Buona festa della Liberazione

A rileggere la data dell’ultimo scritto non mi par vero sia passato tanto tempo così. Eppure….Schiacciato da impegni infiniti, scolastici, letture varie per tematiche inerenti i corsi e, diciamo pure la verità, forse a corto di energie, mi sono addirittura reso conto di aver dimenticato la password per poter scrivere e prima, accedere al sito.

in ogni caso una buona festa di Liberazione, che per Torino poi è davvero festa resistente, coi suoi partigiani che ricordano quei giorni ancora prima che arrivassero gli alleati. Torino che afferma “Aldo dice 26 X1”, Torino così immensa e fiera e bella, e che si fa ancora più bella, oggi, coi fiori che molte mani depositeranno sotto le varie lapidi cittadine là dove hanno perso la vita in molti, per la libertà, per la nostra libertà, per la nostra Costituzione, in un CLN che anticipava già molto. In questo mese “senza” scrittura ho realizzato di non aver svolto molti temi, eppure…Ieri per esempio mi aggiravo tra i banchi della Basilica di Maria Ausiliatrice, dove seduti qua e là c’erano bambine e bambini pronti per la loro Prima Comunione, stretti nei loro vestiti e giubbotti e ho pensato augurandomi nella navata ” chissà se anche loro e genitori avranno girato in lungo e largo per il vestito, le scarpe, il giubbotti o, “i”, perché in molte famiglie spesso i figli in attesa di quel Primo Incontro sono due”. Uno che rinviata la sua Prima Comunione all’anno successivo per farla col fratello o sorella. Ho ricordato altri tempi, i miei, quelli delle macchinette fotografiche al collo e rullino incorporato, e quello di riserva a portata di mano. Un parente che si offriva per la causa e poi se andava male lo sviluppo tutti a dargli addosso in stile manzoniana ,Promessi Sposi,e dagli all’unione. Per fortuna c’era sempre Elio l fotografo di quartiere , con negozio, sempre presente, che si aggirava in Basilica e nei cortili che qualche scatto rubato lo nascondeva sempre in quell’aggeggio al collo.. .”Sorridi”, posa, clik, e tutto era mica come oggi. Eppure in mezzo a tutti quei bambini ho ripensato a quei tempi, dal mio punto di vista, belli, e in silenzio, mio, interiore, schiacciato da un gran vociare e gente che, prima della funzione era alla ricerca del posto assegnato, mi pareva di aver sentito quel profumo di paste alla panna e alla crema e di rivedere molti di quei sorrisi non più qui, oltre la macchina fotografica, pronti, al loro posto, vicini,ora, e nella vita, stretti in quel gruppo, in una delle rare occasioni dove si vedono tutti. Proprio tutti.