Nomadi: (Auschwitz) Canzone del Bambino nel vento

27 Gennaio 2009: Commemorazione del Giorno della Memoria: “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (L. 211/2000)

Bonus famiglia e disoccupazione requisiti ridotti

Federazione Lavoratori della Conoscenza
Federazione Lavoratori della Conoscenza
Riceviamo e Pubblichiamo:

AVVISO

Carissimi,

la FLC CGIL informa tutti i lavoratori che, nonostante non sia d’accordo con il Governo sul sistema di erogazione del BONUS FAMIGLIA, mette a disposizione i propri uffici per la compilazione dei relativi moduli.

Possono fare domanda tutti coloro che si trovano nelle seguanti condizioni:
a) Pensionati single con un limite di reddito di 15.000 euro
b) Nuclei familiari di due componenti con un limite di reddito di 17.000 euro
c) Nuclei familiari di tre componenti con un limite di reddito di 17.000 euro
d) Nuclei familiari di quattro componenti con un limite di reddito di 20.000 euro
e) Nuclei familiari di cinque componenti con un limite di reddito di 20.000 euro
f) Nuclei familiari oltre i cinque componenti con un limite di reddito di 22.000 euro
g) Nuclei familiari con figli a carico portatori di handicap con un limite di reddito di 35.000 euro.

la domanda scade il 31 gennaio (ma, quasi sicuramente sarà prorogata al 28 febbraio).
Ci si può rivolgere, oltre a tutte le sedi ATTIVA e della CGIL, a:
FLC TORINO – via Duchessa Jolanda 38 – lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 15 alle ore 18;
IVREA – Piazza Perrone 3 – lunedì dalle 15 alle 18.

Informiamo inoltre che la DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE con i requisiti ridotti scade il 31 MARZO:
Hanno diritto coloro che:
1) Hanno avuto uno o più periodi di lavoro per almeno 78 giorni nell’anno precedente ( dal 1 gennaio al 31 dicembre 2008 )
2) Hanno almeno una settimana di lavoro da più di due anni
3) Presentano la domanda entro il 31 marzo

Per la compilazione ci si può rivolgere alla CGIL e al Patronato INCA presso tutte le camere del Lavoro

Il Segretario
Igor Piotto

Torino, 26 gennaio 2009

flc-cigl

Classe operaia, classe del futuro

Questa mattina, dopo tante insistenze da parte di alcuni ex colleghi di lavoro, tesserati Fiom, ma appartenenti a Lotta Comunista, ho deciso di andare ad un loro incontro; mi era stato detto che in quella sede avrebbero parlato alcuni sindacalisti Fiom, e tra questi, uno davvero bravissimo di Genova. Confesso di conoscerlo poco, ma i suoi interventi, per me, sono stati davvero illuminanti.
Il primo intervento che mi ha colpito è stato quello riguardante la cassa integrazione, che non è pagata con la fiscalità generale ma con i contributi versati da lavoratori e aziende con quote diverse: 0,3% e 2%. Si stoppano così quanti dicono che: “son soldi di tutti versati a quanti non fanno niente”. I conti tra l’altro dicono, che la differenza tra “quanto entra e quanto esce” per questa voce lascia comunque in attivo le casse: quindi, i soldi ci sono, si tratta solo di capire dove sono stati messi. Quindi è vero non soltanto che i soldi esistono, ma che potrebbero andare ad incrementare quella percentuale, davvero irrisoria, che è versata ai lavoratori in cassa o a quanti non possono essere collocati per altri motivi che non prendo in considerazione.
In ogni caso, la crisi, non la “pagheranno le generazione future” come sostiene qualcuno, ma moltissimi. I lavoratori, la classe operaia, la stan già pagando ora. Classe operaia che rimane e resterà “la classe del futuro”. operaio
Dopo aver ascoltato un paio di interventi esco, e sul bus provo a rileggermi l’articolo dell’amico di partito Marco Albeltaro, e mi dico, “Bravo Marco, hai ragione; abbiamo perso tanti congressi, ma a nessuno di noi era venuto mai in mente di lasciare il partito”. Leggendo quell’articolo ho ripensato a quanto “combattuti” fossero i due congressi a cui ho partecipato; nel pensarvi, l’ascensore della memoria correva ad un grande amico che ora non c’è più: Mario Contu.

