Roma dai terrazzi

Abbracciare Roma (in una mattina d’estate d’agosto) da una delle sue terrazze e un’operazione meravigliosa. Terrazze decorate da piante di ogni tipo e fattezza, sedie, lettini, gomme d’acqua, rubinetti, stendini e panni stesi,che danno l’idea di non essere in città ma al mare, e voci che “evaporano” dalla strada, accendono, bisbigliate, urlate, gridate, colte, raccolte, parole messe insieme, da condire come la pasta e farci un buon pranzo, e qui, un bel racconto. Taxisti e ministeriali che si apprestano al loro lavoro. Mancano gli studenti, ma la città pulsa di gioventù pronta a scoprire o riscoprire la citta. Terrazzi come accumulatori di calore e dispensatori di fresco e di ogni altra cosa nel corso della giornata , dalle chiacchiere alle storie , sotto un ombrellone. Profumi di caffè, limoni e di creme dei turisti intenti a ricoprire i propri corpi come fossero cartelloni pubblicitari. Da quassù si progetta l’uscita, la passeggiata, con i monumenti a portata di mano, sempre meglio di una mappa, parziale, di quelle fornite dai botteghini in bella vista, qua e la’ in giro per la città.

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