Processione

La processione si e’ appena conclusa. Eppure qualcosa resta. Addosso. Appiccicato. Come la cera delle candele sull’asfalto di una strada in costruzione. Come il sudore dopo una lunga camminata. Sotto le suole delle scarpe, che poi, quando rientri a casa, ti butti sul divano, sciogli i “lacci” e scopri quanta umanita’ ti sei portato appresso. Pensa che pensi: i bus, i tram, autisti che aspettano che il solito percorso venga al piu’ presto ripristinato. E ancora lenzuola e coperte, le migliori sui balconi, applausi. Passa il carro. Applausi. Un tempo c’erano “quelli del Cottolengo” a guardarci e gli ammalati forse eravamo noi. E davvero quello era un miracolo. Eravamo noi a esporci. Oggi il percorso e’ modificato. Sulle finestre dei post it di ogni colore richiamano gli impegni. Di oggi e domani. Che ci sara’ da fare in quella casa?Sara’ maschio? Femmina? Ragazze e ragazzi che si trovano in questa “mini autostrada” e cartelli di appartenenza. Giornate giovanili, oratori, citta’, regioni, anni, mesi, tutto si mischia tutto si tiene.  Ricordi che hanno fatto storia  da ricordare a scuola domani, racchiusi in pochi giorni: il compleanno di Diego, il caro “vecchio sindaco di Torino, il compleanno dello statuto dei lavoratori, e poi Peppino, il film da vedere, Falcone, Borsellino… domani. Oggi e’ questa umanita’ che cammina, prega, chiede, pensa. In cammino, ai lati delle vie, quasi per non farsi vedere. Joseph Conrad, il quotidiano. Che dice? “E’ impossibile comunicare ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verita’, la sua sottile e puntuale esistenza”.  Ci sono “gas” che provano a stare insieme. Temperatura e pressione sono al punto giusto. Si combinano bene, come l’azoto, l’idrogeno per fare l’ammoniaca. La temperatura e’ costante cosi come la pressione. Dovessero mutare…amici come prima. Ognuno per la propria strada. Qui, no.  Non provarci e’ peggio della solitudine, provarci e’ aiutare se’ e gli altri. E’ forte questo odore di cera mischiato al profumo dei fiori bianchi. Stordisce parecchio. L’orologio segna le 23 circa. Il percorso ultimato. Il carro sulla piazza.

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