Una storia di… gofri. Al Massimo

29 dic 2014, Massimo. Foto, Borrelli RomanoL’anno 2014, lentamente, volge alla conclusione. In tantissimi, sui social, rendono pubblico che è stato fantastico. Un cerchio, uno scatto, un faccione. Molto posa. Mi piace. Piace a tanti. Oggi, fermata “Dicembre”, dicono i ragazzi. Piazza. La gente ha fretta, di rientrare, dopo il lavoro, di infilarsi in un bus o nella metro o ancora, di raggiungere la stazione e andare…in dolcezza. Rientrare, in famiglia, ricaricarsi dopo un giornata, una,  nel luogo caldo per definizione, o partire, per staccare, da tutto e da tutti, almeno per un po’, destinazione spensieratezza  all volta di un abbraccio morbido. Un ritorno o un rientro a, da (elogio delle preposizioni semplici). Nell’anno da me  dedicato al “concetto di nuovo lavoro“, una variante nuova,  di lavoro,  si materializza agli occhi miei e di tanti dalle parti di Torino Porta Susa. Il suo compito, del lavoratore itinerante,  e’ quello di preparare gofri, alla nutella o altre dolcezze a chi, oggi, e’ in procinto di dare forma alla sua. 29 dic 2014, Massimo.foto Borrelli RomanoOmbrellone da spiaggia con “logo“, una bici, una sorta di banchetto, vasetti di nutella e marmellata  et voila’ il dolce e’ servito. Massimo Ravarino, torinese (di 59 anni) questo il nome di un lavoratore prima (corriere), disoccupato poi e “artigiano”della dolcezza ora e’ quello che un tempo si sarebbe potuto qualificare con il suo “mezzo” e i suoi mezzi, un gelataio o un caldarrostaio. Un ambulante del dolce, gofri, itinerante.  In tasca porta con se’ l’autorizzazione  di addetto alla ristorazione ambulante.  Categoria b. D’accordo, d’estate, in giro, se ne vedono, di biciclette  con “vaschette” gelato, ma d’inverno? Vuoi  mettere, il generatore, la tanica di benzina per dare energia al tutto per una giornata di lavoro  di 7-8 ore? Un generatore che per quel lavoro costa all’incirca 1500 euro. E quanti kg di dolcezza da distribuire. Un nuovo lavoratore che ha scommesso e si e’ reinventato per necessita’ e un po’ anche per passione. “Stare tra la gente, in mezzo alla gente e’ piacevole”, conferma Massimo. Difatti, tra un gofri e l’altro riesce ad essere loquace e positivo. Massimo cambia sovente piazza, presto potremo trovarlo anche in piazze piu’ illuminate e perche’ no, l’augurio che la stampa e la cronaca cittadina riescano ad illuminare questa storia di …rilancio di una economia. Famigliare, dolce, delicata. Massimo tra un dolce e l’altro racconta di un’altra dolcezza, che lo, aspetta a casa, come tutte le sere: sua figlia Greta! Studentessa del Vittorini, in procinto di sostenere, in estate, la sua maturita’ in una scuola dell’hinterland torinese. A tutti nel porgere dolcemente il gofri augura un…dolce viaggio. La crisi morde ma offre anche esempi di forte resistenza. Di tanto in tanto alza il timbro della voce per invogliare i passanti Ad acciuffare e addentare, con una modica cifra un pezzo di dolcezza da gustare in itinere. La posizione in cui ha parcheggiato la sua “bici”e’ un po’ defilata rispetto alla nuova stazione, cosi illuminata. Alle sue spalle,  ora, oggi, la vecchia entrata della stazione, e le biglietterie all’interno, li, dove per tanti, nel giro di poco, si decise una gita a Parigi, un Capodanno a Roma, un viaggio al mare. Ah, la vecchia cara stazione quanta luce riesce ancora a generare…Gia’ perche’ il motore di tutta questa attività  e’ nel generatore posto appena dietro il suo banchetto.29 dic 2014, Massimo, foto Borrelli Romano Avrebbe bisogno di luce, anche mediatica, capace nel giro di poco tempo, di creare lunghe code come capita dalle parti di via Garibaldi, per un sacchetto di…patatine. Per il momento, in dieci giorni di lavoro, la strada percorsa e’ stata davvero molta e…dolce. Per tantissimi, in viaggio.

Saluto Massimo e gli chiedo cosa fara’ il 31 dicembre. “Al lavoro”, mi risponde? “Per rendere ancora piu’ dolce l’inizio dell’anno ai torinesi”. Il mio augurio e’ che la stampa cittadina possa proiettare un po’ di luce su questa storia. Molto  dolce.Torino 30 dic 2014 foto Borrelli RomanoTorino 30 dicembre 2014 foto Borrelli Romano

ps. Nonostante la maratona del cibo che ha concesso una sola piccola pausa decido di tuffarmi in un “pezzo di nutella”….buon gofri a tutti.29 dic 2014, Massimo. Foto Borrelli Romano

ps. Prossimamente diro’ dove potrere gustare un po’ di…dolcezza. Nel frattempo utile ripassare queste “concessioni” itineranti, chissa’…Torino 30 dicembre 2014, foto Borrelli Romano

ps2. Una storia  di quando il lavoro “svapa” nei fatti, inflaziona nei discorsi politici e in tali termini, un augurio a Massimo…:”yolo”.

