Ciabatte Unicorno

Nella metro torinese, quella a sistema Val, tanto per intenderci, senza “pilota”, se ne sentono e vedono  di tutti i colori, forse per la “magrezza” del sistema di trasporto, (concepito per magri come grissini o per gente perennemente a dieta), che costringe tutte e tutti a stare pressati e origliare tutto, anche quando non se ne avrebbe voglia, anche quando, chi è al telefono non dovrebbe urlare ai quattro venti tutto quel che comunica. La signora davanti a me, per esempio, ha “sequestrato” membri della sua famiglia, in casa, perché dovrebbero arrivare dalla Germani (Germania!) le ciabatte unicorno!!!Che avrebbero dovuto essere il regalo di una tal Elena. La telefonata, al marito, lo liberava  immediatamente dal “sequestro”, a turni, con suoceri, in casa, nell’attesa del corriere,  e comunicava a tutta la metro che alla liberazione senza riscatto si aggiungeva l’ulteriore liberazione del marito nel vestirsi da Babbo Natale. Manzoni avrebbe detto non “Carneade, chi era costui”, ma, “come caspita sono fatte queste benedette ciabatte unicorno”. Per mia fortuna, una lettrice di fb ha risolto l’annoso enigma.

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