Giardini di marzo

Primo marzo. Roma, vacanze di carnevale e altro tutto alle spalle. Anche il 1997, alle spalle, che sulle sue,  il primo di marzo era proprio di domenica e proprio a  “Domenica In”  si cantava “Amici come prima”. Lungo il corso, uno dei tanti, della nostra citta   quasi sotto un altro Gazometro, versione ridotta di quelli romani, una lunga lingua d’asfalto, con binari del tram ai suoi lati, quello per intenderci che lascia alle spalle la Mole guardando Superga, gli alberi fioriscono, fiori di pesco, con giardini di marzo che si vestono di nuovi colori. Manca solo il carretto che grida “Si vendono gelati”, e poi siamo davvero immersi in una canzone di Battisti.  Sul corso, di auto, in realta,  non ne passano poi molte. Il tram aranciine è  fermo, in attesa di ripartire, con molti posti da riempire, qui, al capolinea e lungo il suo snodarsi. Fortunatamente una parvenza di normalità nelle Chiese, con le funzioni religiose che tornano. Scuole che si avviano alla normalità, da mercoledì, con studenti dentro, mentre, da domani, riaperte al personale. Lentamente si torna alla normalita. I giardini di marzo si vestono di nuovi colori.