Giorgio Gaber oggi avrebbe avuto 70 anni

Settanta anni fa nasceva il Signor G. al secolo Giorgio Gaber, lo vogliamo qui ricordare con una delle sue canzoni: la libertà.

Giorgio Gaber
Giorgio Gaber
 
(Giorgio Gaber, La libertà, 1972)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Tratta da: “Dialogo tra un impegnato e un non so”

Accordo separato per spezzare la forza contrattuale dei lavoratori

Riceviamo e Pubblichiamo:

La Rete28Aprile chiama alla massima mobilitazione contro l’accordo della complicità tra Confindustria, Governo, Cisl e Uil

Firmato ieri l’accordo separato sulla riforma del sistema contrattuale. La gravità dell’attacco ai diritti richiede lo sciopero generale. Come prima risposta la Rete28Aprile opera affinché allo sciopero del 13 febbraio delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e pubblici, con manifestazione nazionale a Roma, partecipino altre categorie e altri luoghi di lavoro.
E’ necessaria una lotta lunga e duratura, perché la rottura è di una gravità senza precedenti e mette in discussione i principi fondamentali dell’iniziativa sindacale e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. L’accordo della complicità apre la via alla distruzione del contratto nazionale e alla totale flessibilità del salario; minaccia ancora di più la salute dei lavoratori con il vincolo della produttiva del salario; estende la precarietà e l’incertezza dei diritti.
Si apre così una fase nuova nella quale bisognerà rovesciare l’accordo categoria per categoria, luogo di lavoro per luogo di lavoro.
Vogliono eliminare il conflitto sociale; invece dovranno raccoglierne una quantità tale da sconfiggere il loro disegno di far pagare integralmente la crisi al mondo del lavoro.

Roma, 23 gennaio 2009

rete-28-aprile

Non ti scordar mai di me

Se fossi qui con me questa sera
Sarei felice e tu lo sai.
Starebbe meglio anche la luna,
ora piu’ piccola che mai.
Farei anche a meno della nostalgia
Che da lontano
Torna per portarmi via
Del nostro amore solo una scia
Che il tempo poi cancellerà
E nulla sopravviverà.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Forse è anche stata un pò colpa mia
Credere fosse per l’eternità.
A volte tutto un pò si consuma,
senza preavviso, se ne va.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

uhuh Non ti scordar…
uhuh Non ti scordar…

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

di Giusy Ferreri

catepol
catepol

Non Ti Scordar Mai di Me di Giusy Ferreri (Mp3 interpretata da Catepol)

Barack Obama fra speranza ed ottimismo

Oggi quasi tutti i giornali in edicola presentano il giuramento del nuovo presidente americano Obama. “L’ora della responsabilità” titola la Repubblica, attribuendo ad Obama la responsabilità di trascinare tutti verso una nuova era. Un termine che ricorre abitualmente è “speranza”, e ne abbiamo tutti davvero bisogno di poter credere in qualcosa. La Stampa, quotidiano torinese apre in prima pagina con “Occasione Obama”, e con sottotitolo, anche in qui, un riferimento ad una “nuova era”. Il titolo del Manifesto è ancora più bello: “L’avvento“, bel titolo per il 44° presiddente degli Stati Uniti. In prima pagina sullo stesso giornale torinese mi risulta essere interessante un editoriale dal titolo: “Rifare l’America”.

