Ritorno glorioso

Torino gazometro.foto.borrelli romano.luglio 2015Il vecchio carrozzone a pianale ribassato “sbatacchia” i passeggeri  ora di quà ora di là. Il vecchio invece al suo rallentare pensa al “rallentamento ” della vita: domani andrà in una Spa. Una giovane mamma sale a bordo e posiziona il passeggino,  arpionandolo  con gli appositi ganci. Il bimbo,  in braccio alla mamma punta il dito,  ora verso Superga ora verso il gazometro. Non comprendo i suoi monosillabi ma capisco che è  felice cosi come lo sono io nel rivedere luoghi a me famigliari. Ritornano gloriosi nella memoria. Un ghiacciolo al limone per attraversare l’inferno. Vivere come ridere. Ridere come vivere. Intanto la gola è un po’ secca.  Una fermata e le “vele universitarie”.  A quest’ora,  davvero un po’ insolita e per le lezioni e per gli esami,  salgono ragazze. Quaderni e appunti a me conosciuti e anche lontani-vicini. Io abbraccio una borsa di libri e fra questi “I discorsi che hanno cambiato il mondo moderno” di Hywel Williams. Ne leggo qualche riga e comincio ad appuntare sul blocco nuovo di zecca. A Rossini sale una ragazza… sembra Lara. Sbircia il mio libro e intanto penso al “dottor Zivago”. La sbircio per scrutare se il mio libro e’ da lei scrutato. Si, per le vacanze leggero’ il dottor Zivago. Chissa’ che non arrivi come regalo con Laura.  Il fiume,  i giardini Reali,  Porta Pila,  i carretti “ricoverati”e la piazza pulita e lavata,  lucida e luccica con le piazzole pronte per domani quando fara’alba e le “vivi-vivi”saranno da vendere e gli “eulo” non saranno mai abbastanza. Intanto il sole va a “a ricovero” per alcune ore.  Fuori dal tram,  nei pressi della fontana, vicino all’orologio della tettoia,  la coda,  per rinfrescarsi. All’interno del tram,  la coda per allungare il collo. A mo’ di giraffa e rubare qualche centimetro di finestrino e filo d’aria. Una coppia sbraita,  infilano parole una dietro l’altra: ma  senza comprenderne  il senso. Si comprende che cercavano qualcosa ma erano in tanti a volerla e dal loro farfugliare si capisce che non vi è stato l’equilibrio tra domanda e offerta. L’unica parola che si è  sentita era “la neve” non scende. La neve?  Con questo caldo!!! Il sole tramonta… poche ore…. una sera e poi una notte stanno per cominciare e le incognite non saranno soltanto una equazione ma un sistema… poso l’orologio,  il tempo è mio. Il sole ormai ha lasciato il posto… si sara’ tuffato in qualche mare e cosi qualche cuore in loro…poi, domani,  avverrà il ritorno glorioso. Per lui come per chi lo merita. Più glorioso che mai. 20150715_094308

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