28 febbraio 2021

Febbraio sfila via veloce lasciando poca voce ad un mese di suo già corto: 28 febbraio, san Romano, per la precisione. Nei ricordi del Santo di oggi, una prof.che mi manda, su consiglio, ad uno ad uno gli studenti a farmi gli auguri. Forte. Poche ore e si aprirà marzo con tutte le sue incertezze ed i suoi chiaro scuri, i suoi caldi ed i suoi freddi, i suoi timidi accenni alla primavera, ma mese ancora ben piantato nell’inverno. Le luci serali che giungono dalla collina torinese hanno una luminosità nuova quanto antica nelle serate tiepide e musicali di un mese dedicato a Sanremo e alla sua gara canora mai cosi controversa come quello di quest’anno. Sanremo si, Sanremo no, perché “Sanremo è sempre Sanremo”. E allora, “portami al mare” con Pattu Pravo è ancora bella e orecchiabile, sempre attuale. Due passi in centro, alla vigilia di un arancione piemontese con folle in alcune zone in un continuo “cin cin” e calice in aria e birra in mano. La sensazione che spesso , a fondo non si percepisce bene, ed il comportamento corretto solo nelle intenzioni. “C.zo, questa me la tolgo, non riesco a parlarti bene”, il motivo più ripetuto, dopo i bicchieri in mano per brindare chissà che alle 17 del pomeriggio”. Ad un anno dai primi numeri di tutto sfoglio “l’album dei ricordi, un tabellone degli arrivi, partenze, i primi casi. Il pensiero va a Roma, in quei giorni, come in altri. Le catacombe di San Callisto, il parco degli Acquedotti, piazza San Giovanni, poi…….ultimi scampoli di libertà… “Lasciarsi un giorno a Romw”, perché Sanremo è Sanremo.

17 febbraio 2021

Corso Regina Margherita, il rumore di chj e intento a potare gli alberi, il gazometro che fa credere per alcuni versi di essete a Roma, il fiume ed Il toro posto all’entrata del Campus Universitario Einaudi di Torino che è come una scatola di ricordi: apponendovi la mano ed estraendone uno a caso ecco il rientro, proprio qui, dal viaggio di istruzione ” il treno della memoria” di alcuni anni fa. Appena varcato il confine e rientrati in Italia pareva di essere in primavera inoltrata, forse perché dall’altra parte, il freddo era stato davvero molto. Oggi la giornata era identica. Ma non è questo il pensiero. Quante cose ci siamo e si sono persi i ragazzi causa pandemia? Una di queste è proprio il treno della memoria. Quanta comprensione, lacrime, relazioni, emozioni, sentimenti, insostituibili, si ottenevano da quel viaggio. Istruttivo. Per sé stessi, per le ricadute sulle altre classi. A questo, e a molto altro, pensavo, oggi, alle cose che si è portato via questo covid-19, che nessun meet, video, potrà mai restituire .

.

San Valentino

Le giornate allungano “il loro fiato sul collo” alla sera, che seppur fredda e gelata annuncia in un qualche modo primavera, scomparsa dai nostri radar lo scorso anno, in realtà da noi mai adocchiata, chiusi nelle nostre case, in letargo forzato; primavera che si annuncia lungo i binari del tram 16 e tre, questo,per intenderci, divenuto famoso per esser stato la prima metropolitana leggera pensionata a tempo di record, nel giro di pochissimo tempo (la famosa rete a griglia!) e famoso per esser divenuto indicatore di analisi politica nel post elezioni da amministratori, politici e giornalisti (il tre che taglia la città evidenziandone le sue fratture e composizione)da settimane si procede alla potatura degli alberi e anche questo è un indizio che dell’inverno dovrebbero restare solo briciole e ricordi da calendari, seppur con le mani in tasca. Lungo le strade coriandoli colorati fanno ben pensare al Carnevale, cosi diverso dagli altri, senza trucco e inganno ma con le mascherine calate sul volto di tutti (o quasi!). Nei 4 passi intorno al mio Borgo, Valdocco, allungando per Aurora e poi Rossini, profumi di dolci invitano ad entrare e fare rifornimento di zuccheri in pasticceria (Sida) aperta oggi “causa amore San Valentino” in un trionfo di baci di dama, chiacchiere, bugie zuccherate, e bucon d’or, insieme ad altre prelibatezze. Baci, e “saprai tutto quello che è stato taciuto” (Neruda). Bugie, meglio se zuccherate. Lungo le strade noto che molto è cambiato e tanto resta intatto. Come le scuole professionali salesiane che si rinnovano restando fedeli al carisma e al progetto educativo del fondatore. In fondo, oltre la collina, Superga osserva tutto ciò. In silenzio. Nel giorno degli innamorati.