“Ora” esatta a Porta Palazzo

20160509_163955Sarebbe ingiusto  ricordare solo alcune figure  per  dimenticarne altre. A Porta Palazzo. Certo l’orologio, la tettoia e maciste sono e fanno numeri. Certo il formaggiaio con lapis dietro l’orecchio i numeri li aveva,  oltre che fornirli, insieme alle giuste misure (etti, kili) e se poi capitava che le misure le squinternava una bella ragazza….allora “ciarea madamina”! Pero’ vorrei aggiungere un breve tributo, sentito e dovuto, ad un ricordo d’infanzia, a Pippi lo spaccone da Brindisi, con le sue angurie, i suoi San Marzano e gli enormi vasconi azzurri, pronti per la salsa. Il tutto stipato su di un enorme camion, Pippi compreso. Pippi aveva gia’ capito allora come funzionavano le regole del mercato: a chiamata. Diciamoci la vetita’: Pippi lavorando il sabato e la domenica aveva anticipato di gran lunga il contratto a chiamata! Un raffinato politico! Era fine agosto inizio settembre  quando il sabato del villaggio e la domenica mattina  erano un  must a Porta Pila e la salsa era da venire. L’estate stava finendo, certo, ma non subito,  poco alla volta. Scampolo dopo scampolo. Come avveniva in altre zone del mercato. O meglio: ballando ballando.  La Puglia e’ lunghissima, diciamo un pieno di benzina tra Santa Maria di Leuca e “Fugggia”…Nahhh!! e cosi la babele   di lingue e dialetti pugliesi  che circondava Pippi era piuttosto vasta, tanto che non ci si capiva quasi niente.  Il tutto inoltre capitava  in un francobollo di alcuni metri quadrati. Poi, una volta comperate le casse di san marzano, tutti a casa, o meglio, nelle “ville” di qualche amico “gianduiotto”, perche’ si sa,  in fondo poi, incatenati tra le catene di montaggio le amicizie fiorivano anche. Poi, terminata la giornata, le bancarelle fluivano verso il ricovero, gli addetti del comune innaffiavano le lastre di pietra e Pippi, dopo aver riposto tutto il rimanente, richiuso il camion e accese le luci della cabina con la scritta “Pippi”, si avviava verso Villanova d’Asti, dove da li avrebbe imboccato l’autostrada che lo avrebbe riportato a Brindisi. Per un nuovo carico.

7 pensieri su ““Ora” esatta a Porta Palazzo”

    1. Grazie a te che lo leggi e che mi dici sempre “come sono bellele lezioni”. La cosa bella a scuola e’ suscitare meraviglia e se lo sei, meravigliata, allora e’ la prova che il mio pezzettino l’ho fatto bene. Grazie a te perrl’entusiasmo.

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  1. Hanno ragione gli altri lettori che mi hanno preceduto: bravo. Scrivi e ancora uno Romano. Piace molto. Leggi li in classe vedrai che andranno. Con la speranza che l’editoria legga. Un saluto e buon salone del libro.

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