Barack Obama presidente USA
Barack Obama presidente USA
Ma, mentre altri giornali si apprestano a coniugare l’elezione del presidente con l’andamento in Borsa, il Manifesto, sempre attento al problema lavoro, già in seconda pagina descrive l’accordo Fiat con Chrysler, titolando, “La Fiat vola in America”. Proprio in una settimana in cui molti varcano nuovamente i cancelli Fiat questa notizia è appresa da operai che rimandano ad una sola voce: “noi vogliamo solo lavorare”. Basta cassa integrazione, la crisi la paghi chi l’ha causata. Per Airaudo, segretario Fiom torinese, su “La Stampa”, a proposito dell’accordo, afferma che: “sono positive e utili tutte le iniziative; l’intesa però non risolve il problema dell’occupazione”. “Basta cassa integrazione” è l’urlo di tutti, in una città dove il colore rosso pare dominare solo sui debiti del Comune dato che “ognuno di noi ha sul proprio capo circa 5.000 euro di debito”: eredità delle Olimpiadi? Anche per Cremaschi il problema da risolvere va inquadrato nella crisi che le famiglie operaie, monoreddito, o con redditi da lavoro precario stanno attraversando. Si è parlato di banche, aiuti alle banche, ma poco, quasi niente di aiuto, aiuti alle famiglie, ai single che versano in questa drammatica situazione. Una crisi che non colpisce i poveri come tradizionalmente siamo abituati a concepire. I poveri c’erano già, a questi ultimi si sono aggiunte famiglie di ceto medio-basso, e il loro tenore di vita, che magari era leggermente diverso, ora è stato stravolto. Ed anche la social card, a quali fasce di popolazione è rivolta? Coi suoi quaranta euro, e non entro nel merito (se ci sono i soldi al suo interno, il suo costo, la mancanza di dignità a chi la esibisce, la trafila per “dimostrare la propria povertà”, l’aiuto del patronato, ecc. ecc.). E’ rivolta ai poveri, alle persone che vivono una condizione “sotto la soglia di povertà”. Ma il precario che fra un contratto e l’altro starà “fermo” e non si saprà per quanto, il precario della scuola che con una nomina “di fatto” cioè fino al trenta giugno, nei mesi di luglio e agosto, chi lo sfamerà? Cosa potrà dirà ai suoi figli, alla sua famiglia? Proprio l’altro giorno si parlava di spese per chi lavora fuori casa ed è impossibilitato a tornare a casa: venti euro? Trenta euro? Vogliamo sommarle e farne i conti alla fine del mese? O, continuiamo a parlare di banche? Ma, qualcuno era sintonizzato ieri sera alla trasmissione Ballarò a sentire l’intervento di Bersani? Così come Internet ci da una informazione in tempo reale, così come le “frecce rosse” che a volte si trasformano in “frecce rotte” oggi ci permettono di impiegare meno tempo per raggiungere un posto, con la stessa velocità ed intensità i poveri cambiano velocemente aspetto e bisogni. Molte di queste nuove figure potrebbero essere “tecnicamente non povere”, in quanto magari si ritrovano un cellulare, un computer e, quindi si potrebbe dire di una povertà classificabile ad un certo ceto di appartenenza. Ma, la velocità, la precarietà rende tutto vulnerabile, e così, basta poco, anche il solo fatto di non poter più “fare straordinari”, a rendere lo “schema famigliare” ed il suo vincolo di bilancio vulnerabile, dove tutto, anche quel bilancio famigliare vien rimesso continuamente in discussione. Ed i poveri, come mi dicono elementi gravanti nell’orbita “parrocchiale”, non si rivolgono più presso i centri parrocchiali solo per ritirare il “pacco della spesa” o qualche abito; vengono, anche, richiesti consigli, l’individuazione, la ricerca di figure particolari, possibilmente laureate in legge o economia e commercio che sappiano ridisegnare un percorso, di rientro economico, nel bilancio famigliare; professionisti volontari che devono aiutare le famiglie a rinegoziare i ratei del mutuo, a pagare le rate di una carta di credito. Problemi che “la parrocchia” non può risolvere perchè sono problemi nuovi non legati ad una risposta immediata di bisogni conosciuti nella pratica quotidiana. (Magari la carta di credito poco tempo prima era servita a comprare un cellulare). Tutto ciò mentre il tema lavoro ci indica ormai da tempo che l’esercito degli atipici è arrivato a quota tre milioni, cioè quasi il 12% del totale degli occupati; precari aumentati del 17% e dove questi ultimi sono collocati? Per la maggior parte nel Sud Italia.Tutto questo mentre la disoccupazione cresce e si avvia verso l’8%, dove i salari reali restano al palo, dove la produzione industriale cala, dove le aspettative per il 2009 non fanno sperare granchè. Le condizioni lavorative ed economiche generali ricordano molto i diciotto mesi a cavallo tra il 1974 ed il 1975. In tutto questo scenario “speranza” e “ottimismo” di Barack Obama sono una ventata di novità che certamente aiuterà a “rifare”. Non solo l’America.
Un fatto personale invece, è l’aver trovato, finalmente, oggi, l’abbonamento a Il Manifesto presso l’Istituto Storico della Resistenza di Torino. Testata giornalistica che aiuterà sicuramente a far andare al fondo delle notizie, e non come vorrebbero, alcuni, far andare al fondo altre cose.

