“Consigli”

L’amore o gli affetti al tempo del coranavirus. Consigli. Stare distanti  due metri uno dall’altra e sconsigliati gli abbracci.  Cosi parrebbero i consigli distribuiti a “mani piene” e rigorosamente lavate. E tra una norma e l’altra il web si scatena e  scherza fino al punto a ritrovare un  tizio che a furia di lavare le mani gli si sono comparsi gli appunti della maturità. Scherzi a parte, è  prevista una  inflazione sui cellullari di emoticon del  tipo “ti abbraccio” giunto dopo l’iper inflazionato, dei tempi recenti, posto a congedo di un saluto “Ciao caro”, “Grazie caro”, da persone con le quali la conoscenza resta davvero superficiale o inesistente.  E si inflazioneranno anche i baci al termine dei messaggi. Con mascherina. In quarantena andranno così abbracci e baci, quelli veri, che hanno un certo gusto, dolce, zucchero e miele, sospirati, desiderati, ad occhi chiusi, aperti  caduti sul bavero del cappotto e restati li, per lunghissimo tempo; “baci e abbracci”, che tanto gusto retrò  avevano nelle cartoline, quando non esistevano social e selfie da mostrare agli amici in tempo reale. “Baci e abbracci” menzionati sulle cartoline riproducenti mare, con tandem, pedalò  e due labbra rosse, monti  laghi delle nostre vacanze estive, con le firme di tutta la famiglia  giungevano a destinazione, nelle cassette delle lettere, però dopo, perche’ si sa, le poste….giunti in ritardo, dopo quelli reali, scambiati dopo gli arrivi, con i ritorni alla vita quotidiana, magari dopo aver fatto sviluppare rotoli di negativi delle nostre macchinette fotografiche. È  difficile pensare ad una Italia ante-unificazione, rinascimentale, con tanti staterelli-regione a “decretare” in ordine sparso, con ordinanze diverse e poltroncine dei cinema occupate a scacchiera: uno si, uno no, uno si uno no….e così per teatri.  E nei cinema dove nella scatola pop corn ci si infilano lemani dell’uno e dell’altro spettatore, che ne sara ora, chi la sorreggera’ in maniera romantica? Probabilmente verra lasciata sola soletta nella sedia vuota.Che succederà a scuola dove i banchi costringono ad una convivenza ravvicinata? Si alzeranno pile di libri tra un compagno e l’altro a difesa dello spazio e della prosssemica? Un dato certo: sara’ difficile copiare e suggerire. Chi lo sa, che ne sarà  di noi. E delle passeggiate degli anziani? Consigliata o sconsigliata? Saranno posti in quarantena anche loro dopo essere stati mobilitati e nobilitati come forza vitale di un welfare famigliare sempre pronto e attento? Ah, i nonni, se non ci fossero loro..  Le immagini dei tg rinviano nelle case degli italiani i primi laureati al tempo del coronavirus. Non in un’aula a discutere la propria tesi ma lontanissimi, e chissa dove, a discuterla con una web cam. Per fortuna che sono riusciti a concludere la fase della correzione dell’elaborato con i suggerimenti del relatore. E  il rito della festa, del momento conviviale poi, del dopo “in  nome del popolo italiano la dichiaro dottore in…” E il buffet, l’aperitivo, i dolci, i salatini, i parenti, amici genitori? Niente festa del dopo laurea. In “quarantena” anche questa. Si Recupererà a….