Ottobrata

Ogni qual volta si usava il termine “Ottobrata”, inevitabile era il riferirsi a Roma: partivi in treno da Torino, col giubbotto e arrivavi nella capitale, all’ombra del cupolone, avvolto da un clima estivo e da certi occhi incollati addosso che ti interrogavano. “E Da dove vieni?” E cosi ti alleggerivi, velocemente, di molto, del giubbotto, del maglione,  e pensieri. T-shirt, pantaloncini, berrettini e profumo di creme solari lanciavano il  benvenuto: “Bentornato in estate”! Terrazzi, vie, strade, uomini e donne, ragazzi e ragazze a vivere ancora nella “bella estate”. Da un po’ di tempo, l’ottobrata si è estesa anche al resto della penisola. La tv ci restituisce immagini di tantissimi che “beati loro” fanno ancora il bagno. Peccato faccia buio presto, ma l’aria è frizzante, primaverile. Solo l’odore delle caldarroste ci dice che la primaverea e l’estate sono oramai alle spalle e che qualcosa non torna. Ma questo è un dolce inganno.

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