Annamo bene

20200722_144359Ciao ciao luglio, anche quest’anno hai fatto la tua parte. Certo stai chiudendo con un gran caldo, ma, pazienza, passerà. Ne abbiamo passate talmente tante, quest’anno che…meglio lasciar perdere. Un pochino si caldo lo sopportarmi, e poi, come la contano o la cantano da mesi, col caldo, il covid, dissolve. Sarà  così? Chissà. Per le strade di Roma, subito dopo Ponte Sisto, una sorta Lella e un 20200722_144937Morricone ci raccomandano la prima che….”annamo bene”, il secondo, una chiara raccomandazione, “al silenzio’, interrotto verso mezzogiorno da un colpo di Garibaldi.  Una camminata e arrivo su a san Pietro in Montorio, dove forte è vil desiderio di vedere alcuni dipinti di Sebastiano del Piombo, a sui tempo, in forte competizione con Raffaello…e allora…abbiamo bene va.

Intanto, ciao ciao luglio.

Via Giulia

20200722_103912Spiace vedere “la grande bellezza” di Roma cosi, in una veste insolita ma è  per me come per  molti, occasione per soffermarsi attentamente su alcuni particolari che per vari motivi, in epoca caotica, sono sfuggiti anche all’occhio piu attebto. Per esempio il bellissimo Palazzo Farnese e la via Giulia, a due  passi due ds piazza Navona,  da percorrere numerose volte per apprezzarla in pienezza e collocarsi mentalmente in quel periodo storico, alla vigilia dell’elezione di Paolo III a Papa. Trasformare con l’aiuto della fantasia 4 ragazze  in Vittoria, Isabella, Giulia, Felicia, e farle discutere di alleanze, famiglie, feste, moda, cultura….Immaginare come  erano, ai tempi di qualche Papa prima di quello e collocarle in uno spazio storico…spazio, da creare in aula per porgere domande per la riflessione e far fantasticare gli studenti. Osservare Villa Farnesina e in quel serpentone di visitatori in coda per la Galatea (e non solo)  immaginare l’accoglienza di Raffaello, Agostino Chigi e chiedere cosa si aspettano, i giudizi, ovviamente tutti bellissimi. …sarebbe bello parlarci con la schiera dei suoi aiutanti col mecenate senese, farsi raccontare un pochino di storia…benedetta fantasia….

 

Via S.Dorotea (Roma)

20200722_110533Chissà se poi via  s.Dorotea a Roma  è  esattamente la via dove la Fornarina risiedeva e se proprio in  quella stradina Raffaello catturo’  quel bellissimo viso, innamorandosene,  per  crearne capolavori ora “dispersi” in varie parti del mondo. È  una sensazione strana, bella,  immergersi nella storia rinascimentale sulle orme di personaggi che hanno reso grande Roma, l’Italia e infarcito di belle pagine la nostra storia. Fa caldo, molto, si suda, ma son convinto che venire a Roma sia un investimento, culturale, e meglio sarebbe non sciupare mai un solo secondo del proprio tempo. Svoltare dalla strada principale, immergersi nel mercato cittadino, con al centro la statua, di Giordano Bruno, sfociare in piazza Farnese, osservare quel ellissimo palazzo parallelepipedo progettato da un grande,  e provare a pensare ai 2 fratelli, Farnese,  da grandi, con tanta strada alle loro spalle, da Viterbo fino a qui, nel cuore di Roma.  Percorrere tutta via Giulia, pensando a Giulio II, attraversabdo Ponte Sisto e arrivare davanti ad un bellissimo Fontanone e perdersi in quelle stradine dove il divin pittore e Margherita si presero per  mano affrescando un mondo diverso. A due passi da Villa Farnesina.

Raffaello

La sensazione è  particolare ma l’occasione è ghiotta, vedere, rivedere Roma in un contesto nuovo:” era  da anni  che non si vedeva Roma cosi” come   sostengono in molti, con i turisti che chissà dove sono, spariti, come in una magia, dove “Sim sala bim”  e …. Posizionato o incastonato tra piazza di Spagna, piazza san Pietro e piazza Navona, chiavi in mano, ma in tutti i sensi,  ho la possibilità di godermi questa grande bellezza e perdermi. E anche di ascoltare nel silenzii rotto solo dal rumore dei bus,  il colpo di cannone proveniente dal Gianicolo che annuncia mezzogiorno insieme a tutre quelle statuette che sembrano alzarsi in piedi, a cui saranno cadute le orecchie a furia di sentire il colpo oramai da anni.Tutti pazzi per Raffaello e la sua storia, e le sue storie, verrebbe da dire e così è, difatti, allungando l’occhio verso il Quirinale, dove una fila ben ordinata attende il suo turno;  un lungo serpentone è inattesa di vedere la bellezza che salvera il mondo,muniti difoglio e prenotazione.

Tutto così bello ,davvero…

Il treno è sempre il treno

“Il treno è  sempre il treno”, e ancora  “si ma l’altra volta era più bello” , ” guarda che bello”, “e il treno è  sempre il treno”, par di vedere e sentire Pozzetto “andare” allo spettacolo (il passaggio del treno) munito di sedia, appena tornato dal lavoro, di campagna, lui, ragazzo di 40 anni (all’epoca) invogliato da compaesani intenti in una “passeggiatina” di sguardi” o una”partitina a carte”, subito interrotta per far posto allo spettacolo. Tanti auguri Renato ragazzo per i tuoi 80. Detto questo,  forse si archiviano le pagine dei meet, delle chiusure in casa, delle restrizioni, per un nuovo viaggio alla  scoperta di una, forse, bella estate.

