Il viaggio: Tra Chieuti e Termoli e oltre

  • 20160628_142442Se il volto e’ sorridente allora vuol dire che hai appena viaggiato con le frecce. Ma spesso nello scagliarle,  le frecce, qualcuno ci mette sempre la coda, lo zampino o…e cosi, nel bel mezzo di due cittadine capita che si verifichi un incendio 28 6 2016.foto Borrelli Romano28 6 2016.foto Borrelli Romano.e cosi tutti i treni in circolo su questa tratta si fermino. Sapremo scendere  dal treno felici e contenti? Chissa’ molto dipendera’ dal ritardo…che al momento e’ di trenta minuti. L’incendio appena scorto e’ in localita’ vicino Campomarino. Il viaggio e’ ripreso e il convoglio viaggia ancora con circa 30 minuti di ritardo. Non la meta ma il viaggio stesso offre spunti per la riflessione: che sia una scritta “Noi siamo infinito”, che sia un qualche viaggiatore particolare con i suoi tic, giocare e compulsare sul cellulare, che siano ricordi, la vecchia stazione di Pescara, o un amore consumato ad Atri Pineto o Roseto non importa. Di la’ la strada verso Roma, di qua Roseto e Italia fra tante pensioni, piu’ su Ancona. Mi accartoccio e mi lascio cullare fa questa nenia: tempo e spazio sono in abbondanza. Ecstra, come scrivono a qualche km da qui.
  • Civitanova Marche mi fa pensare alle scarpe. Di tutti i tipi. La collina e’ stupenda e fronteggia il mare. In mezzo centinaia di persone che si raccontano chiuse in questa scatola di latta. Io, col mio libro in una sorta di apri e chiudi. Porto Recanati e’ un tripudio di case colorate e aquiloni nel cielo. La casetta di Leopardi a due passi.
  • Loreto con la sua Chiesa e’ maestosa: l’una e l’altra.
  • E Porto Recanati con le dur case colorate e la sua torre? Oh come adoro Porto Recanati!E Recanati che stara’ preparando il compleanno di Giacomo Leopardi?Ovviamente se…
  • Ascoli nel mio immagginario e’ una bellissima piazza e buonissime olive ascolane di fine settembre. Uno stadio, il Conero e l’autostrada dall’alto dei suoi metri e viadotti osserva il mare. I girasoli non si fanno mancare.
  • Ancona e’ ormai vicina. Con 35 minuti di ritardo arriviamo ad Ancona. La collina, il porto, la sala d’attesa, il binario uno, carta, penna, biglietti e tachipirina per chi ha la tosse, Moretti che corre e Irene nella “stanza del figlio”che gioca a Osimo perche’ “quel campo e’ migliore e fa un suono…” e si porta un dito in bocca. Il resto e’ rimandato a memoria. Giunge l’acqua per rinfrescare visi sudati e tamponati da fazzoletti bianchi sempre a portata di mano: l’aria condizionata non funziona. Bottigliette d’acqua posate a terra, sul corridoio del treno. Ancona. Forte: chi e’ forte? Colui che resiste o desiste sapendo che certe cose non si possono imbrigliare, impedire.  Il mare oramai non e’ piu’ limpido,azzurro, trasparente. Il mare non brilla piu’ di luce chiara ma voglio scrutarlo ugualmente. Il viaggio via via continua; Rimini, Bologna, Piacenza e l’arrivo finalmente a Torino con 60 minuti di ritardo sulla tabella prevista. In tempi di maturita’ e di orali sarebbe utile rispolverare “L’infinito viaggiare” di Claudio Magris.28 6 2016 Ancona. Borrelli Romano foto.Ancona.28 6 2016.foto Romano Borrelli.28 6 2016.Ancona Torrette.foto Borrelli Romano20160628_224251

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Lecce

20160628_105548La macchina sfreccia sulla statale per Lecce mentre costeggia auto ferme e cofani aperti: angurie a 50 centesimi, pesche 1,20 o “a padella”: “che sara’ mai ‘sta vendita a padella?”. Bho? Cartelli con su affittasi e “culummi” a un euro.  Manca pochissimo alla partenza programmata, ore 10.55 e il rischio di perdere il treno e’forte e  fondato. Sulle terrazze di Lecce sventolano bandiere italiane aumentate di colpo in vendita ed esposizione dopo la vittoria sui campioni d’Europa: Italia 2 – Spagna 0. Certo ne mancano due del 2012 ma fa nulla. Le bandiere nella tela hanno cotone e pelle un po’ salentine grazie a Conte e giocatori vari. E questo si sa, e’ “un amore cosi grande”. Terrazze: lunghi pezzi di legno a “v” sorreggono panni stesi ad asciugare su di un filo. Costumi di ogni tipo belli a vedersi sottolineano l’inizio di una nuova stagione estiva. Dal finestrino della macchina entra il profumo di caffe’ e pregusto la delusione che a questo giro non ci sara’ pasticciotto per me. Due filobus davanti, incolonnati in un traffico inconsueto composto (o scomposto) apposta per farmi perdere il treno. Scatta il verde, i filobus  incolonnati girano sulla destra, e noi pure, dietro; una specie di rotatoria, i taxi e la scritta blu notte Lecce in lontananza, al fondo del viale alberato. Controllo l’ora sul cellulare. Due minuti alla partenza. La stazione ora  la vedo nitida. Scendo dall’auto, imbocco il sottopasso, svelto, corro, scendo, mezza rampa, salgo, mezza rampa, la banchina, il binario, il due, la carrozza, due, il posto, uno, la lettera, d, salgo, il fischio, il treno parte. Tempo zero. Mi siedo. Frecciabianca e il benvenuto. Vorrei parlare con qualcuno ma alle partenze non c’e’ mai nessuno, un po’ come le Chiese, chiuse, quando ti vuoi confessare. E poi anche trovassi qualcuno o qualcuna con con cui scambiare due parole, queste dovrei pur alleggerirle, renderle piu’ snelle. Depurarle o renderle piu’ dolci per non dar loro effetto fastidioso, noioso, nostalgico. Solo tre pensieri, a mio padre, le sue rughe, disciplinate, sciolte, ora, dalla gioia nell’esserci rivisti, e mia madre, occhi scuri sempre indagatori nel chiedere “serve nienzi?” come se gli anni non ci fossero mai calati addosso, e ancora all’oscillare delle onde 20160627_101430sulla spiaggia che tra una conchiglia e l’altra hanno cullato dolcemente i piedi, cosi, per paura che anche loro potessero esprimere pensieri profondi tali da disturbarli. No, nulla di tutto questo. Le onde solleticavano e io galleggiavo mentre il sole ha provveduto al resto: assorbire. Il resto-resto, in un atto di grande generosita’ se lo e’ tenuto. Tutto qui e’ “ecstra”. Il terzo a…Pippi che ho rivisto con piacere e grande affetto. Sciupato, asciutto, ma sempre “ecstra” nel cuore. Qualita’ che quaggiu’ e’

ecstra in tutti. Ah, dimenticavo: la fantasia ha continuamente pettinato i miei pensieri soprattutto nel corso dell’ultimo giorno, tramonto e sera. Una fantasia nelnon rientrare, che ha immobilizzato e imbavagliato il tempo nel suo alternarsi mare, spiaggia, tramonto, alba.

E allora, alla prossima. Cioe’, a presto.