aver constatato, ancora una volta, che la provincia di Cuneo è bellissima (hai perfettamente ragione, amico Dalmasso) provo a riflettere su alcune notizie che circolano negli ultimi due giorni. La crisi economica, la stagnazione, la disoccupazione imperante ormai in ogni luogo ed in ogni dove sta causando anche forti disagi e tensioni fra gli operai stessi; è il caso degli operai, specializzati che dovrebbero lavorare in Inghilterra (una azienda italiana ha infatti vinto una gara per un lavoro da effettuarsi in Inghilterra). La cosa che più mi turba è la seguente: ancora una volta, nei momenti di crisi si generano sempre “guerre tra poveri”; si perde così il vero punto di riferimento e l’antagonista principale che è: il capitale. La seconda cosa che mi preoccupa è che la crisi sta “aggredendo” in frangenti che erano impensabili, un tempo. Gli operai, infatti, non sono semplice “esercito di riserva”, ma specializzati. Quindi, se fino a poco tempo fa eravamo abituati a “puntare l’indice” su “altri” che rubavano il lavoro, (ma di “bassa manovalanza”) ora la crisi “morde” anche i lavoratori più specializzati, come ad esempio per citarne alcuni gli ingegneri che si erano sempre sentiti garantiti dal Know How in loro possesso. “Guerre tra poveri” o fra coloro che le politiche di basso “salario o stipendio come lo volete chiamare: non noto differenza in termini sostanziali” han fatto diventare povero……
Già! Fino a poco tempo fa si parlava di “gente che ruba il lavoro” pensandoli essere in Italia, in Francia, in Germania…..ma, mai si era pensato all’Inghilterra. Magari, ci si dimenticava delle delocalizzazioni in tutto il mondo ad esempio che qualcosa come ventiduemila imprese andavano a produrre in Romania (bassi salari, no?), o duemila in Bulgaria, e che il costo del lavoro era di un quinto rispetto a quello pagato in Italia…
Dove è andata a finire la solidarietà? Forse soltanto quando si consuma ci si rende davvero simili; “non è soltanto l’oggetto del consumo ad essere prodotto ma anche il modo di consumarlo“, e “la produzione fornisce non solo un materiale al bisogno ma anche un bisogno al materiale“. (Karl Marx)

Protesta contro sbarramento legge elettorale, 29 Gennaio 2009 Torino
Protesta contro sbarramento legge elettorale, 29 Gennaio 2009 Torino

Concludo, ricordando la battaglia contro lo sbarramento che vogliono introdurre alle elezioni europee, prendendo a prestito le parole del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero:
Contro il realizzarsi del vergognoso accordo parlamentare in corso maggioranza e opposizione e reso possibile solo grazie al consenso di PD e IdV – che alza lo sbarramento per le elezioni europee al 4% puntando ad escludere dal Parlamento europeo innanzitutto forze politiche come Rifondazione comunista e di fatto tutta la sinistra – domani parteciperò, con una folta delegazione del mio partito, presente ai massimi livelli, ai presidi di protesta che abbiamo organizzato come Prc sotto le sedi istituzionali del Quirinale e della Camera dei Deputati. A Roma le proteste sotto le sedi istituzionali prevederanno per martedì 3 febbraio alle ore 12 un presidio sotto il Quirinale per chiedere l’intervento del Presidente Napolitano a tutela del pluralismo democratico; proseguiranno poi dalle ore 14.00 davanti alla Camera dei Deputati in occasione della ripresa della discussione in Aula della modifica alla legge elettorale. Contestualmente i nostri ex-parlamentari porteranno la protesta anche dentro la sede della Camera dei Deputati, e cioè dentro Montecitorio. In entrambi i casi chiediamo agli organi d’informazione di offrire la giusta e necessaria copertura a questa nostra protesta contro una legge anti-democratica e liberticida in nome della libertà e del pluralismo d’informazione.” in quanto la protesta allargatasi in tutta Italia è partita proprio da Torino.

Sbarramento: monta la protesta. Anche fra esponenti del Pd

Presidi e sit-in, consigli regionali sospesi e una protesta che si va estendendo in tutta italia.

