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Un abbraccio da…

Torre Lapillo, Le.22 8 2016 foto Borrelli RomanoIl tempo rimasto è  davvero poco e decidere cosa farne è  impresa ardua. Non mi aiutano i ricordi sulle rette e i vincoli di bilancio:”burro o cannoni”?  Al diavolo le curve e l’economia. Qui si parla di emozioni e sentimenti. Le giornate si accorciano e il tempo stringe. Bastasse solo la macchina da cucire per agire sul tempo… sarei a cavallo. Cavallo,  vita,  cerniera,  cucire… ma qui ed ora non e’ affar da macchina da cucire. E allora quel poco che resta,  di questa estate 2016, cerco di  marcarlo a fuoco nella memoria colori,  odori,  profumi,  persone,  visi,  voci. Dopo aver preso contatto con me stesso,  e quindi appena sveglio,  decido che il modo migliore per marcare tutto quello nella mente è  salire in macchina e percorrere un po’ di km della Costa e salire in qualche punto più in alto,   osservando Torre Lapillo,  Torre Chianca,  Porto Cesareo e oltre. Verso S. Isidoro,  Porto Sevaggio e provare ad immaginare Gallipoli. Allontanarmi per poi avvicinarmi. Invidio un po’ il viaggio raccontato e scritto da Roberto Gianni’ sul Quotidiano di Lecce. È  interessante e lo seguo sfogliando il quotidiano,  fin dal suo arrivo a Taranto. E’ una bella storia d’avventura,  un diario,  un resoconto. Mi faccio un the,  prima di nettermi in macchina. La bustina lentamente cede il suo colore al liquido bollente fino a diventare uniforme. Ecco,  cosi dovro’ fare,  assorbire lentamente tutto il circostante e farne il pieno per le giornate vuote di colori e bianche di nebbia.  Dopo averlo sorbito mi metto in macchina e vado,  direzione Taranto,  fino  a Torre Lapillo e oltre,  ai confini del borgo. Torre Lapillo (Le) foto Romano Borrelli 22 8 2016Raggiungo  Torre (Lapillo), e mi accorgo che   molto è  cambiato negli anni e ora pullulano ristoranti e alberghi. Ricordavo soltanto  il B. O.  e il Gabbiano. Dal B. O.  bar la musica si spandeva e per noi ragazzi era un porto. A quel tempo erano situati dalle parti della fontana,  vicino le giostre,  dove ci si dava appuntamento e ci si incontrava,  dopo le 21,  per “fare le vasche”. Dopo il mare del mattino e del pomeriggio. E poi A. M.  era piacevole,  elegante e… interessante oltre che prosperosa  e molto graziosa e piacevole era camminare e parlare di quell’autore che dava il nome alla via, Tolstoy,  adiacente alla sua: Gentile. Avevamo 15 anni? Probabilmente,  si. Parcheggio l’auto ai bordi dell Torre,  con i suoi tre archetti e molti scalini.   Torre Lapillo, Le 22 8 2016 foto Romano BorrelliAll’ombra della Torre  “accumulano” fresco  tre anziani. Due si son portati la sedia da casa,  come fossero fazzoletti di carta (gia’,  perché  non mettere delle panchine? una fontana? ) mentre uno è  in bici. Canottiere e camice e gocce di sudore che incorniciano il viso. Dalla parte opposta arriva a piedi un amico,  sigaretta tra le labbra e braccio e avambraccio occupato da una sedia pieghevole,  e andamento lento. Le sedie qui sono utili e in paese, lo sono doppiamente: indicano un passo carraio ed un divieto di sosta. Guai a spostarle. I tre  parlano di calcio. Mi chiedono di Milan Torino “ehi tie… “e in due battute me la raccontano loro,  vedendo che ne sapevo poco, pur avendo i giornali sotto manoe  pur tifando Torino. Non lo avessi mai detto. Uno mi dice provenire da Pinerolo. Ovvio “ehi… iou egnu te… “.  