Da Lecce, ciao

A Porto Cesareo la mattina del 2 giugno e’ un anticipo di ferragosto. Spiagge affollate,  bar presi d’assalto alla ricerca del classico pasticciotto.  Il bar e’ uno dei soliti,  ovviamente,  dai bei teamonti. Il caffe’ e’ il Quarta,  forte,  scuro,  spesso,  troppo “espresso” perche’ talmente buono che termina velicemente. Non fa nulla: corro ai ripari: ordino, “per me,  caffe’ doppio”. Butto l’occhio sullo specchio d’acqua antistante la spiaggetta,  quella che da sempre accoglie residenti e non,  quella sponsorizzata dalle cartoline,  con gli alberi a fare da ombrelloni.  Gare sull’acqua e bagnanti attenti osservatori complici  nello scambiarsi opinioni politiche: ad agosto subiremo il volantinaggio dei candidati? Mattarella sciogliera’ o no le Camere? Questione di fiducia. Io intanto mi godo questi giorni salentini… Enrico indossa una delle sue canottiere colorate,  acvompagna con le sue braccia la “bricicletta” e il cappellino “d’ordinanza” e’ al suo solito posto: “subba la capu,  pi lu sule”. E’ abbronzato,  perche’ da queste parti il sole non “tramonta mai”. A parte la nevicata “della Befana” a Porto Cesareo e zone limitrofe che ora rammentano in tantissimi e che tutti devono sapere. Da Lecce,  in serata,  un augurio davanti questo bellissimo anfiteatro romano. Buon 2 giugno a tutt*. E la Repubblica. E se potete,  venite in Salento.