Verdi e Pdci si sono associati alla protesta lanciata da Rifondazione contro il miserabile accordo tra Pd e Pdl sullo sbarramento al 4 % alle europee, e sia sabato che domenica, attiveranno nuove proteste davanti alle sedi del Pd. Inoltre per martedì è stata indetta una nuova protesta che si svolgerà prima davanti al Quirinale e poi a Montecitorio.

stop-barramento-europeeClaudio Grassi, della segreteria nazionale del Prc e responsabile Organizzazione lo dice a chiare lettere “Al parlamento europeo non ci sono problemi di governo né di frammentazione politica. L’unico scopo di questo accordo è quello di colpire noi e tutte le forze a sinistra del Pd”.
Si sta ponendo drammaticamente un problema di democrazia, se un parlamento viene in sostanza eletto da un governo, lasciando ai cittadini una scelta elettorale che in realtà è già definita dallo sbarramento.

Ma la preoccupazione comincia ad attraversare anche esponenti del Pd.

Il sindaco di Napoli Jervolino con una nota d’agenzia ha fatto sapere di condividere pienamente l’appello lanciato dai capigruppo del Prc, Sd, Pdci, Verdi e Socialisti democratici in Consiglio Comunale.

“La partecipazione dei cittadini è l’unico vero motore della democrazia e della storia. – ha detto la Jervolino – Ritengo già gravissimo che manchi la presenza delle culture di sinistra nel Parlamento italiano”. Non vanno quindi create “le condizioni perché esse rischino di essere espulse anche dal Parlamento Europeo”.

Contro lo sbarramento si è detto anche il Presidente della regione Campania Bassolino. “Nel Parlamento europeo, tra l’altro, non si pone un problema di governabilità ed è dunque saggio, anche per la democrazia italiana, muoversi in una logica di inclusione. Questa mia convinzione, maturata da tempo – conclude Bassolino – è oggi rafforzata dall’inopportunità di modificare la legge elettorale alla vigilia del voto”. Anche la presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso si è detta contraria allo sbarramento. Pur senza rilasciare comunicati, ha precisato che nel momento cui si arrivasse a dover prendere posizione, lei voterebbe contro.

A Reggio Calabria nel frattempo sono stati interrotti i lavori consiliari per mancanza di numero legale. I consiglieri del Prc e Pdci hanno inscenato una protesta insieme ad esponenti del Pcl e socialisti in seguito alla quale il segretario provinciale del Pd ha ufficialmente dato il suo appoggio dissociandosi da Veltroni.

La protesta continua ad allargarsi in molte regioni. Il cartello “sbarramento in corso” lanciato dai consiglieri Prc di Milano sta facendo il giro dei banchi di molti consiglieri regionali, provinciali e comunali. In Umbria come a Firenze, dove seguendo l’esempio di Reggio Calabria, si cominciano ad abbandonare le sedute. E mentre ieri dalle pagine del Corriere della Sera Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni nel Pd, con un timing perfetto offre candidature alla sua sinistra intendendo con ciò i socialisti di Nencini e Sinistra democratica, oggi Fava fa sapere che “lo sbarramento del 4% alle europee mette a rischio le future alleanze tra Partito democratico e Sinistra democratica alle prossime elezioni amministrative”. “Non c’è un centrosinistra a geometria variabile in cui la sinistra serve solo per le giunte locali – ha detto Fava -. Se il Pd dice che non è interessato alla sinistra noi ne traiamo le conseguenze”.

Roma, 31 Gennaio 2009

Fonte: http://www.ridonfazione.it

Grazie … ai compagni di “classe”

Prima di effettuare dei commenti volevo ringraziare quanti mi hanno ricordato e chi mi ha rivolto gli auguri. Bene, mentre Liberazione in prima pagina titola che in Italia i Paperon de’ Paperoni raddoppiano passando da 359 mila a 712 mila, mentre i salari scendono e i disoccupati aumentano, ed i cassaintegrati pure, ho cercato, da parte mia di fare una “spesa” mettendo in circolo non denaro ma informazione, quella vera, che riguarda migliaia di persone in carne ed ossa, capaci di ascoltare, aiutare e mostrare tutta la solidarietà di cui sono capaci.
Ho sottoscritto un abbonamento al Manifesto, oggi, ultimo giorno di campagna abbonamenti, con il pensiero alle tante persone che ho incontrato e che mi sono state vicine in quest’ultimo periodo. Un grazie a: Domenico Capano, che sottrae tantissimo tempo per darmi una mano in questo ‘bellissimo’ blog con i suoi preziosi consigli. Grazie agli amici di partito, Petrini, Bossuto, Saragnese, Dalmasso, Albeltaro e tutti, ma proprio tutti.
Un doveroso ringraziamento a tutti i visitatori del blog che nella giornata di ieri (30 gennaio 2009) son stati numerosi 197, un altro record!
Un grazie particolare al Professore, di una vita, Carpinelli.

Un altro mondo è possibile!

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