Probabilmente avra’ visto recentemente un film di Toto’. O Fantozzi. O conosce il Galup.  E’ di Veglie e mi domando come faccia a conoscere Pinerolo. E cosi ridiamo insieme,  e parecchio. Mi congedo,  da loro. Recupero gli scalini e vado su. 20160822_084129Salgo e arrivo in cima. Osservo come un marinaio. Mano a visiera. Torre Lapillo(Le) 22 8 2016 foto, Romano BorrelliMi giro,  rigiro  viso e corpo e trattengo il tempo. Il mio. O forse vorrei. Taranto verso Occidente e Gallipoli a Sud. La taranta sta per mordere. Mordera’ il 27 agosto. Torre Lapillo, Le; 22 8 2016 foto Romano BorrelliTrattengo fiato e tempo. Torre Lapillo(Le) 22 8 2016 foto Romano BorrelliIl mare ha gli occhi lucidi. Forse ha capito che tra poco il sole non fara’ più l’amore. O forse si. Scendo gli scalini.  Mi rimetto in macchina e vado oltre Torre Chianca,  a Porto Cesareo. Qui c’è Porto Cesareo, Le 22 8 2016, foto Borrelli Romano la villa e passa la banda. E’ festa,  e’ stata la festa di Santa Cesarea con processione in mare. E ora dicevo,  musica,   maestro e ” musicisti”.  Camice bianche e pantaloni neri. Penso a Moretti: lui avrebbe canticchiato il motivo,  come fece nella “stanza del figlio”,  girando le scene in Ancona. Porto Cesareo, Le.22 8 2016 foto Borrelli RomanoSuonano. Il ficarolo è  sempre li che tenta di vendere “fiche e ficatigna senza spine” Il furgoncino si puo’ trovare  dalle parti del bar   “Bei tramonti” dove i turisti senza fine fanno la fila per  consumare la loro colazione. Mi ci metto anche io in fila. Esagero Tre pezzi differenti. Mi accomodo e comincio dal pasticciotto. Molto buono. Termino  con questo. Il resto,  a casa. Individuo,  seduto,  il dottore di un tempo,  il “ricamatore” delle ginocchia dei bambini. Bravissimo chirurgo,  juventino sfegatato. Ha gli occhi piccoli. Parliamo e intercetta ricordi e tra una estate e l’altra mi inserisce nel discorso Boniek,  Platini,  Vignola,  Tacconi,  Mauro Baggio e Del Piero. E ridiamo! “Su dintatu nonnu” mi dice con orgoglio. “Fijama stae subbra”per dirmi che come molti si e’ traferita al nord. “Ma siamo tutti felici”. Ci salutiamo e “butto un occhio” alle barche in arrivo e ai pescatori. Da queste parti,   quasi in ogni paese pare sia passato San Pietro… foto, Borrelli Romano Molto movimento. Parecchio. Giro. Le magliette “salentu,  lu sule,  lu mare,  lu jentu”. Si. Per alcuni. Il ricordo. Porto Cesareo,(Le) 22 8 2016 foto Borrelli RomanoLe cartoline. Ah,  si. Qualcuno mi ha chiesto una cartolina. E allora,  Porto Cesareo, 22 8 2016 foto Romano Borrelli“un abbraccio da Porto Cesareo”.

