Andria: h 11

Roma, musei vaticani 9 7 2016 foto Borrelli RomanoNelle settimane passate ho preso numerosi treni,  a tutte le ore,  con gioia,  felicita’,  meraviglia.  Ho descritto viaggi passati e il desiderio di farne ancora. Ora solo tristezza e amarezza.   La notizia dell’incidente di questa mattina,  ha lasciato basiti : sulla Bari Andria,  una tratta a binario unico,  lo scontro tra due treni ha causato 26 morti. Binario unico. Morti. Ulivi. Il verde divenuto rosso.  Ho pensato che fino agli anni ’90 anche  la tratta Bari-Lecce era  unica e non elettrificata. In rete,  sui social,  si scrive che le tratte a binario unico sono sparse da Sud a Nord. E ve ne sono. Si discute se si debba parlare ancora di alta velocita’ quando… Sulla Bari Lecce,  fino a 25 anni fa viaggiava anche il Lecce- Monaco-Torino.  Un treno che in realta’ era composto da numerosi vagoni “spezzati” poi a Bologna.  Uno verso Torino e uno verso la Germania.  Da Lecce a Bari quasi tre ore con motrice a cherosene e sosta nel capoluogo per circa mezz’ora.  Forse grazie ai Mondiali di calcio si mise a posto quella situazione,  raddoppiando la tratta ed elettrificandola.   Ora su quella tratta viaggia anche un frecciarossa Milano-Lecce,  “velocizzato” fino a Bologna.  Oggi, tra molti,   26  studenti e lavoratori   hanno preso il  treno sulla tratta Andria-Corato e ora non ci sono piu’. Tantissimi i feriti. Molti ricoverati negli ospedali.  Una grande tragedia. Ora un pensiero rivolto ai famigliari delle vittime.

“Ora ricordo”

Le immagini scorrono sulla tragedia di Andria mentre la tv propone dibattiti sui  modelli ferroviari differenziati tra Paese e Paese. Ora  ricordo la scritta bianca,  al centro di ogni vagone,  grigio,  FS,  un pochino inclinata. Ricordo ad ogni stazione ferrovieri che colpivano gli assi,  i dischi,  per verificare se tutto era a posto,  compreso il vagone postale,  dove dentro,  si continuava a lavorare. Quel tumore,  una culla..Ti svegliava nel cuore della notte ma era rassicurante.  Era come aver ascoltato una favola prima di dormire.  Un rumore,  un colpo,  forte,  secco e dolce e rassicurante.  A tutte le ore.   Ricordo i sacchi che volavano dentro i carretti,  chiamati” balille”,  ad ogni stazione. Ora ricordo una dorsale “veloce” fatta di grandi investimenti e soldi di tutti e si parla ancora di liberalizzare,  privatizzare,  ovvio,  dove ci guadagnano pochi. Ora ricordo lenzuola d’oro e servizi di posta celere privatizzati che hanno pensionato velocemente i vagoni postali.  La pubblicita’,  un cantante. Ora ricordo un’altra rete ferroviaria che non e’ affiancata ma lasciata sola soletta,  “unica”,  una realta’ che non e’ da 300 all’ora ma altro. Ora ricordo pendolari,  lavoratori,  studenti,  treni affollati e turni dei ferrovieri,  impensabili,  e non battono piu con il martello.  Ora ricordo che qualcuno aveva tolto i treni notturni…. lasciando a piedi molti e obbligando moltissimi ai viaggi che voleva lui. Ora vedo le immagini,  il dolore,  i famigliari… Piangiamo,  si…

 

2 pensieri su “Andria: h 11”

  1. Un ricordo di come era e per alcuni versi di come e’.Dicono non abbia nulla a che vedere l’alta velocita’…sara’…
    Un saluto e…si: piangiamo.

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