Ciao ciao Torino

20150730_193232Porta Susa sbuffa. Il sistema di refrigerazione rinfresca l’ambiente. A Porta Nuova si ritarda.20150730_19524820150730_204554 20150730_204554Non conosco esattamente i motivi di questo ritardo: un’ora e dieci ma onestamente non mi intetessa molto.Il tempo e’ mio.Il giro e’cominciato. Sul binario 10 una ragazza con mezzelune  nicciola dietro un bel paio di occhiali neri scuta il mio cappello, guarda a terra, si fa forza e mi domanda:”Scusi ma lei non mi ha interrogata di storia con il prof C. qualche anno fa? “. Era vero.Aveva ragione.Ero io.Ora non ricordo se avevo interrogato proprio lei o ero li con il prof. ma mi piaceva quell’essere sulla strada di “cultore della disciplina”, poi, un po’ come stasera qualcosa va sempre diversamente da come avevamo pensato. Sul binario 10  Io pensavo a qualche anno prima, quando munito di biglietto, al saluto dal finestrino qualcuna piangeva e io non mi sentivo di lasciarla sola…e scendevo e questo sali e scendi aveva termine il 31 luglio. E cosi non “scendevo mai”. Si faceva cena insieme, si caricava lo zaino sulla R 5 prima Pegeot poi e si andava a Porta Nuova. E lo zaino saliva e scendeva con me.Il primo di agosto poi ero io che  accompagnavo lei.Lei mi salutava dal finestrino del treno  e non piangeva e pero” piangevo io mentre  lei partiva.E poi cosi ridevamo. E ora al pensiero sorrido.Ciao ciao Torino…Si annuncia che il treno in ritardo fermera’ a Pesaro, Ancona…e la e li poi…così piangevo io…e non so se ha pianto lei. Ma questo e’ avvenuto in altri e piu recenti binari. È la mia vita.”Sei la mia vita”.E si illuminava il display del cellulare mentre le dita della sua mano si univano a forma di cuore e io la osservavo da dietro il finestrino. Aveva due mezzelune color nocciola dietro un paio di occhiali che le incorniciavano il grazioso viso.

Giusto per la cronaca. Il controllore passa e riconsegna a ciascuno il biglietto ritirato la sera prima. Il sistema ricorda le camere d’albergo con le apposite registrazioni con tablet e carta di identita’. Poi a ciascuno un giornale e un succo di frutta.Quasi sul finire del viaggio, a Bari, il treno’…è …in anticipo! Ma l’apoteosi la raggiungeremo alle ore 9:.13 ore dopo….Lecce, Lecce, stazione di Lecce.E cosi ridevamo e sorridevamo tutti. Ho proposto un battimani al fettoviere che ci ha traghettati recuperando il ritardo.Un plauso stile comandante d’aereo.31 7 2015 foto Borrelli Romano

Gli anni al contrario

30 7 2015 Torino.foto Borrelli Romano…Gli occhi…”sono la mia valigia, la mia infanzia  senza tempo, la certezza che me la caverò …” (Nadia Terranova, Gli anni al contrario).

Non so se ci crederete, ma non importa. E’ una cosa buffa, anzi, buffissima. Ciondolavo in stazione, Torino Porta Susa.foto romano borrelliin attesa del mio treno, una freccia con l’intenzione di recarmi a Milano (ogni tanto, ci sta), dopo aver sorbito il mio caffè espresso mattutino  ed essermi lasciato dolcemente accarezzare un po’ da quell’aria fresca mattutina e che la rimpiangerai per il resto della giornata, quando il caldo  si appiccia addosso, in giornate come queste. Il treno,  avrebbe dovuto essere quello delle 7. 05. Avrebbe perché non lo è stato. Torino, foto Romano Borrelli.Così come non lo è stato quello delle 13 per il rientro. Il punto è che come il titolo, anche io ho cominciato a leggere il libro, al contrario. Mi è piaciuta l’idea di una valigia per tutti, in un mondo di trolley. Il treno, annunciato, fermato e ripartito, mentre io, no.  Ero sui gradini in attesa, fermo nella lettura, al contrario. Mi sono fermato e ho cominciato a leggere. Centinaia di trolley sono stati musica di sottofondo, ma ho preferito “portare” con me , farmi accompagnare, stando fermo, “quella valigia” per vedere cosa c’era dentro. Sulla banchina, immobile, ma gli occhi, questi, quelli, no. Riga dopo riga, “Gli anni al contrario” correvano avanti. Non so se ho perso una gita, due biglietti, una città da visitare. O forse nulla di tutto questo. So solo quello che ho guadagnato. Una bellissima storia vissuta e narrata da due bellissimi occhi. Scusate, valigia.

La storia, una storia, di Giovanni, Aurora, Mara che incrocia e incrociano storie: il movimento, la politica, il ’77, il muro di Berlino, l’amore, la tenerezza, la passione, il coraggio, le divisioni, le strade giuste e quelle sbagliate.