Lettura a Porto Cesareo

Porto Cesareo, Le.14 8 2016 foto Borrelli RomanoSul lungo mare di Porto Cesareo “allungo” la mia vita sfogliando giornali,  riviste e libri,  ormai da un po’.  Di tempo e giorni (Il Quotidiano,  Il Messaggero,  La Stampa,  Internazionale e Chiara Frugoni.  “Uhhh davvero?” mi dico.   Si. Davvero” mi rispondo. A dire il vero,  per  diletto,  piuttosto che col pensiero dell’allungo vita. Tra le tante cose,  l’interesse al dibattito referendario,  la Costituzione (chissa’ dovro’ leggerla un po’ a scuola), le Olimpiadi ed il suo “medagliere e la storia scritta da Roberto Costantini sul Messaggero. Una tal Anna Bianchi,  romana trentenne,  disillusa dagli uomini,  incontra Marco Rubini,  sposato con Giulia autrice sotto pseudonimo di romanzi d’amore e sesso che hanno come protagonista una ragazza di nome Anna. I racconti “quotidiani”,  ben “fatti”,  interessano. Chissa’ se riusciro’ a saperne qualcosina prima di andar via dal SalentoPorto Cesareo.Le.Foto Romano Borrelli.14 8 2016. Mi piace dove è  ambientata la storia, a Roma,  cosi da immaginare  facilmente la stazione Termini e i suoi varchi di accesso, via Marsala,  Giolitti,  i tram che sferragliano e i bus che svuotano e riempiono la pancia,  il bus 70 diretto verso il Vaticano, le coppie in attesa che arrivi e piazza della Repubblica, la sua fontana,  le banche,  i portici così sabaudo,   le Terme e Santa Maria degli Angeli,  con i lavori stupendi di Michelangelo da lasciare nasi all’insù  e bocche aperte. Mi muovo a mio agio e così farei per il movimento fisico e psicologico dei miei eventuali. Chissa’. Affondo le mani nelle tasche,  alla ricerca di chissa’ quali ricordi e quali scritti. Una penna,  un pezzo di carta,  una mail,  un cerotto. Una ferita da racconto che stenta a rimarginarsi.

Jep Gambardella che passeggia per piazza Navona e dice; “Ho capito una cosa. Che non posso piu’ perdere tempo a fare le cose  che non mi va di fare”. Ora pero’,  via,  e facendo cenno con la mano. e scacciando mosche e pensieri. Mi allineo ai molti,  occhi ancora assonnati,  ovali ben inquadrati,  occhi neri,  azzurri,  capelli biondi,  neri,  castani,  trecce,  treccine, tutti felici e contenti nel pregustare l’oggetto del desiderio. E allora sapete che c’e’? buon pasticciotto a tutti.

Dopo il pasticciotto,  insomma,  un saltino dal ficarolo non me lo leva nessuno. Un po’ per due sane risate e un po’ per osservare da vicino l’effetto che fa una “ficatigna” senza spine.  Ho dieci minuti ancora per il parkimetro e tanta voglia di ridere e gustare… 14 8 2016 foto Borrelli Romano.Porto Cesareo, Le

“Cassapanca”

