Grazie … ai compagni di “classe”

Prima di effettuare dei commenti volevo ringraziare quanti mi hanno ricordato e chi mi ha rivolto gli auguri. Bene, mentre Liberazione in prima pagina titola che in Italia i Paperon de’ Paperoni raddoppiano passando da 359 mila a 712 mila, mentre i salari scendono e i disoccupati aumentano, ed i cassaintegrati pure, ho cercato, da parte mia di fare una “spesa” mettendo in circolo non denaro ma informazione, quella vera, che riguarda migliaia di persone in carne ed ossa, capaci di ascoltare, aiutare e mostrare tutta la solidarietà di cui sono capaci.
Ho sottoscritto un abbonamento al Manifesto, oggi, ultimo giorno di campagna abbonamenti, con il pensiero alle tante persone che ho incontrato e che mi sono state vicine in quest’ultimo periodo. Un grazie a: Domenico Capano, che sottrae tantissimo tempo per darmi una mano in questo ‘bellissimo’ blog con i suoi preziosi consigli. Grazie agli amici di partito, Petrini, Bossuto, Saragnese, Dalmasso, Albeltaro e tutti, ma proprio tutti.
Un doveroso ringraziamento a tutti i visitatori del blog che nella giornata di ieri (30 gennaio 2009) son stati numerosi 197, un altro record!
Un grazie particolare al Professore, di una vita, Carpinelli.

Petrini: “No allo sbarramento del 4% per le europee”

Riceviamo e Pubblichiamo:

ARMANDO PETRINI (SEGRETARIO REGIONALE PCR PIEMONTE):
NO ALLO SBARRAMENTO DEL 4% PER LE EUROPEE
UN VERGOGNOSO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA

Oggi (ndr 30/01/09) le forze della sinistra (PRC, PDCI, Uniti a Sinistra) hanno manifestato a Torino davanti alla sede regionale del PD la propria ferma contrarietà alla nuova legge elettorale per le europee.
Una legge profondamente antidemocratica, che non è giustificata da alcuna ragione politica, dal momento che al Parlamento Europeo non c’è né un problema di governabilità (non si elegge alcun governo) né di frammentazione delle forze politiche (i gruppi parlamentari sono pochi e il loro numero non dipende dal meccanismo elettorale con il quale si vota).
L’obiettivo della legge è piuttosto il tentativo di far scomparire la sinistra italiana anche dal parlamento europeo, cercando di colpire, attraverso la sinistra, tutti coloro che sono contrari al clima di accordo fra la destra di Berlusconi e il Partito Democratico di Veltroni.

Armando Petrini segretario regionale Prc
Armando Petrini segretario regionale Prc
Questo clima non ci piace. Noi crediamo che l’opposizione debba fare l’opposizione e debba perciò contrastare con determinazione le politiche della destra, che si dimostrano puntualmente pessime e inefficaci. Per parte nostra lo facciamo e continueremo a farlo, sin dal convinto sostegno allo sciopero generale del 13 febbraio prossimo.

Abbiamo significato anche direttamente a Veltroni, in un colloquio tenutosi questa mattina, la nostra ferma contrarietà alla proposta di legge e la nostra volontà di continuare a denunciarla come lesiva delle più elementare norme della convivenza democratica.
Presenteremo in tal senso nei prossimi giorni anche un ordine del giorno al Consiglio Regionale del Piemonte.

Torino, 30 gennaio 2009.

