Tra sogni e realta’

20150714_090530Ancora sogni e spezzoni di quelli e personaggi che li disegnano che al mio risveglio hanno avuto l’effetto riempitivo della testa, al pari di fumo e ancora fumo. Mi sbrigo e corro alla ricerca di un blocco, la penna dello zio Vito regalatami  per l’ultima laurea,  al fine di appuntarne frammenti, di sogni e di vite. Cartelline colorate di “maturi”, suddivise per sezioni, banchi e temi sui banchi scritti con pennarello indelebile,  hanno avuto l’effetto di dare corpo a personaggi che in qualche modo animano le notti e i sogni e i giorni dando loro nomi e anni scolastici di riferimento che mi indicano gli autori sul banco. “Frugo” cosi nelle loro sensibilita’ e vite e costruisco  attraverso i loro segni “a perenne” ricordo. M.ad esempio ha “mangiato tanta solitudine e malinconia che alla fine della scuola si descrive obesa e si rappresenta con un cerchio. Poverina.Ma tanto non ci credo. La stessa aveva festeggiato da poco i suoi 18 con il suo amore: una collana di caciocavallo era stato il regalo per la “maturita’”di un amore.Cosi pensava. Cosi credevano. Anche S. e’ triste perche’ e’ finita. A stretto giro di posta, cambiando penna, R.risponde loro con “filosofia”: “Non piangete perche’ e’ finita, sorridete perche’ e’ successo” (Scriveva:” Me lo ha detto Marquez”). Aristotele pensava che in ogni tragedia ci sia un inizio, un centro, una fine…come cominciamo? Con quest’ordine? O un altro? Cominciamo dalla bellezza, allora, perche’ abbiamo la fortuna di incontrarci. E sorridiamo. A prescindere. La giornata continua…ma non era un sogno? Gia’ forse era un sogno che intrecciava la realta’ o forse erano o sono entrambi. Non importa. Basta inizisre a scrivere e misurare e misurarsi.La faro’ breve. Altri personaggi e storie li raccolgo e accumulo per me, da fissare sulla carta e….li conservo nel blocc. In futuro provero’ ad animarli. A proposito. Il caldo e’ intenso. Decido di “scroccare” un po’ di fresco, ma non voglio inflazionare questo modo di dire; oggi, infatti, mi va di pensarmi come un accumulatore di “fresco” e fresche speranze. La Sida e’ aperta e cosi immagino  anche il fresco “condizionato”.  Convergo, entro. Saluto. Mi accomodo, ordino una acqua e menta e….”accumulo”. Saluto.Saluti.

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