Lecce.20 7 2016 .staz.foto Borrelli RomanoA Lecce,  quando non si parte e non si arriva e’ tutta un’altra storia. Lecce: Firenze del Sud,  citta’ stupenda,  barocca. Sole alto e luce obliqua.  Il treno e’ li,  fermo,  sul primo binario,  ma non e’ stato e non sara’ il mio.  Ha smesso da poco di “vomitare” persone,  trolley e storie e solo per un caso o gioco del destino molti viaggiatori si sono incrociati,  parlati,  conosciuti per alcune ore. Un treno blu,  notte che profuma di Alpi,  Appennini,  Pianura Padana,  fiumi,  mar Adriatico,  citta’ e raffinerie e ha portato con se chissa’ quale carico. E’ li e ora riposa dopo aver fatto il suo mestiere e non andra’ mai in pensione. Silenzio. Anche l’altoparlante non annuncia nulla stamattina. Silenzio che e’ attesa.  Vado alla ricerca spasmodica di un caffe’,  del pasticciotto e del Quotidiano di Lecce e questi si,   restano invece la stessa storiaLecce.20 7 2016 foto Borrelli Romanoe fanno letteratura che non e’ vita ma esaltazione della vita.  Da qui si scrive e racconta. Oggi la luna si accende,  mercoledi di plenilunio, e quindi  riflettori accesi su molto. Stazione. Un sorriso lungo un viaggio,  anche se oggi,  fortuna,  non si viaggia ma si raccontano viaggi. Qui e’ il posto preferito per gustarmeli,    i pasticciotti,  e chissa’ perche’,  resta sempre il bar della stazione il luogo preferito dove farlo. Forse perche’ da qui i sogni viaggiano e hanno gambe. All’uscita qualche taxi in attesa di qualcuno  mentre altri attendono e ciondolano per l’arrivo di “quello da Torino”. Emozioni e ansia congelati almeno per altri dieci minuti. Oltre i taxi il viale alberato,  il centro,  il gazebo. 20 7 2016 Lecce.foto Borrelli Romano.  La ricerca del Salentoinbus idem. Niente orologio niente tempo. Alle 8 di mattina il sole era gia’ alto,  e sui nastri d’asfalto lungo la direttrice Porto Cesareo-Lecce i venditori ambulanti hanno gia’ sistemato nelle macchine cassette di frutta e verdure pronte per la vendita. E l’immancabile bilancia,  strumento commerciale da sempre e simbolo di giustizia. Le terrazze leccesi richiamano vita: sventolano 251 bandire del Gusto,  un ottimo risultato se si tiene conto che in Italia sono 4. 965. Sulle terrazze svetta e veglia  il campanile del Duomo con  i suoi 5 rettangoli che sono li, disponibili alla vista di tutti,  fin dall’accesso della città  e oltre.  Poi il ritorno. Sole ancora piu alto e tutto come prima,  con qualche macchina in piu verso il mare.  25 minuti di strada e di caldo,  qualche rotatoria e si e’ a Porto Cesareo dove un’altra giornata di mare è  pronta per essere consumata. Un giro veloce nel Paese tra negozi che richiamano “pillole felici”Porto Cesareo, Le.19 7 2016.foto Borrelli Romano e il solito “chiodo fisso”Porto Cesareo.Le.19 7 2016.foto Borrelli Romano. Il sole ora è  già  molto alto e scotta anche. Acceca.  Cerco un riparo,  sotto la veranda.  Li fuori, oltre le finestre,   persone e personaggi che hanno fatto la storia della via (che e’bellissimo un quartiere! )si aggirano con una consueta flemma. Escono dai loro fantasmi e si materializzato divenendo personaggi.  Mi muovo sorridendo,  al fresco. Incrocio una cassapanca la apro e. .. al tatto impatto in una storia gradevole. Un tempo contenitore per la  farina,  buona per il pane. D. ricorda quando il forno era unico e le giornate per cuocere i “pezzi” erano solo due la settimana. Il fornaio passava con il suo camioncino e sulle tavole di legno depositava i pezzi. “E come facevano a non confondersi tutti quei pezzi di pane? Perché  i numeri sono numeri ma le forme,  la farina forse no”,  potrebbe domandare qualcuno dotato di buon senso.  Semplice: ognuno sul suo pezzo metteva l’iniziale del nome o cognome.  L. per esempio e si capiva cosi a chi apparteneva. Ma questo,  un tempo. Oggi ho ritrovato storia recente, che mi ha tolto il fiato,  per un po”,  tanto quanto potrebbe farlo una bellissima foto del mare del SalentoBacino Grande (Le) 23 7 2016 foto Borrelli Romano. Con dedica di… corredo. Proprio come una cassapanca.

