Luce dal…piattino

Foto Borrelli Romano.TorinoDa Caronte a Circe. Afa, acqua, tregua…almeno fino a….lunedi in una buona fetta d‘Italia alle prese con le partenze. E qui? Qui, da noi, Torino, tra Valdocco e …La pioggia ha alzato il calore mentre lo scritto (del blog, di ieri, del piattino) ha sollevato curiosità in molti che a loro volta vorrebbero alzare il “velo” e scoprire se i capelli della giovane sacrista torinese (nascosti da un velo grigio), sono a coda di cavallo, raccolti a chignon o raccolti a treccia o se nulla di tutto cio’ perché frutto solo di una fantasia. Molto probabile che sia così. Insomma, vorrebbero metterci il naso, nella storia, ficcanasi come sono. Come che sia ha acceso in piu’ di qualcuno una lampadina: quella della curiosita’ spicciola e della voglia mai soddisfatta di guardare dal buco della serratura. Curiosita’: accendere le lampadine a zona a seconda degli argomenti o della “funzione” non è un lavoro anche da sacrista? Ma allora e’ o non e’? Immaginiamo il momento esatto in cui dopo aver provato ad immaginare la “funzione” del piattino la giovane sacrista si dedichi ad altro, altra funzione  avvicinandosi sempre con le stesse movenze gentili al tabellone luci della chiesa: “clic” , un gesto e con  questo semplice e umile clic dia forma, da questa “macchina della luce” ad altra luce. Le luci della Chiesa trasformate  in un enorme riflettore da stadio al pari di un microfono generatore di voce per gli ultimi e dal fondo (ovviamente non poteva che essere cosi) dove e’ presente una sola persona comincia a parlare inanellando parole in una sorta di comizio: “Imperiali Gasparri”. Questa e’ una storia di sfruttamento, di emarginazione e di lotta per ottenere un mondo diverso….dove un mondo diverso e’ possibile”. …La funzione ha inizio…..Si parla di una citta’, Torino, ovviamente,  di una via, Varano, di manutenzione, di lavoro, lavori, lavoratori….

Luce, che trasforma tutto.

Ps.Non posso sapere come sono raccolti i capelli sotto il velo così come non posso dire se sia fantasia o realta’