Ritorno alle origini in federazione di Torino

Ieri sera ho partecipato ad una riunione d’area del partito della Rifondazione: finalmente, in un ambiente rifatto, ho riassaporato il vero gusto delle assemblee di una volta: partecipate, discusse, animate. Un ambiente rifatto in tutti i sensi: dalla tinteggiature, in un rosso, che può voler dire “crisi”, ma anche rilancio della tradizione, quella operaia, dove si esalta la centralità della classe operaia. In quasi tutti gli interventi, si è parlato del ritorno tra la gente, sul territorio, a parlare tra i lavoratori. A chiedere anche scusa a chi abbiamo abbandonato quando in quella grande sala regnava un po’ di disordine ed il colore dominante pareva essere quello di arcobaleno. Petrini, Alberione, Alasia, Dalmasso ed altri hanno riportato il partito alle origini.
Dopo gli interventi ha chiuso Claudio Grassi. Un’assemblea davvero partecipata che mi ha portato con la mente alle prime riunioni, quando i dibattiti potevano essere anche accesi, ma erano in special modo costruttivi. Ho rivisto anche Juri Bossuto, (e mi fa sempre un gran piacere vedere). sede-pd-torinoCi siamo dati appuntamento ad oggi, sotto la nuova sede del Pd, quando alle 12 avrebbe dovuto esser presente Veltroni. Una ventina dei nostri compagni erano lì, con striscioni e lenzuola appese al palazzo a sottolineare la vergogna “di un inciucio”, ovvero lo sbarramento, immotivato dal punto di vista della governabilità, al 4% alle prossime elezioni europee.

“Vergognoso attacco alla democrazia, No allo sbarramento al 4% alle elezioni europee”

Riceviamo e Pubblichiamo:

PRESIDIO – CONFERENZA STAMPA

“VERGOGNOSO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA, NO ALLO SBARRAMENTO AL 4% ALLE ELEZIONI EUROPEE”

APPUNTAMENTO PER
Venerdì 30 Gennaio 2009 – Dalle ore 12,00

Davanti alla nuova sede del PD
Via San Francesco d’Assisi 35, Torino

Lo stravolgimento della legge elettorale per le elezioni europee assolutamente immotivato visto che al Parlamento Europeo non c’è né un problema di governabilità né di frammentazione delle forze politiche è un vero e proprio attacco alla democrazia attraverso un accordo con la destra fortemente voluto da Veltroni. veltrusconi L’unico obiettivo del Pd di Veltroni nel perseguire una malefatta di tale portata sta nell’eliminare definitivamente la presenza della sinistra, compiendo un gesto profondamente antidemocratico che la dice lunga sulla scelta dei propri interlocutori da parte dei partiti del centro-sinistra.

Domani, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede regionale del PD, faremo sentire con forza la nostra voce contro questa sciagurata scelta di Veltroni.

Saranno presenti al presidio i rappresentanti politici ed istituzionali di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Uniti a Sinistra.

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Paghiamo la crisi quando i managers guadagnano 500 volte più dei lavoratori comuni

Subito dopo il lavoro, ho contattato alcuni sindacalisti della Fiom per avere ragguagli sulla situazione attuale. Purtroppo, tutto è opaco; effettivamente, come avevo sentito dire in una conferenza, anche per gli economisti è una situazione davvero difficile, oltre che di scarsa comprensione. capitalismprotectstheenvironmentIeri, anche, sul quotidiano torinese La stampa i commenti non mancavano; veniva descritta una “Torino svuotata” se effettivamente i posti di lavoro a rischio dovessero essere quelli ipotizzati in questi ultimi giorni. Ha senso sosteneva una signora, rimanere a qui Torino, quando con lo stipendio talmente ridotto non si riesce più a fare nulla? Non si starebbe meglio al Sud? Quindi, ritornare? Peccato che, proprio in un periodo in cui la Sinistra avrebbe avuto da dire, e molto, non è presente nell’arco costituzionale. Questo sarebbe stato un periodo in cui avremmo potuto dire qualcosa, progettare, parlare e fare di pubblico; prospettare un intervento dello stato, invece….dobbiamo leggere ulteriormente la parola “sbarramento“, a mio dire, anche questo passaggio, poco democratico. Penso che il problema sia a monte; come mai esistono manager che guadagnano “500 volte più dei comuni lavoratori”? La notizia apparsa mercoledì 28 gennaio su Liberazione, a pag. 10 fa riferimento ad un libro, “La paga dei padroni” e come sottotitolo, Banchieri, manager, imprenditori. Come e quanto guadagnano i protagonisti del capitalismo all’italiana” (Chiarelettere, pag. 268 , Euro 14,60).
Una società, dunque, sempre più polarizzata. Intanto, contiamo i licenziamenti, i disoccupati, i contratti scaduti….ecc. ecc.

