Puntine di “classe”

20141124_180011Probabilmente uno degli ultimi posti in cui “resiste” la bacheca, nella sua versione piu’ classica, e’ la scuola. Quante difficolta’ nel reperire poi le famose “puntine” da bacheca scambiate spesso, ora dai ragazzi, ora dai bidelli,  per altre puntine, quelle per pinzatrici,  utili per “cucire” piu’ fogli. Quante volta davanti alla bidelleria si palesa un ragazzo a chiedere delle puntine senza aver compreso bene se quelle per bacheca o quelle per la pinzatrice. Innescando cosi un via vai comico piuttosto  prolungato. Bacheche. Puntine tolte da una parte e aggiunte in un’altra, fogli penzolanti e fogli della bacheca sindacale rafforzata.  Oggi, spesso, l’immagine e’ abbinata alla rappresentazione di un “wall” di social network, facebook: uno sfogatoio personale, un viva o un abbasso, un link, di una canzone o di un libro. Come in questo caso, “Un gatto nel cuore di Torino“.Gatto nel core di Torino. Foto, Romano Borrelli

Ma le “puntine” di classe, fortunatamente,resistono, soprattutto in altri ambiti, soprattutto quando rendono noto un qualcosa di importante, uno scritto, una circolare, un appuntamento. “Una puntina“di un qualcosa, un sovrappiu’. Anche Laura Morante, (tanto per restare sulla “piazza”, ovvio, la nostra torinese, in “tempo”di e per TFF) in una scena di un film, ricorreva all’immagine di una puntina di un qualcosa, capace di esaltare il prodotto (era la pasta al forno Esaltata da una spezia?). Altere volte, le puntine, sono di invidia o di ironia. In questo caso, quello di Juri, una puntina di “classe” (Da sempre la stessa, con coerenza. Una delle classi che ci puo’ permettere di ripetere). L’altra puntina o (puntine), la aggiunge il suo nome, la sua storia.

Torino da qualche giorno e’ un concentrato di profumi, di “pizze” restaurate, di CioccolaTo’, di “pane e di stelle”, ma una puntina di profumo, di odore di stampa fresca, di cultura non fa altro che renderla ancora piu’ attraente, la nostra citta’. Dalla macchina di Juri un profumo di stampa fresca e di cultura si spande velocemente nel cuore di Torino. Un gatto, dall’altra parte, osserva i movimenti.

Oggi, con “puntine di classe” vorrei segnalare un libro, scritto da un amico, che di Torino ne conosce abbastanza. Non solo una “puntina”. Abbiamo preso un caffe’, davanti al Comune di Torino (avrebbe potuto essere anche casa sua) presso la Casa del caffe’. Entrambi abbiamo visto  passare dalle vetrine del bar “puntine” di ricordi e le nostre puntine di ricordi personali: i suoi, affidati ad un gatto, nel cuore di Torino, i miei, al cuore, questo organo striato che pulsa di storia, di molti, quella di L. e  M. Come di tanti altri. Salutato Juri, mi addentro in altra storia, e data l’ora tarda, mi affretto nella ricerca di 90 lire, il costo di una corsa notturna. Mi serviranno per l’emissione del biglietto sul 50….Torino, di notte e’ davvero bella.emettitrice atm Anche sperimentando la “solitarieta” del viaggio (si, si, solitarieta”, qualche riga prima, scrivendo di classe, avrei detto, solidarieta’, di classe o semplicemente, solidarieta’. Ma da un po’, viaggio da solo, se per necessita’, piacere, destino, chissa’, ma non e’ uno stato d’animo, semplicemente il, fatto che nella pancia di questo bus, voglio inserirci una storia nelle storie). Anche questa, come quella del gatto, è una storia “vera”. E allora, il cuore, presente, la storia, (soprattutto) non rimane a quest’ora,(insieme a dieci lire di resto)  di scovare una panchina…ovviamente, nel cuore di Torino. Per una buona lettura e una buona scrittura.Torino, Piazza Vittorio, novembre 2014. Panchina. Foto, Romano BorrelliIn “solitarieta”.

Sono qui per scrivere in questa bacheca il lavoro di Juri Bossuto: ” una storia vera”, Editrice Il Punto. Piemonte in Bancarella. Auguri, Juri.

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3 pensieri su “Puntine di “classe””

  1. “Quando L. Invito’ la prima volta M. A pranzo, approfittando dell’assenza dei suoi, scovando la classica scusa dell’esame da sostenere nei giorni successivi pur di non andare con loro, la casa era pregna di profumi. L.si era “sbizzarrita” come una novella Suor Germana: la cucina era un tripudio di pentole e fornelli accesi, per non parlare poi delle robe buone appena cucinate che di li a poco avrebbero consumato con dolcezza, come l’ amore. Perche’ diciamocelo chiaramente, d’amore si parla, si racconta ma lo si fa anche. Quando L. Apri la bocca del forno,il profumo che ne usci,con tutta la sua forza dirompente come talvolta solo la forza dirompente dell’amore riesce a fare……..”

    ( continuero’ poi, ora voglio solo dire che non appena Juri ha aperto la sua macchina il profumo di cultura e di stampa che si e’ propagato per la nostea citta’ e’ stato davvero forte…)

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  2. Romano, ho raccontato una storia che ha per protagonista un gatto. Un felino che cambia i rapporti umani in un condominio mentre la città intorno cambia, infilando una veste nuova ma non sua……. Un racconto che narra anche della nostra città…….

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  3. ciao Romano, dai tuoi articoli traspare un amore per la nostra Città grandissimo. E’ un sentimento che appartiene anche a me, ed ho provato ad evidenziarlo sul libro. La mia sottolineatura ai cambiamenti di Torino, non sempre conosciuti da tutti e non sempre in positivo, non è solamente un richiamo al passato ma anzi una speranza per il futuro. Se un piccolo gatto rivoluziona i rapporti in un condominio, tutti insieme riusciremo pur a condurre Torino fuori dal limbo a cui attualmente sembra avviarsi…..io dico di si….. Un abbraccio

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