Risvegliarsi a Torino ricordando Pavese…con un Campiello…tutto più bello

Torino. Il rientro e’ terminato da poche ore. Ho addosso ancora il dondolio del lungo viaggio, della strada. Lo sciabordio del mare, il rumore delle onde sono stati sostituiti da “lavori in corso”. Occhi stropicciati mi “affaccio” sulla mia circoscrizione, e decido di fare un salto a Valdocco. Svegliato controvoglia ma ancora senza sveglia per il “duplice” start del primo settembre, la “presa di servizio”, provo a giocare con la fantasia  per rendere piacevole il resto della mattinata. Come? “Rubando” il quiz della settimana enigmistica: trovare le differenze: il risveglio a mare24 8 2015 Belvedere, Le. foto Borrelli Romano e quello odierno, a Torino.27 8 2015 Torino c.so P. Od.Torino, Borrelli R. “Lavori in corso” e sprovvisto di vista mare. Addio lettini sul bagnasciuga e occhi verso il tramonto o dentro altri occhi. Tramonto salentino,  “un frollino” in una tazza di latte, quel sole a mare…Terminato il gioco , addento un paio di biscottini “Campiello” (ora sarà tutto più bello?), una scritta anonima mi ricorda cosa c’era sotto il “cappello”. Lo alzo. Il primo settembre sara’ un tantino differente. Lavorativamente parlando. Definito l’aspetto professionale “cio’ che volevo” e cio” che voglio”Torino, 27 8 2015 foto Borrelli Romano, insegnare munito di titolo fresco fresco non piu’ sotto il cappello ma in Ragioneria, in un istituto superiore e al miur, faccio un salto in libreria. Con Massimo scambiamo più di una parola, sul significato della pioggia in letteratura, sui classici russi e altro ancora. Sul libro di Sabrina Rondinelli e Marco Peano appena letti. Ne compero uno di Margherita Oggero, “La ragazza di fronte”. Avevo letto una bellissima recensiine sul Quotidiano di Lecce. Riattacchiamo.a parlare, o meglio, lo fa lui perche’ e’ preparatissimo e ascoltarlo e’ arricchente. E’ piacevole ascoltarlo: imparo sempre molto e ascoltarlo è anche piacevole. È 27 AGOSTO: oggi fa caldo un paio di anni fa pioveva e anni ancora prima se ne andava un grande della letteratura, Pavese 23 8 2015 Torde Lapillo, Le.foto Romano Borrelli. Rileggo un articolo del blog…

Profumo d’amore, essenza di vita, nel cuore di Torino

Torino 22 novembre 2014. Piazza Castello. Foto, Romano BorrelliProfumo …d’amore ed essenza di…vita, nel cuore…di Torino, questo sabato mattina.Torino, 22 novembre 2014. Via Garibaldi. Oreal.Foto, Romano Borrelli Sole, luce, acqua, mani, perfettamente aderenti, cuore pulsante, in una delle più belle piazze d’Europa. Tutto, proprio tutto, qui, a portata di…mano. Qui, lettera 22. D’amore il 22 novembre.

In piazza Castello incontro Anna, era da un pezzo che non la si vedeva. L’ultima volta era stata in Borgo Dora.  Scambio due chiacchiere  con lei ma perdo di vista i soggetti appena fotografati. Peccato. Davvero… In ogni caso, è stato un piacere rivedere Anna. Mi chiede una foto. Si mette in posa come una star del cinema, quasi in tempo TFF, o  della musica. Alza il dito, il pollice. Scatto. Ne chiede ancora un’altra. Si vede che ormai è abituata e che vuol bene ai torinesi e i torinesi ne vogliono tanto a lei.  Torino 22 novembre 2014, piazza Castello. Anna. Foto, Romano BorrelliSalutata Anna, noto un via vai di gente con fogli A4 tra le mani.

