Cena di… “classe”

E così anche l’ultimo suono della campanella è  alle nostre spalle.  Alle 11. 30 in punto di venerdi 8 giugno,  dopo un’ora e mezza di festa autorizzata,  ecco l’ultima campanella,  puntuale come sempre.  Registri “spuntati” in ogni loro parte,  e sciamare continuo,  in ogni parte zone franche concesse. Lacrime,  abbracci,  sorrisi,  tutto sciolto in un “a venerdi pomeriggio” per le classi dalla prima alla quarta. Davanti ai tabelloni e alla consegna pagelle. Le quinte, sono gia’ scrutinate e quindi “messi nel cassetto” i loro risultati.  Almeno fino alla “sedia” della maturita’. “Profitti e perdite”,  numeri blu e numeri rossi.  C’era una volta il “quadro” prima di Argo.  Che non e’ un cane ma il sistema delregistro elettronico.  Detto questo,  chi verso casa,  chi in pizzeria, per un pasto in comune,  chi verso le fontane di piazza Castello a Torino,  per un bagno di felicita’ finale e totale,  chi per lavar via fatiche e sudore da corpi giovani,  accalorati e stanchi.  A ripensarci bene,  a riavvolgere il nastro di questo film  chiamato “A. S. 2017/2018” sembra sia stato un tempo trascorso velocemente;  in realtà,  fatiche e scogli da superare ve ne sono stati e anche  molti. Tutto passa e tutto pare,  oggi,  mentre scrivo e racconto,   molto veloce e distante.  Sembra ieri il primo giorno di scuola,  a settembre,  con la presentazione dei concetti di globalizzazione,  lavoro, la tragedia di Marcinelle,  il G 7,  ed ora gli stessi concetti,  collegati,  ad altre discipline,  me li ritrovo,  leggendo e riguardando qua e  la’ le tesine. Anche per queste pare sia suonata l’ultima campana.  La tesina va in pensione. Peccato. Era un modo per mettersi alla prova nello scrivere qualcosa di personale e scoprire interessi e inclinazioni dei ragazzi,  rimasti nascosti,  ragazzi e interessi,  ai più  e  fino alla fine di questo viaggio. Chi non lo farà più,  lo scrivere,  e chi lo farà con la tesi triennale, andando all’ Università,  dopo aver scelto cosa;  quindi,  per un pochino di anni,   addio alla scrittura. Saper leggete e scrivere. Peccato davvero.  Fine anno, ultima campanella,  cena di classe,  maturandi e prof. di una quinta e,  come nelle feste a sorpresa  o nei matrimoni,  il colpo di scena: dopo i vestitini, tutte e tutti belline e carine, la  torta,  panna e crema 5 G, e a perenne ricordo da parte della classe, di e per ciascun professore incontrato nel loro “viaggio” chiamato amore lungo cinque anni. Un biglietto-lettera per ciascuno,  dei loro professori,  senza dimenticare quelli incontrati nelle classi precedenti,  precari e supplenti. Tutti uguali,  tutti sotto lo stesso tetto,  con un medesimo traguardo: la trasmissione del sapere lasciando un segno. E loro i loro.   Una sorpresa davvero bella. Riuscita. Una cena davvero… “di classe” con molta… “classe”. E ora,  buona maturità.

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