ps. Ovviamente, essendo itinerante, non ha un luogo fisso, pero’….se proprio lo volete sapere…

11 pensieri su “Una storia di… gofri. Al Massimo”

  1. E io, oggi, approfittando della giornata di liberta’ …ho mangiato gofri…..alla nutella. E’ stato unpo’ come tornare bambino, arrivare li, dove un tempo la metro era nei cassetti di qualche ingegnere e nella fantasia di qualche anziano, e il capolinea era quello di un tram che sferragliava, denominato “carrozzone” psr quanto era lento nel suo attraversamento di Torino, da una piazza all’ altra. Un capolinea con due binari, ora ridotti all’ essenziale, il mercato poco distante cosi come il supermercato…il giornalaio, questo, resiste. E’ stato un piacere scambiare ancora 4 chiacchiere con Massimo, dopo aver ripassato la “mole” di contratti…..pero’ che dire…il gofri ha addolcito la giornata…..Come scriveva qualche tempo fa una rivista….”io vorrei, io
    Posso”…mangiarmi un gofri.

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  2. e’ una storia toccante e vera!!!!anche perché per realizzare questo progetto Massimo,l’ha gia’ fatto privatamente,deve ringraziare gli anziani genitori di sua moglie che l’hanno aiutato con i loro risparmi di una vita fattta di sacrifici.In bocca al lupo Massimo.

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    1. E’ vero. Toccante, intima, privata e allo stesso tempo contiene una dimensione pubblica come tutte le belle storie connotate di sacrifici. Posizionarsi al freddo e sperare che in tempi di crisi la gente abbia voglia e possa, prima di tutto, gratificarsi con un dolce e’ davvero grandioso e un rischio che pochi potrebbero permettersi. Ma e’ la grandezza di chi sta al passo di Massimo che e’ grande insieme al lavoro che imprime, imprimono, per il presente e il futuro della figlia. Coraggio Massimo. Bravo.

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  3. Una bella storia di nuovi lavori, nuovi sapori ma di antichi saperi. Reinventarsi una professione con vecchi modi di guadagnarsi da vivere, cinematograficamente interessanti, aggiornati con nuovo coraggio e tenacia. L’ombrellone “griffato” mi suggerisce l’idea, probabilmente già presa in considerazione da Massimo, delle sponsorizzazioni, a partire proprio dal suo noto ingrediente. Bravo Massimo ma anche bravo Romano ottimo “investigastorie” e relatore sopraffino.

    Giuseppe Brizzi

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    1. Grazie, questo commento mi fa davvero piacere. Per tanti motivi. E vorrei ripetrli, ne colgo l’occasione. La giornata lavorativa e’ lunga e racconta poco di me e dgli studi. Mi giro, e vedo una moltitudine senza lavoro, soprattutto nella fascia di eta’ fra i 16 -25 anni e allora stringo i denti, talvolta mastico amaro, per non poter indossare i panni piu consoni. Poi, lo studio, che sembra non terminare mai ma e’ lo sbocco per mantenersi vivi, freschi, aggiornati, giovani fra i giovani, sensibili, empatici e vedere persone e raccontarle nelle loro storie, anche di riscatto, di protesta e di proposte. Si fanno i conti con il tempo risicato, che non basta mai, lo sottrai a quanto e’ possibile, lotti, fino allo stremo. Senza fine. Non sempre facile perche’ poi devi fare i conti con la stima, l’autostima, chi la toglie, anzi, chi contribuisce a …smussarala ed e’ tutto da rifare, costruire. Lavoro, lotto, ascolto e rispondo (quanti oggi ascoltano?) E soprattutto credo che un mondo diverso e’ davvero possibile. Lo sogno e ci credo e nel mio piccolo faccio quel che mi e’ possibile per fare luce a quanti provano a cambiarlo. Grazie, di cuore. Buon anno, dal cuore.

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  4. l’articolo mi piace parecchio e secondo me meriterebbe una pagina sul giornale come avviene per altro. Complimenti
    meriti la firma sul giornale

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  5. trovarlo non sara’ facile , gira per la citta’ alla ricerca di nuove attrrazioni per poter lavorare e fare conoscere il “suo gofri” e una bevanda calda per coloro che si vogliano scaldare con un brule’———-

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  6. L’articolo ho suscitato in me un sentimento di tenerezza, bella storia!
    Voglio fare a Massimo un sincero augurio perché sei riuscito a realizzare quello che volevi. Il tuo nuovo lavoro è la dimostrazione che l’ impegno permette di raggiungere qualsiasi risultato. La tua è un’ impresa difficile e faticosa; il freddo, l’indifferenza, le difficoltà non devono abbattere il tuo coraggio ma vedrai che la tua tenacia ti premierà e ti farà realizzare il tuo sogno…
    Le mie più sentite congratulazione.

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  7. Massimo oggi potete trovarlo al Parco Ruffini. Domani, festa dell’ Epifania al Massaua. Quindi per tutti coloro che andranno al cinema Massaua e chi sara’ da quelle parti, lasciate spazio nelle vostre pance pef accogliere i gofri di Massimo.

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