Paperino e Paperoga in una Cuneo triste: Dalmasso non ci stà

Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Sergio Dalmasso non ci sta a consegnare ai lettori di Topolino una Cuneo collocata ai primi posti della classifica delle città tristi: come redatta dai fantasiosi autori del fumetto. Infatti, in un numero del settimanale Topolino dello scorso anno, è stata pubblicata una storia che vedeva quali protagonisti i noti personaggi Disney: Paperino e Paperoga, impegnati nella partecipazione ad un festival cinematografico dedicato ad opere tristi.

Sergio Dalmasso
Sergio Dalmasso
Nel sopra citato fumetto si indicava nelle opere cinematografiche, frutto della fantasia dei “simpatici autori di Topolino”, “Vacanze a Cuneo” e “Vacanze a Cuneo 2” i films collocati nei primi posti della triste classifica.
Presenta, quindi, una interrogazione al Consiglio Regionale Del Piemonte chiedendo: azioni contro gli autori del “messaggio trasmesso”: “meste vacanze = Cuneo”.
Pare che, il tracciato del grande Totò, con i suoi: “tre anni di militare a Cuneo,” continui.

Interrogazione Consiglio Regionale Dalmasso

13 Febbraio 2009: Tutti a Roma, Piazza San Giovanni.

Oggi avevo deciso di fare un giro per Cuneo e provincia. Prima, però, dovevo incontrare alcuni ex colleghi di lavoro, amici, compagni. Alcuni di loro sono arrivati all’incontro a piedi, ed erano “s-Fiat-ati“; altri con una macchina, che spesso negli ultimi quattro mesi, va “controsterzo”. Mi hanno raccontato dei primi giorni di lavoro al rientro dalle vacanze forzate, con poche prospettive e pochi soldi in tasca. Mi hanno raccontato che i problemi sono tantissimi, mi hanno chiesto più volte se fosse vero che la cassa integrazione copre l’80% dello stipendio, e così, per dare una risposta esauriente abbiamo letto insieme “il Manifesto” del 27 gennaio a pag 5, che così diceva:” L’indennità è per un terzo livello al 63%, per un quarto al 61% e per un quinto al 57%; in un trimestre la perdita netta in busta paga può superare i 2700 euro.” Per quanto mi riguarda, ho detto loro quanto in mia conoscenza: “curva a U” o “curva ad L”, sempre di stagnazione si parla: sono i tempi della timida ripresa che non sono chiari e, paiono allontanarsi ogni giorno di più a giudicare dai dati diffusi. Ma, nel frattempo tantissimi hanno già perso il posto di lavoro, quelli a cui non è stato possibile rinnnovare il contratto a tempo determinato; “game over” cantava Elvis! In più, ieri si parlava del settore auto con 60 mila posti a rischio. A questi ci aggiungiamo i molti del pubblico impiego, qualcuno direbbe centomila posti di lavoro in scadenza a giugno e forse, qualcuno dice, non rinnovabili. A tutto ciò aggiungiamo il clima di divisione che qualcuno sta operando da tempo; fortunatamente in fabbrica nessuno ascolta le voci di chi indica nei lavoratori del pubblico impiego dei “perfetti grattatori di pancia”; anzi, fabbrica e pubblico impiego cominciano a stringersi le mani, ad abbracciarsi ed unirsi, idealmente, accerchiando la leva del potere: l’appuntamento è il 13 febbraio, a Piazza San Giovanni, in Roma.
Per quanto mi riguarda l’accordo firmato da cisl e uil non è accettabile. Qualcuno mi ha chiesto qualcosa? Questa è democrazia? Ricordo per quanto riguarda il punto relativo allo sciopero, che questo è un diritto individuale esercitato in maniera collettiva. Se non ricordo male, dovrebbe essere tutelato dalla costituzione. Forse che questa è cambiata nel giro di poche ore e qualcuno si è dimenticato di dirmelo? Eppure dal Parlamento non mi pare sia uscito nulla a riguardo. Democrazia, partecipazione…sono anni che continuano a decidere sulla nostra pelle: quando capiranno? Non aggiungo altro, penso che qualcuno prima di firmare dovrebbe tornare tra i lavoratori e sottoporre a verifica, chiedere se si è d’accordo oppure no; in altre parole: Referendum.
Non voglio far perdere tempo, voglio solo che si rispettino le procedure, i passaggi. Ma dico, possibile che siano sempre contenti di pagare la tessera senza “porli in discussione”? Sfiduciamoli.
Dopo aver discusso, parlato, incoraggiato ed infuso speranze nei miei colleghi, prendo il treno e mi dirigo in provincia di Cuneo. Amico Dalmasso, hai ragione: Cuneo è bellissima, e la sua provincia idem. Paperino si è sbagliato! Sergio, grazie per avermi fatto conoscere una realtà bellissima, ricca di luoghi di grande interesse turistico come Mondovì, Saluzzo, Bra….