Mare

20200706_171832Non so per quale recondito motivo ma la staccionata in legno, oramai sull’orlo di  un consumo di nervi, una  vista mare che  fa tanto Ferrara in un bellissimo Palazzo  dove due ragazze di nobil casata (Este) sono affacciate ad un balconcino e sembrano mostrarsi al visitatore di qualche centinaia di anni di storia successiva. E forse più. E da questa staccionata, con il brontolio del mare, pare rivedere la finale mundial del 1982, quella del campioni del mondo ripetuta per ben  tre volte tra gioia e giubilo di un Paese intero e di un grandissimo Presidente. Un partigiano come Presidente, “buongiorno Dio e buongiorno Maria: lo sai che ci sono anche io”. Ricordare esattamente quei 90 minuti, il luogo esatto in cui si era seduti, la  tv con le manopole, le voci, i balconi, le case. Ora, il mare, il suo profumo, bello in ogni stagione, dell’e-state sempre giovani, pur in mascherina, delle prime primavere e di tutto quel che sboccia.  Tutto da decifrare, ma tutto così bello. Ma è bello anche quando la stagione termina, con il vento che alza sabbia e te la respinge negli occhi. E bella anche l’idea della ragazza appena laureatasi,  giunta fino qui con gli amici in mascherina,per festeggiare la fine e l’inizio di un nuovo percorso. Che la festa abbia inizio.

9/7/2015-9/7/2020

La prima cosa che ho pensato, svegliandomi è  stata quella che 5 anni fa oggi ottenevo il lasciapassare per lavorare a scuola, insegnando. Un nuovo lasciapassare  che in Italia sembra non bastino mai. Ci tenevo molto a quel traguardo, giunto con molti sacrifici, devo essere  onesto, ma esame dopo esame, anno dopo anno, cresceva l’immaginazione, la passione per un lavoro in progress, da aggiustare continuamente, studiando libri, volti, storie. Mi piace, parecchio  questo lavoro, anche se la stabilità  contrattuale sembra un miraggio. Insieme ad altre cose, non marginali. Devo essere sincero: in questi lunghi mesi di “coronamento sociale”,scuole chiuse, mi son mancate le classi, i volti, le storie e non vedo l’ora arrivi settembre per rivederli tutti. Con o senza mascherina. Perché  suoni la campanella.

8 luglio 2020

Apparentemente è tutto immutato: dal sole che picchia forte sul bianco delle costruzioni e che ricaccia in casa le persone alle stesse ore, pigre, lente, lunghe,  alla luce che  penetrando nei pertugi piu nascosti allaga gli ambienti, ai gatti che ciondolano pigri alla ricerca del  fresco, al cane che acciambellato non abbaia neanche piu per la stanchezza,  al geko “appoiallato” a fil di palo in attesa del suo pranzo, un paio di zanzare che seguono fasci di luce, all’urlo del vento, un lamento violento che a tratti lascia il posto a quelli delle macchine che sfilano verso altri altrove. Ma solo attimi, il tempo di riprendere fiato e forza ed ecco un altro urlo più forte. Avete presente quel rumore che si sente appostati vicino ad un caminetto? Le cose in ordine, (solo un pochino impolverate, per l’abbondanza di umidità che ha tolto via la calce)lasciate da un anno all’altro, sono tantissime e ad  elencarle ci si metterebbe molto tempo, una eternità. Meglio non farlo e osservate il ciclo della natura. Il centro,  il Duomo, un campanile, un anfiteatro, pochi turisti, cappello a visiera in testa,  meraviglia e stupore nello zaino e “35”  il numero della temperatura segnalato dalla farmacia vicino al bar A., unodei piu conosciuti e frequentati della citta’.  Alcune coppie, amici, seduti intorno a manciate di tavolini sorseggiano il loro caffè  con ghiaccio accompagnato da un noto dolce alla crema, molto buino, classico.Un piccolo particolare  lo fornisce il viso delle persone che evidenzia una realtà  profondamente mutata: una striscia azzurra, celeste, chirurgica, a coprire bocca e naso  indica un mutamento profondo. Le persone si stenta nel riconoscerle e anche il suono della voce risulta modificato, impercettibile. Chi lo avrebbe mai detto che dalle maschere indossate per le feste di Carnevale saremmo passati ad altre piu “pesanti” e cosi…”dolorose”? La gente, sandali ai piedi, pantaloncini e magliettine colorate scivola via, sulle pietre lucide, verso un altrove, forse il mare, chissà  quale dei due.

Benvenuto luglio

20200630_221402La Mole Antonelliana, da qui, da uno dei tanti “terzo piano”,   dei molti balconi e case di ringhiera ristrutturate è  un film di immagini proiettate sui 4 lati. È  un luogo ideale di ” cosi ridevano”, dei  tempi abdati. Calici in alto a festeggiare pensionamenti e ricordi di film di vita lunghi 41 anni. E via con le “pizze” da srotolare, coi tempi da oratorio, a tempo debito. Nessuno conosce e abbina un viso ai nomi, luoghi, fatti, e altri ricordi che si intrecciano  e respirano dalle loro memorie, dei protagonisti,  mentre si intrecciano e riprendono vita e forme, almeno per una sera. 41 anni al servizio di studebti, famiglie, raccontando terzine, quartibe, vite e opere e come era la scuola una volta e oggi e come sarà domani.  Ad ascoltare i pensionandi pare di leggere un libro di storia locale, geografia, usi e costumi,  come un racconto di Ravello. Sulla Mole continuano le proiezioni, in casa si snocciolando ricordi personali. Sotto, a due passi, Palazzo Nuovo, l’università di molti di noi, attenti a non salire da una rampa perché “altrimenti non ti laurei”. E ora passiamo il tempo a raccontarcele, le storie.