Roma e’…

Roma. Roma, ottobre 2015. Foto, Borrelli RomanoPer molti giungere a Roma Termini e muoversi è un po’ come giocare a perdersi, nel trovare l’uscita o un taxi. Dalle parti di Via Marsala il cantiere è ancora li. “Misericordia”. Roma, ottobre 2015. Foto, Borrelli Romano (2)A me piacciono i messaggi che nei pressi si elargiscono ad un occhio attento: “Chi mi ama mi segua”Roma 17 10 2015 foto Romano Borrelli, “Io e lei”Roma Termini 17 10 2015 foto Borrelli Romano. “Roma e’…” a ricordare che “l’amore e’…” o era. A Roma. Ad esempio. Mi trasformo cosi in un raccoglitore di storie. In attesa del bus 70, che tarda (secondo alcuni utenti, per altri e’ un dato certo: la velocità media dei bus a Roma e’ di 12 km all’ora) molti vanno all’ “Atac” lanciando strali e stracci. Poco fuori la stazione, stretto tra Colli Albani e altri colli allungati in attesa di vedere lo spuntare del bus, mi passa davanti il passato. Centocelle, Cinecitta’, Torre Maura, via Togliatti, la fine dei ’90 e “le fughe vigliacche“, il 2003 e il 2004, le manifestazioni “Not in my name”, il partito, il sindacato, la scuola. Il 70 arriva: saliamo: piazza della Repubblica, Corso Vittorio Emanuele, le Istituzioni e i suoi palazzi, l’Altare della Patria e il suo ascensore panoramico, nuovo di zecca, i Fori Imperiali e la loro “passeggiata nella storia”. Una storia nella Storia, l’alfa e l’omega della parabola di un primo cittadino. Roma, davvero, è una grande bellezza. Roma 7 10 2015 foto Romano BorrelliRoma 17 10 2015 foto Borrelli  RomanoRoma 17 10 2015 foto Borrelli Romano17 10 2015 Roma foto Romano BorrelliRoma.17 10 2015 foto Romano BorrelliFotografa: situazioni, emozioni, sentimenti, semplici incontri, amori e canzoni…”lasciarsi, un giorno, a Roma”. E si lascia fotografare. Se non ci fosse Roma, in molti. scenografi, sceneggiatori, gente comune, sarebbero depressi. Non solo gli sceneggiatori di fiction. E’ davvero una grande bellezza. Oltre che una lupa che allattaRoma 17 10 2015.Borrelli Romano foto. L’estate sembra non terminare mai, da queste parti. Il cielo sopra piazza Navona è una tavola di colori17 10 2015 Piazza Navona foto Borrelli Romano. Roma 17 10 2015 piazza Navona foto Borrelli RomanoRoma 17 10 2015 piazza Navona.Foto Romano BorrelliLe macchine fotografiche sono state sostituite da smartphone e tablet ma gli artisti della piazza, loro resistono. Compio il giro del mondo almeno un paio di volte, intorno alla piazza. Individuo l’identico punto di una serie infinita di foto racchiuse in una parentedi: la gita, l’85, l’87, un amore un altro perso uno trovato e un altro ritrovato. Una parentesi di riflessioni, ricordi, attese. Parentesi immutabili come alcune nubi di passaggio che altrove annuncerebbero temporale. Ma non qui. Una ragazza e’ seduta. Indossa un maglione con trecce, color vinaccia. Ha occhiali neri, calati sul naso. Capelli neri, qua’ e la’ un colpo di sole, su di loro, su di lei, quando le nubi, quelle del cielo e quelle dell’umore si allontanano oltre l’orizzonte e raggi di sole ci si appiccicano addosso in un giorno d’autunno che sa d’estate. Le nubi, quelle del cielo e quelle dell’umore si prendono sotto braccio. “Non vi preoccupate, ora ce ne andiamo” sembrano dire. E il disturbo, lo levano. La ragazza è assorta e contempla la mano della statua. L’artista pure, è assorto ma non si capisce in chi e cosa.  E’ il suo mestiere. Sono certo che siamo davanti ad un capolavoro. Di grande bellezza. Lo custodisco tra le mani. Questa sera la rivedrò. E’ un bel cd.20151018_201759

Contrasti

Torino 17 ottobre 2015. E’ identico il luogo, stazione, citta’ ma sembra di essere altrove a spostarsi di banchina: Torino Porta Susa.20151017_074620 In attesa. Come un articolo del blog o di una telefonata mai arricata ma tanto sospirata. Nonostante i passaggi. Attesa. Che il treno passi, come il tempo, quando e’ l’unico rimedio ad un malessere e intanto perdura l’attesa. “Non scrivere tanto, il lettore si potrebbe stancare. Le foto dicono molto. Di piu’. Dicono tutto. I ragazzi sono per le immagini”. Cosi mi andava ripetendo un amico quando discutevamo di blog, social network, esame di comunicazione, scuola e ragazzi. Gia’, ma le immagini seducono e riescono con l’immediatezza delle loro rappresentazioni. Il treno arriva, si posiziona. Binario 2. Carrozza 6 posto 11, lato corridoio. Salgo, mi sistemo. Ho i libri, i giornali, i miei pensieri di una nuova professione e delle molte cose da imparare da una “sconosciuta” lavagna elettronica e da uno sconosciuto registro elettronico. Mi perseguitano. Devono farsi conoscere eppure hanno l’abilita’ di nascondersi dietro centinaia di finestre a tratti chiuse, inaccessibili. Dietro loro si nascondono volti e storie, misteriosi. So che quando si manifestano possono assumere forme varie, cavalloni impazziti o mare calmo e tranquillo. Altre volte, col tempo, spugne assetate di un’acqua che si chiama sapere. Il carrettino dei giornali passa:”Giornali, signori”, e nomina l’Italia dei quotidiani. Io opto.Il mio vicino, ormai grandicello, rifiuta garbatamente anche quello sportivo: “Grazie, non leggo mai”. Forse non e’ neanche per le immagini. E mi verrebbe da dirgli:”ma vaffanviaggio!” Intanto, il viaggio continua. Una giovane donna di trenitalia, tablet in mano mi chiede di porgere il biglietto. La sua mano curata, ingioiellata al punto giusto, curata e liscia fa scivolare dolcemente le sue dita sullo schermo aprendo finestre  che vusualizzano poltrone e numeri: e’ la disposizione dei posti sui vagoni. Tante storie che si illuminano con un tocco. Provo a leggerne il nome sul suo cartellino: Laura Marina, mi pare. Storia. Storie e regina dai contrasti, tradizione e innovazione. Mi restituisce il cartaceo e agli altri lo smartphone. I tre bottoni del polsino luccicano come il suo viso adolescenziale che contrasta con l’autorevolezza della professione. Sono uno dei pochi che resiste e faccio storia.Gli altri sono da immagini!Torinon17 10 2015 foto Borrelli RomanoTorino 17 10 2015.foto Borrelli Romano20151017_074742