Fiom e Fp Cgil: «Quell’accordo è illegittimo. Sarà sciopero»

Fiom e Fp Cgil: «Quell’accordo è illegittimo. Sarà sciopero»

di Fabio Sebastiani

su Liberazione del 27/01/2009

Crisi e modello contrattuale, confermata la giornata di lotta del 13 febbraio

E’ nato pochi giorni fa, e ha già un sacco di problemi. L’accordo separato sul modello di contrattazione ieri è stato impallinato da Fiom e Funzione pubblica/Cgil che nel presentare lo sciopero generale del 13 febbraio (con manifestazione che terminerà in piazza San Giovanni) lo definiscono illegittimo, dal punto di vista costituzionale, e quindi non vincolante. Come se non bastasse, anche l’Abi ha fatto sapere che il testo firmato a palazzo Chigi senza la Cgil non va bene. Intanto, è guerra di cifre tra Cgil e Centro studi della Confindustria.
Secondo viale dell’Astronomia, i calcoli della Cgil, che applicando il “nuovo modello” aveva riscontrato una perdita secca in busta paga di 1.350 euro l’anno, sono sbagliati: dal 2009 al 2011 ci sarà, invece, un aumento di 2.523 euro. La differenza è facilmente imputabile ai riferimenti temporali. no-accordo-taglia-salari
La Cgil prende in esame il periodo dal 2004 al 2008, mentre la Confindustria no. Un dato, però, è comune. «Se si fosse applicata l’inflazione depurata dalla componente energetica, prevista con la nuova intesa – sottolinea Agostino Megale, segretario nazionale della Cgil – nel periodo 2004-2008, senza mai recuperare quella reale, i contratti avrebbero recuperato 2,5 punti in meno di inflazione (8,9% con i nuovi calcoli, contro l’11,4% osservato effettivamente, secondo di dati di Confindustria) pari a una perdita di 45 euro mensili nelle retribuzioni contrattuali».
Tornando alla risposta all’accordo separato di Fiom e Fp-Cgil, il segretario generale delle tute blu Gianni Rinaldini ha insistito molto sul concetto di rappresentanza. La Fiom ha già subito un paio di accordi separati. E il problema l’ha risolto stilando unitariamente una serie di regole che subordinano sia la piattaforma che l’ipotesi di accordo all’approvazione dei lavoratori. «Siamo la maggioranza assoluta – ha detto Rinaldini nel corso della conferenza stampa in Corso d’Italia – non ci sentiamo vincolati a nulla, per noi sia a livello aziendale, sia a livello nazionale l’accordo sulla riforma dei contratti non esiste se non sarà approvato dai lavoratori». Nel settore pubblico, ha sottolineato Podda, «dobbiamo chiudere ancora il contratto sul biennio precedente e per questo le nuove regole non valgono. Non dò per scontato che faremo una piattaforma separata: proporrò a Cisl e Uil di fare una piattaforma unitaria che non tenga conto dell’accordo poi vedremo la risposta e se saremo costretti a fare un accordo separato». In caso di piattaforma separata nel pubblico impiego, ha spiegato Podda, «come riferimento quello che è scritto nella piattaforma unitaria sulla riforma dei contratti (presentata a Milano un anno fa, ndr ) e cioè l’inflazione più vicina possibile a quella reale con la valorizzazione del salario nazionale e un integrativo più estensivo rispetto all’attuale». Rimango affezionato alla piattaforma unitaria», ha aggiunto Podda. Secondo il segretario generale della Fiom, «un accordo separato sulla riforma dei contratti è inconcepibile. Un accordo separato è destinato a far crescere le tensioni sociali». Senza contare il boom della cassa integrazione tra i metalmeccanici e i centomila precari che saranno messi fuori dalla pubblica amministrazione a partire da giugno. Secondo i dati forniti dalla Fiom, nel settore si registra un +1.000% nel 2008 rispetto all’anno precedente. Con la cassa integrazione, ha sottolineato Rinaldini, i lavoratori «in realtà percepiscono tra il 50 e il 60% della retribuzione». 13-febbraio-2009-sciopero
Lo sciopero del 13 febbraio, hanno spiegato Rinaldini e Podda, vuole dimostrare che i lavoratori pubblici e i lavoratori privati non sono dilaniati così come qualcuno sostiene. Lo sciopero, hanno ricordato i sindacalisti, era stato deciso prima di quello generale del 12 dicembre indetto dalla Cgil e ne fu decisa la sospensione dopo la presentazione della piattaforma della Cgil per una politica anticrisi. «Lo sciopero – ha spiegato Podda – è a sostegno della continuità del rapporto di lavoro, è un no ai licenziamenti. Chiediamo misure fiscali sul contratto nazionale, non su quello di secondo livello destinato a diminuire in un periodo di crisi, con drenaggio fiscale e revisioni delle detrazioni fiscali». Anche se «gli scioperi in questa fase sono un sacrificio pesante», come sottolinea il segretario generale della Fiom, sono «necessari perché di fronte a una situazione drammatica dal punto di vista sociale, Governo e Confindustria utilizzano questa fase d’emergenza per fare una vera e propria aggressione: l’intesa separata sulla riforma del contratto è un atto di aggressione alla democrazia e alla costituzione democratica del Paese».

