Benvenuto Aprile

Arezzo.aprile.foto Romano Borrelli“Aprile va a raccogliere i fiori”. Ad Arezzo e in ogni dove. Il ricordo ovviamente va ad Arezzo a Santa Maria della Pieve dove sono raffigurati i mesi e il tema del lavoro al lavoro,  statuine poste  sopra la porta principale della “cattedrale”. Mesi che sono un capolavoro al… lavoro. Come spesso capitava di rappresentarlo durante il Medioevo. Altro che partite di calcetto. Bhe’,  torniamo a oggi ed evitiamo polemiche che lasciano il tempo che trovano.  A proposito di tempo. Benvenuto aprile che ci regali l’ombrello insieme a  giornate tendenzialmente più lunghe che sforbiciano il tempo restante al termine della scuola.  Marzo da parte sua ci ha lasciato in dote un’ora legale. Un’ora di sonno in meno ma giornate piu’ belle da scartare come un bacio perugina. Ogni giorno un bellissimo pensiero,  una frase o due righe che siano, e saranno,   non  importa. Personalmente sentivo già  il profumo del mare,   o forse sono solo i ricordi “di questi tempi” e di quei tempi,  una colomba mangiucchiata anticipatamente e una spiaggia di velluto dove affondare pensieri… baciato da raggi di sole davanti ad una rotonda che non smette mai di far girare e battere. Il cuore. Ah,  mare…purtroppo pero’,  l’unica acqua è  quella piovana,  insistente,  fastidiosa e appiccicosa e quei pensieri di mare e sole e sabbia  che fanno giro giro tondo vengono immediatamente ricacciati ad ogni angolo del centro: “Signore,  ombrello? “.  Certo se fosse ombrellone… e cosi…. casca il mondo. Benvenuto aprile.

2 pensieri su “Benvenuto Aprile”

  1. Che ne dici di ricordare qui “La terra desolata” poemetto di Thomas stearn Eliot del 1922 dove vi è il famosissimo verso “Aprile è il più crudele dei mesi”‘?

    I. La sepoltura dei morti
    Aprile è il più crudele dei mesi, genera
    Lillà da terra morta, confondendo
    Memoria e desiderio, risvegliando
    Le radici sopite con la pioggia della primavera.
    L’inverno ci mantenne al caldo, ottuse
    Con immemore neve la terra, nutrì
    Con secchi tuberi una vita misera.
    L’estate ci sorprese, giungendo sullo Starnbergersee
    Con uno scroscio di pioggia: noi ci fermammo sotto il colonnato,
    E proseguimmo alla luce del sole, nel Hofgarten,
    E bevemmo caffè, e parlammo un’ora intera.
    Bin gar keine Russin, stamm’ aus Litauen, echt deutsch.
    E quando eravamo bambini stavamo presso l’arciduca,
    Mio cugino, che mi condusse in slitta,
    E ne fui spaventata. Mi disse, Marie,
    Marie, tieniti forte. E ci lanciammo giù.
    Fra le montagne, là ci si sente liberi.
    Per la gran parte della notte leggo, d’inverno vado nel sud.
    Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
    Da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo,
    Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
    Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
    E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
    L’arida pietra nessun suono d’acque.
    C’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
    (Venite all’ombra di questa roccia rossa),
    E io vi mostrerò qualcosa di diverso
    Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra
    Vostra che a sera incontro a voi si leva;
    In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

    Mi piace

  2. E si si avvicina la voglia di andare al mare per rilassare la mente da problemi di disoccupazione è da questi falsi politici che ci governano

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...