Ma cosa sono queste lettere, questi biglietti che in molti girano e rigirano  tra le loro mani? Una certezza, non sono “lettera 22” come quella sopra. Si sente in giro “profumo di notizia”.  Ma non è di cioccolato. Questo è dall’altra parte della piazza. Questo profumo è diverso. Un tam-tam sulla rete? Un ritrovo? A terra, tra i miei piedi, un biglietto ferroviario, un appunto. Data di emissione, 17 novembre. 470 km circa di strada ferrata e montagne e laghi e tanti i  Duomo si nascondono dietro i nomi delle città stampigliate su di esso. Un indizio? No, non puo’esserlo, e di questi ne ho le competenze giuste. Quel biglietto raccolto, ripiegato e tenuto con un fare prezioso tra le mani,  è diverso dagli altri che noto, in giro per la città. Provo allora a seguirne la scia delle lettere tra le mani e la provenienza del profumo. Possibile che sia un “Arrogance”? no, non penso. Profumo di un ricordo? Bho’. Vorrei però premiare la mia curiosità. La via  dove un tempo passavano i tram, è  piuttosto lunga ma percepisco, aiutato dal via vai, foglio di via in mano, che lo “start”, il “via” di questo gioco (che non è il monopoli ma una semplice curiosità da soddisfare), proviene dall’altro capo della città(meglio, via). La percorro, via Garibaldi,  velocemente. Al mio fiano, in molti con questa lettera ripiegata tra le mani. Questo “esodo” che ricorda altro “esodo” domenicale sembrail periodo di  quando si pubblicizzavano le enciclopedie. Davanti la scuola, al sabato,  venivano offerti buoni omaggio per assistere alla proiezione di un film la domenica mattina. Tra un tempo e l’altro c’era sempre chi pubblicizzava una enciclopedia.  Basta seguire loro e lasciar riposare l’odorato. Dalle vie laterali, al gruppo si uniscono altri e altri ancora, sempre con un foglio bianco, stampato, tra le mani. Non è una poesia. Chissà. Ne approfitto per lanciare un’occhiata alle vetrine, ora a sinistra,  un negozio reclamizza la permuta di libri, nel pomeriggioTorino, via Garibaldi...la permuta dei libri. Foto, Romano Borrelli, ora a destra, abbigliamento,  ancora a sinistra, dove gli occhi fanno festa e il cuore batte per aver visto un pezzo di Puglia (Pulia prodotti)Torino 22 novembre 2014, via Garibaldi, negozio Pulia, foto, Romano Borrelli e quando gli occhi convergono verso il principio della via, scopro la porta dalla quale promana il profumo. Dove un tempo si stampava oggi si testa, forse si espone, forse oggi, chissà…..Provo timidamente a chiedere a quanti sono in coda. Questioni di essenza. Sono qui, loro, (e pure io, per averlo “seguito”) per un profumo. Davanti al portone dell’Oreal, coda, da un capo all’altro della via, Garibaldi. Varcato il portone, il giusto “premio”Torino, via Garibaldi, 22 novembre 2014. Oreal. Foto, Romano Borrelli

Premiata la mia curiosità, decido di seguire altro profumo. Questa volta, di “terra madre”. Davanti al Comune di Torino si possono infatti trovare bancarelle con i prodotti della terra.Torino, via Milano, il Comune. Mercatino. 22 novembre 2014. Foto, Romano BorrelliQui, dove un tempo si teneva il mercato…”dei bugiardi”. Chiudo gli occhi un istante…una frazione di secondo…Sta transitando il 50…fra poco l’autista abbasserà il finestrino e tirerà verso di sé lo specchietto……..ma questa è un’altra storia, anche se, possiede ugualmente il suo…profumo.

