Domenica. “Spezzare il pane”

Torino 20 12 2015.Bianchi.foto Borrelli RomanoAvevo deciso di fare un salto al Circolo dei Lettori, a Torino, in via Bogino, dove era in programma la presentazionee del libro di Enzo Bianchi “”Spezzare il pane”, Edizione Einaudi, pag.100, 17 euro. Non e’ il primo di Enzo Bianchi che leggo.Mi piace molto il suo modo di scrivere. Il libro lo avevo gia’ comperato alcuni giorni fa, insieme a molti altri. Nei giorni scorsi infatti avevo fatto incetta di libri in numerose librerie, per averne di scorta, con  il timore di restare senza. E poi si sa: le librerie sono negozi di abbigliamento interiore. Qui si provano capi per il nostro “corpo e anima”, qui si pensa alle anime altrui e a come scovare storie preziose per le anime alle quali ci rivolgeremo. Felice inoltre che su “La Stampa” di ieri tra i consigli di Michela Murgio vi fosse Gilead, il capolavoro di Marilynne Robinson della Einaudi. Un libro che ho letto, riletto, studiato, sottolineato, arato, regalato. La storia di un anziano pastore dell’Iowa che sapendosi anziano e malato scrive un testamento al figlio giovanissimo.una forma di diario.La storia di tre generazioni di pastori.Quante emozioni. Un pastore in pace che dona pace attraverso il suo diario. Una domenica mattina di cultura e di lettura rovinata pero’ dalla  mano di qualche incivile che ha deturpato il monumento a don Bosco sulla piazza Maria Ausiliatrice e il muretto di recinzione della Basilica stessa. Foto Borrelli Romano.Torino d.Bosco.20 12 2015Torino mon don Bosco 20 12 2015 Borrelli Romano“Grida” insensate con vernice rossa.Torino Maria Ausiliatrice foto Borrelli Romano. Ma la giornata aveva ancora qualcosa da riservare: una telefonata anonima aveva annunciato che all’interno della Mole Antonelliana simbolo della citta’ e Museo Nazionale del Cinema, era deposta una bomba. Zona evacuata e transennata con una dose di paura iniettata a moti, torinesi e turisti.

Per restare al tema del libro, e presentazione annunciata ieri sulla carta stampata, Torino 20 12 2015 Bianchi.foto Borrelli Romano si descrivono piccole parti per introdurre al tutto. Tanti piccoli cerchi concentrici che conducono a qualcosa di piu’ ampio. Pensiamo al volto di una persona che rimanda all’essere, al centroche rimanda ad una citta’ e infine al focolare domestico per rimandare alla famiglia. E quando si dice famiglia si pensa anche alla tavola, al cibo, alla donna, alla sua cura nel prepararlo e all’uomo. Una storia nella storia. Gesti, pieni, vuoti, che si allargano, prendono e riprendono senso. Preparare il cibo come atto d’amore elementare. Preparazione del cibo e dimensione del tempo. Tempo di festa e di vigilia. L’atmosfera della preparazione e delle norme che l’accompagnavano.L’attesa di un incontro e della preparazione delle cose da dirsi, dire, raccontare. La dimensione fondamentale del narrare facendo posto all’altro, accogliendolo. Preparazione del cibo: esercizio di umanizzazione. I ricordi di Enzo Bianchi vanno al suo pellegrinare per mercati.  Almeno una volta la settimana. Li snocciola i suoi ricordi. Si sofferma a quelli di Vicenza e Padova, questo in piazza delle Erbe, cosi ordinato, con i suoi alimenti, sempre ben disposti.  Il riferimento ad Artusi: “chi mangia e non sa cosa e’ uno sciocco”.  Il riferimento ai temi di discussione, quando si e’ a tavola: cibo, sesso, morte. Le nobili vicende umane  che fanno e scrivono storia. Il far da mangiare che include la scelta e il rispetto. Bisogna stare al ciclo delle stagioni e godere di quello e quanto la terra ci dona. Senza esigere prodotti lontani. La preparazione, la disponibilita’ di chi prepara e accoglie. Si dilata il tempo. Il convivio. La centralita’ della donna e il suo ruolo. E quello dell’uomo, incapace spesso di dire grazie o solo abbozzare un sorriso a chi prepara e serve.  Centralita’ della donna come lo e’ oggi, nelle Scritture. E ancora il bisogno del cibo contrapposto alla gratuita’ del vino. E la democrazia della tavola e a tavola. E infine l’umanizzazione a tavola. Ieri e oggi. La presenza di tv e cellulari che barbarie.  Penso ai ragazzi, a scuola….alle loro “appendici” tascabili. Povero me. Poveri loro. Poveri noi.

Un pensiero su “Domenica. “Spezzare il pane””

  1. Articolo interessante. Enzo Bianchi e’ davvero in gamba. Complimenti a te. E anche ai Blogger che ti seguono. Auguri anche a loro. Un augurio ai Salesiani, di buon Natale e pronta pulitura monumento.
    Ps. Ma hai ottenuto il patentino da giornalista?Noi vorremmo regalarti una penna ( si quelle buone!!!)e un molestie che a te piace tanto.Possiamo incontrarti?
    Un abbraccio.

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