Maturità alle spalle

Da ieri,  al via gli esami orali. Il corridoio,  l’attesa,  la tesina sotto il braccio,  la camicia di lino e la giacchetta, l’individuazione della sedia,  la firma,  la penna,  e pronti partenza via per l’ultima corsa. Tre piu tre e il Presidente. Ultimi momenti,  seduta in classe prima di disperdersi alla ricerca del proprio posto nel mondo. Tesine belle,  interessanti,  talvolta proiettate,  altre no. Matematica,  igiene,  psicologia,  diritto,  inglese,  storia,  italiano,  visione delle prove e domanda delle domande o meglio,  “il domandone” al candidato: ” e ora? ” E poi, strette di mano,  arrivederci,  buone vacanze e io “complimenti per la trasmissione”.  L’uscita,  la porta che si chiude alle spalle,  quella della commissione,  riunita,  e quella del domani che si apre al futuro.  Il corridoio,  i compagni,  l’abbraccio che scarica tutto,  tensioni,  ansie,  gioie  e strizza e poi tutto si scioglie,  in lacrime o sorrisi.  L’accerchiamento al maturando di quanti,  in attesa del proprio turno,  ancora a porte chiuse, in silenzio ma anche no, domandano: “cosa ti ha chiesto”… e via a rifare l’esame di maturità  appena concluso: Svevo e la sua coscienza di Zeno,  Verga e il suo rosso malpelo,  Saba e Trieste,  Pirandello e…  e.. La porta si apre,  avanti un altro. “Il treno ha fischiato”,  avanti un altro. Gli zaini si svuotano di librie  lasciano posto alla liberta’ e all’estate che bussa alle loro porte. E la vita continua,  cantera’ questa sera Vasco Rossi.

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