Buon ferragosto 2014

20140815_095149Un bicchierino di plastica, con del caffe’, un po’ amaro, oggi, a dire il, vero con un profumo nell’aria  diverso dal solito. Diverso dalle altre mattine, quando l’aria fresca della liberta’, del mare, dei pini ti entra nei polmoni con forza e piacere.  Anche questa mattina l’ alba si e’ distesa e stirata velocemente e gia’ da un pezzo. Ma nell’aria, qualcosa sta cambiando. Forse sara’ la bustina dello zucchero, gialla, a rammentare che sarai uno dei tanti  di questo periodo e uno dei pochi, oggi, meglio,  il prossimo, a salire sul treno, con la valigia e al suo interni la speranza. 20140815_095128Meglio, il trolley. “Gente che va, gente che viene, e tanti motivi per tornare”. Le dita della mano non possono trattenerne il gusto, tantomeno, fermare la clessidra del tempo.Sfoglieranno, le dita,qualche pagina del Quotidiano di Lecce, una copia di testimonianza e di provenienza per quanti saranno ospitatitra questi sedili e  qualche foglio con l’agenda delle sagre e festa patronale con i saperi ed i sapori restera’ a ricordo con noi, in qualche libro, a scuola, all’Universita’.  I fischi di questi “contenitori” chiamati ” frecce” e che per una decina di che saranno una casa e si sdraieranno sulla dorsale adriatca si posizionano o arrivano e rumoreggiano come cinghiali alla porta.  Ormai sei in trappola, viene da pensare. Ma a volte parole dolci e gentili come miele che si dispiegano in una banale e semplice informazione possono avere la forza di tramutarsi in parole  dure al pari di  pugni allo stomaco. “Scusi, e’ questo il treno che va a…?”20140815_110101 E una volta tanto avresti piacere a non rispondere, o farlo gentilmente, dicendo che “mi trovo qui per caso” o “ero di passaggio”, o ancora “aspetto una persona”.  A ferragosto .Un gusto un po’ amaro, questo caffe’ ma che fortunatamente i ricordi, il pensiero e gli affetti  si assimilano alla perfezione, tutto, e lo restituiscono zuccherato, immesso in “circolo” da una macchina meravigliosa che si chiama cuore. Tutto restituito in dolcezza, e gli occhi e la percezione delle cose e le relazioni con gli altri non sono piu cosi netti, dello stesso colore, o bianco o nero, ma verdi, azzurri, rossi, color sabbia, assorbiti da tanta bellezza visti oggi e ieri. Il cuore pompa tutto questo fluire e lo rigenera e ora e domani, nei giorni delle piogge ci ricorderemo di tutto cio’ e allora saremo argini, abbastanza robusti da trattenere smottamenti e dossi che la vita di tanto in tanto riserva, ora a destra, ora a manca e saremo abbastanza forti da non far straripare nulla. Avremo nei nostri occhi sole e mare e tramonti, luna spiaggia nelle nebbie e tra le nevi, gli affanni e gli inganni ma saremo e sapremo essere diga, per noi e per altri. Avremo il sorriso negli occhi e negli sguardi che si aprono al mondo  proprio come si aprono davanti a tanta meraviglia. Sorrisi donati e restituiti e si sa, “un sorriso se non offende, ne fa sempre nascere un altro” (Robert Walser,  in uno dei suoi romanzi piu belli, i Fratelli Tanner).  Colori …La taranta non ci prendera’ e non saremo il suo pasto. Verro’ presto, a scovarti e a stanarti, ma solo per ballarci insieme (anche a Melpignano), e sara’ ancora festa, sotto questo sole, sopra questa terra, arida, mai avara e sempre generosa. Accogliente. Sensibile. Attenta. Come una donna. Con la terra rossa tra le dita  e le lacrime agli occhi per la gioia e il piacere di esserci ritrovati. Ciao ciao Salento. E’ un arrivederci. La bustina dello zuchero, non la ho utilizzata . Solo per questo motivo , il caffe’ mi era sembrato amaro. Ma da sempre e’ lo stesso, forte, buono, capace di farti sentire meno solo. La dolcezza e’ nella speranza e nei tanti motivi per tornare. Presto. La ricchezza e’  che ho avuto la fortuna di vedere la  tua bellezza, con semplicita’ e voglia di conoscerti un pochino di piu e meglio, nonostante le distanze e talvolta le difficolta’, ma non insormontabili, in ogni caso sempre nel rispetto, di conoscere per riconoscere il  Salento, con Santa Maria di Leuca ed Otranto, storia dell’arte, arte cristiana e mosaici con il barocco, e gente mite perche’ si sa, “beati i miti perche’ erediteranno la terra”(Matteo 5,1-12). Riceverne carezze e reimparare ad accarezzarsi. Caresser e se caresser.  Luogo di ritrovo di parole e contenuti.  Do ancora una occhiata a questo bicchierino e all’ultimo sorso di caffe’.  Pero’, era davvero buono. Inizialmente pareva amaro, ma ora, non piu’. Sono sereno, “sono allegro e felice: tutto in me e’ sorriso, un beato sorriso. Il cuore intero sorride”. (Klara in Fratelli Tanner). Ho ricevuto molto. Buon ferragosto 2014. Dimenticavo: grazie ed un augurio sentito per la candidatura di Lecce 2019 a capitale europea  della cultura.