28 Novembre. La Storia

Senigallia, 28 novembre 2013 foto, Romano BorrelliDevo svolgere questo “benedetto” compito per lunedi: un breve racconto per descrivere  l’ambiente, il personaggio, possibilmente al femminile per noi maschietti e al  maschile per le femminucce, sentimenti…Dopo la descrizione del volto, di un personaggio, dei movimenti fisici per descriverlo psicologicamente, e altro ancora, oggi, l’ambiente. Mi piace il mare, d’estate e d’inverno. Le stagioni che passano e chi ci passa accanto in quelle. Chi resta e chi va. Il mare è una finestra, non una parentesi. Il mare raccoglie e restituisce tutto. Il mare. Mi piace prendere il treno e andare, a fine novembre, e perdermi nelle nebbie padane e poi sfociare come un fiume nel mare Adriatico. Ho terminato carta e penna e l’esercizio devo farlo altrimenti lunedì  mi bacchettano. Ci tengo. Comincio, come va, va. “Oggi, 28 novembre 2015.28 11 2015 Torino P.Susa.foto Borrelli Romano

Fa freddo. Il mare rumoreggia, brontola, schiuma dalla rabbia, ma è bello anche cosi’. Una barca rovesciata, capanna per due cuori nelle notti d’estate. E’ sbrecciata, legno consumato, sprovvista di remi. Penso che solo per pochi giorni, appena tre, e forse avrei respirato la stessa aria della Morante, Elsa. Infatti aveva deciso, misteriosamente, di lasciarci esattamente tre giorni prima della mia nascita: il 25 novembre 1985. Oggi e’ il 28 novembre28 11 2015 Torino.foto Borrelli Romano, il mio compleanno: trent’anni. Ho una storia tra le mani. Mi piace leggere, da sempre. Sottolineare i passi e lasciare appunti. La mia storia e’ una strada di letture. Da leggere, da raccontare, scrivere. Le amiche mi dicono che anche quando mi posiziono in un angolo, perche’ mi infastidiscono il rumore dei locali e le chiacchiere inutili, gli sguardi si concentrano su di me. Dicono di essere interessante.In realta’ vorrei essere una comparsa ma la sommatoria degli occhi mi trasformano in una protagonista. Ho sempre un libro con me, forse per assentarmi. Forse il mio sogno era lettere, la vera medicina alla medicina. Avevo pensato di rileggerne qualche pagina sedendomi su questo tappeto vellutato,  immergermi, come avviene d’estate, onda dopo onda, riga dopo riga nella Storia, e che per troppo rumore, fuori e dentro, me ne impedisce l’azione. Le mani avvolgono il libro, le unghie lucide, smaltate di rosso, una piccola cicatrice sul polso, la pagina di un’altra storia. Il vento sciupa i capelli, alcuni rossastri altri neri, naturali. Passo la mano sul viso, prima sotto il naso, un po’a patata, poi sotto gli occhiali, ad asciugare una lacrima: il vento strizza l’occhio ai ricordi, li stropiccia e mi strattona al ritmo del tempo: passato-presente. Poi, mi tocco il lobo dell’orecchio, come spesso capita, quando i pensieri “escono” nell’ora di punta: un piccola perla mette lo stop alle dita nei loro movimenti. Un altro stop al caos dei pensieri: “da quanto tempo li indosso e donde vengono?” Un altro compleanno, quando il vento sbatacchiava fuori dalla finestra e il nemico alle porte era l’Università. Nell’altra mano un lembo della salvietta, si alza, sospinta dal vento, trattenuta nel braccio ripiegato. Mi ritrovo esattamente come faccio d’estate, quando però il cappotto rosso staziona nell’armadio della cameretta e il costume modella il corpo. La guardiola del bagnino è sguarnita, oggi. Solo qualche mese fa  la torretta “inforcava” gli occhiali del bagnino, che poi era un bellissimo binocolo grazie al quale nelle giornate serene, estive, l’ex-Jugoslavia pare essere a due passi da qui. Solo qualche tempo fa , invece, sulla sua sommità, una quindicina di gradini, giravo una scena di Titanic: braccia aperte e ben distese, occhi chiusi e capelli al vento. Il “gomito”  sempre li, sulla mia destra, con le sue alture avvolte dalla nebbia, oggi; dalle luci quando le sere e le notti sono più corte e le giornate più calde, più lunghe, d’estate. Le navi che si muovono lentamente, dopo aver ingoiato i loro carico. Il faro, con la sua luce, alla mia sinistra. Qualche buco sulla sabbia, là dove erano collocati gli ombrelloni. Le cabine sprigionano odori di sughero, legno e muffa. Alberghi, pensioni, stellati e gallonati, sono chiusi, e dentro immagino cucine, mobili, letti coperti da nylon, in letargo: “Riposo”. Il rumore di chi fa jogging proviene dal vialetto, alle mie spalle, costeggiato dal muretto, appridi di quanti, d’estate,  si mettono in vetrina per osservare meraviglie in carne e ossa, e “osano”. Quel vialetto  “conta km” riservato a ciclisti e passeggini d’estate. Sul muretto mi ci posavo quando ero in anticipo, a dire il vero, quasi mai, e proprio allira mi  accorsi che le distanze segnate erano diverse. Strana via per un vialetto con numeri che parevano volessero giocare un ruolo diverso nella mia vita. Mi volto attratta dal rumore. Giro intorno a me stessa come un gurotondo da bambina e avvolgo tutto il nastro: l’Universita’, la ferrovia verso sud e verso nord, una mole di km, il centro cittadino, piu’ in la residenza, la scuola, il faro, il luogo natio, il mare:  una zona di transito, di confine, l’orizzonte, un luogo tutto mio. Sposto gli occhi ora a destra ora a sinistra.  I “bagni”esibiscono fieri nomi e numeri. Ognuno di quelli e questi contiene storia e storie. Li leggo uno dopo l’altro: Cristal, Hollywood, Enrica, Marina, Elsa 25, 11, Morante, Laura 28, 11. Ogni posto, cosa, persona, un mistero e quando si ama veramente qualcuno bisogna accettare la parte del musteto. Trent’anni di Storia, pensavo mentre la brezza marina mi accarezza. Ma sono i miei, e allora, come che siano, me li faccio:” Tanti auguri“.

