Zaporizhia

Questa mattina alzando gli occhi al cielo ho visto spuntare da un balcone torinese nei pressi della stazione torinese di Porta Susa una bandiera della pace. Probabilmente saranno tantissime, se solo ne avessi il tempo e modo di girare per la città. Il vento è favorevole, il tempo meno. Quale tempo? Il popolo della pace si fa sentire e vedere. A Piazza San Giovanni c’era gente, ieri. Molta. Come quel lontanissimo 2003. Certo, numeri lontani dal 2003 ma…il popolo della pace esiste e resiste. Persiste. Intanto la tv passa notizie della centrale nucleare di Zaporizhia, occupata, dai russi, della resistenza ucraina, dei bombardamenti, dei profughi, memorie dal sottosuolo e Idioti che non si fermano. Zaporizhia ha gli occhi azzurri e 2 trecce bionde, una curva delle guance che le incornicia il sorriso, e il suo nome un destino. Martha è una ragazza universitaria, preoccupata, la sua mamma è rimasta laggiù, forse proverà a muoversi verso Berlino, nelle vicinanze della figlia, poi chissà..Martha, “guarda che il mio nome ha l’h”, ha una catenina, stella di David, parla della nonna, un tempo ebrea, un tempo, che non era il tempo, parla delle tre Chiese, e parla tedesco, e parlerà italiano e parla, e parla….Martha che sa tutto delle olimpiadi torinesi e dei mondiali in Germania, quando il cielo era azzurro e ora cerca anche il giallo….

Martedì, nel cortile della scuola raccoglieremo prodotti per il popolo ucraino….