“Previsioni capovolte” e “Tettamanzi sta coi poveri”

Consiglio vivamente di andare a leggere degli articoli che trovo essere davvero interessanti. La prima pagina odierna de l’Unità ad esempio, la trovo molto interessante: “Previsioni capovolte”. Il succo sta tutto nel fatto che la disoccupazione viaggia verso l’8%. Un altro giornale che consiglio di leggere è la Repubblica la quale parla di “Italia in profondo rosso”. Ma, un altro articolo molto interessante l’ho trovato anche sull’ultima pagina di Liberazione; una intervista a Dario Fo che afferma: “Perfino Tettamanzi ha scelto da che parte stare. E la sinistra?”.

Cardinale Dionigi Tettamanzi
Cardinale Dionigi Tettamanzi
Già! Sembra che tante cose che dovrebbe fare la sinistra siano fatte dalla Chiesa; dal Welfare dei parroci alla sensibilità, il lavoro e la dedizione di alcune persone che gravano nella galassia religiosa:ho già citato nel blog Sr Paola; a lei ho chiesto di descrivermi la situazione di povertà nella mia circoscrizione, la numero sette di Torino. Prossimamente ne parleremo anche qui, nel blog. Purtroppo, quello che fa la sinistra è stato offuscato da litigi su un giornale che vende circa sette mila copie….
Invece di parlare di povertà diffusa……si è data un’idea diversa con quel giornale ed i litigi interni a Rifondazione. Per fortuna il cambio, però, oggi un articolo di Liberazione torna a parlare di “conflitto di classe”.

“IO FIOM”

Prima di tutto, un pensiero, doveroso, ad una persona, ed un augurio: buon compleanno!!!!
Oggi ho sentito un po’ di ex colleghi, e quasi tutti erano molto preoccupati per il rientro, domani, in fabbrica. E, non è stato sufficiente sapere che oggi, per novanta minuti, avrebbero teso l’orecchio alla radiolina, o per altri, una passeggiata in centro: no, il pensiero correva a domani. Per fortuna, pensavo, la solidarietà e la voglia di andare incontro alle necessità, con atti concreti, con proposte vi è. Sia da parte di chi sente di lanciare forte il richiamo alla “sobrietà” sia da parte della Fiom che propone, ai prossimi cassaintegrati impiegatizi, di suddividere le 76 mila ore richieste di cassa integrazione ai 4712 impiegati: se questa proposta dovesse essere accettata, basterebbe rimanere a casa solo due venerdi, al posto delle due settimane continuative. Assieme ai colleghi con cui ho parlato, provo a passare il messaggio: qualcuno che solidarizza con noi c’è sempre.
(Come dicevo prima, anche il messaggio di Tettamanzi non mi è dispiaciuto).
Per quanto riguarda il fronte “politico” mi ha fatto piacere leggere, questa mattina, una lettera di Juri Bossuto su Repubblica, insieme ad una del segretario piemontese di Rifondazione Comunista Armando Petrini. Bossuto, come ha già detto nel blog, non lascerà il partito, come invece alcuni gli attribuiscono. Così come molti altri con cui ho avuto modo di parlare non lasceranno il partito. A volte bisognerebbe approfondire un po’ di più.

Un altro mondo è possibile!

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