Garbatella

20200223_105403Non poteva mancare una colazione al bar dei Cesaroni, quartiere Garbatella, posto “inflazionato” grazie alla tv, riviste, giornali. Non era trascorso molto rempo dal mio ultimo espresso, ma ci torno volentieri, con la speranza di scoprire cose nuove. Garbatella è  come una bella e interessante donna che sa ascoltare. La Garbatella ha una storia. Un  ponte di nuova generazione  tiene insieme Garbatella e Ostiense. Dall’alto si vedono i trenini, della metro, quelli per il lido, i Mercati Generali, il gazometro. Dall’alto e nell’attraversarlo una sensaziine da far girare la testa. Provo ad addentrarmi nel quartiere, dopo il cappuccino e cornetto. 20200223_113041E scopro una scritta di un rifugio antiaereo risalente al periodo della seconda guerra mondiale, e una esortazione a pensare poetico, una targa con tutta la storia dei film di Alberto Sordi e tanta, tantissima storia. E camminando camminando arrivo ai piedi della Regione Lazio, un pensiero corre veloce a Fantozzi che mi strappa tante risate, li, sul momento. Poi, tornato indietro, recupero la stazione metro, la lascio alle spalle, imbocco il ponte che unisce i due quartieri, Garbatella e Ostiense, con un occhio ai mercati generali e un altro al Gazometro. Una infinita di locali a poca distanza da Trastevere, fino a recuperare il cimitero acatollico. Ci  entro e passo da Gramsci e da Camilleri. Oltre, la Piramide.

Arazzi di Raffaello in Cappella Sistina

20200222_170244Non volevo perdermi, a nessun costo, l’esposizione degli arazzi egli Atti degli Apostoli con le storie di San Pietro e Paolo di Raffaello, in Cappella Sistina, per celebrare i 500 anni della morte dell’artista Urbinate. Raffaello ne realizzò  i cartoni poi spediti a Bruxelles per la realizzazione, giunti poi in Vaticano tra il 1519 ed il 1521. Ma la storia da raccontare sarebbe troppo lunga e forse complessa (Come è  risaputo, non sono permesse foto).

20200222_165918Pochi giorni di esposizione degli Arazzi nel luogo simbolo della Cristianità, la Cappella Sistina,  e per nulla al mondo avrei voluto perdere questa occasione. Così, dopo una maxi coda e attesa per entrarvi il tempo è  stato ingannato nell’ascoltare  una babele di lingue e una altrettanto babele di amuchina  formati globalizzazione. Ma il  tempo passa velocemente, anzi,  ressa e confusione che si trovano anche all’interno  del museo, per  ogni opera d’arte non permettonoquella giusta dose di concentrazione per collocarsi mentalmente nella dimensione storica di quel tempo. Pochi minuti, certo, ma ogni volta scopro elementi nuovi, dal Giudizio Universale alla Creazione. E del Perugino, del Botticelli…

Un salto nella Pinacoteca mi permette poi di ascoltare, data la confusione e la ristrettezza, più voci di guide che rappresentano un sussidio non richiesto ma di grande aiuto.