Come e’ andata e’… andata. La storia e’ stata scritta.

7 pensieri su “28 Novembre. La Storia”

  1. Siamo in 4 che abbiamo letto l’articolo.Se e’ davvero un lavoro, a nostro avviso e’ ben fatto: si capisce l’ambiente, il mare, le stagioni che passano e rinnovano.Vediamo il personaggio sia fisicamente che psicologicamente nelle sue decisioni che magari non sono tutte ben “decise”:la fai girare, destra, sinistra.Il mare e’ un punto fermo e forse la fame d’amore. Ci piace come lo hai costruito e ci piace che l’hai fatta nascere nell’85creando una sorta di passaggio di testimone tra la Morante e lei.Deve essere carina. E’ una bella storia nella Storia. Se e’ autentica poi rivolgiamo i nostri auguri.Se e’ autentica tocchiamo le sue e le tue emozioni. Bravissimo.E’ una bella pagina.

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  2. Bellissimo personaggio letto da persone un pochino anziane..il personaggio femminile è davvero descritto bene e così l’ambiente. deve essere bello se è vero e comunque descritto bene. una bella storia.

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  3. Ti ringrazio e ringrazio i tuoi affezionati lettori dei quotidiani e la mia circoscrizione. Grazie per i complimenti. Mi piace molto il personaggio, tanto che ho dato ad ess* un ulteriore pagina. Non è la prima volta che mi sforzo a raccontarlo e poi mi piace questo giorno, il 28 novembre. Chissà perché ma penso di essere sempre al mare, e con un bastoncino scrivere sulla sabbia….

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  4. Bella la foto che hai aggiunto del mare e sabbia. Il racconto così sembra reale. Una piccola casa editrice ha chiesto di poterlo leggere e se sei intenzionato a continuarono. Piace come hai raccontato quel viso, un bel viso. Sembrerebbe una bellissima trentenne.

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  5. Purtroppo le stagioni passano e ormai dell’estate é rimasto solo il ricordo … Il mare però rimane sempre un punto di riferimento per riflettere ..in esso si possono provare diverse sensazioni/stati d’animo 😁 Complimenti romano sei il numero 1!! Le tue descrizioni sono perfette in ogni singolo dettaglio … Continua così , a presto boss 😜

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