“27 Gennaio: un minuto di silenzio, ma per tutta la vita”

Oggi ci sarebbero molte cose da commentare, notizie, articoli, previsioni. Eppure, il ricordo, il suono della campana avrebbe dovuto suonare per tutti, facendoci fermare: per riflettere e ricordare. Il mio ricordo va al viaggio da me effettuato tanti anni fa nel cuore della Polonia, ad Oswiecim, nel campo di Auschwitz. Eravamo tantissimi, incontrai tanti volti, ragazzi e ragazze e quasi tutti ci ritrovammo piangenti, abbracciati l’uno all’altro. Era d’estate, e quindi neanche lontanamente provammo un “pizzico di freddo” da rendere solo vagamente l’idea di cosa avesse potuto significare”: la deportazione e l’olocausto di milioni di uomini donne e bambini.

Alcuni libri sull'olocausto
Alcuni libri sull'olocausto
Arrivammo dopo un viaggio, in bus, durato pochissimo, essendo partiti da Cracovia; ognuno col suo posto e quindi neanche lontanamente ci sfiorava cosa avrebbe potuto essere “un carro bestiame”. Eravamo tantissimi, tanti bus, che forse, seppur privi di aria condizionata, avevamo comunque i finestrini…quindi neppure lontanamente immaginavamo cosa avrebbe potuto essere un viaggio al buio. Avevamo, noi, tutto. Loro, l’ignoto. Li abbiamo pianto, tanto.
Condivido l’articolo di Liberazione di oggi,: “Se c’è chi dice che l’orrore non ha un volto dovrebbe, almeno una volta nella vita, venire qui, nel cuore della Polonia…Quando il 27 gennaio del 1945 vi entrarono le truppe sovietiche, nel lager erano già stati uccisi più di un milione di esseri umani. I soldati trovarono cadaveri accumulati come legna e montagne di scarpe, occhiali, tonnellate di capelli che servivano per fabbricare sacchi, centinaia di valigie che i deportati dovevano abbandonare all’ingresso. Quegli oggetti ora sono li a raccontare una storia che è quella di tutti noi”.
Ricordo ancora “un reading” di qualche anno fa al Circolo dei Lettori; un pomeriggio ed una sera a leggere il libro di Primo Levi, Se questo è un uomo. Ognuno di noi leggeva una pagina….terminò in tarda serata.
All’uscita dal lavoro ho provato a sfogliare alcuni libri sul tema, e poi, all’Istoreto:
Istoreto
Istoreto
posto che, spesso, lo trovo essere accogliente, come una casa. Un posto che aiuta a riflettere.
In ogni caso, da oggi, per favore, un minuto di silenzio.

Un altro mondo è possibile!

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