Sabato pomeriggio. A Torino

Torino 27 settembre 2014. Foto, Romano Borrelli.

Sabato pomeriggio. Non è solo il titolo di una canzone. Benvenuti a Torino. E’ un sabato pomeriggio quasi estivo, a Torino. A tratti sembrava di essere al mare. Fuori i maglioncini e le giacchette che ci hanno accompagnato in settimana. Dentro le T shirt. Meglio, addosso, le t-shirt.Aria calda, estiva, una carezza a tratti indifferente e un “bacio”caldo di un sole di un autunno piuttosto lungo, o di una estate mai cominciata, o terminata troppo presto.

Sotto i portici di via Roma, un “fiume” umano percorreva, anzi, circumnavigava le sue due  vasche, il Po, la Dora.un’onda lunga di “liquidita’” umana, “un mondo liquido” fluidificato ulteriormente dall’ascolto, o lettura, di Bauman. Ad ogni modo, pulsazioni.Torino 27 settembre 2014. I portici di via Roma. Foto, Romano BorrelliPortici in attesa di (quanta angoscia si cela nell’attesa, ma quanto stravolgente si dipana dopo l’inverarsi: caos, prima della forma) di essere sfogliati. Di essere letti. Portici di carta. Letti di carta, letti di notte. Oggi, tra le due piazze, Castello e San Carlo, un fiume continuo.Torino 27 settembre 2014. Piazza San Carlo. Foto, Romano Borrelli. Non sono mancate e non mancano le sorprese, giro per la città. Oggi e domani. Capita perfino di incontrare Zorro sotto i portici, nei pressi di piazza Castello. Sigaretta in bocca, maschera calata sul viso, valigetta gialla.  Alla ricerca di una cabina telefonica, probabilmente per segnalare lo smarrimento del suo cavallo.Il fischio non e’ piu’ sufficiente. Ci vuole ben altro, nella societa’ liquida. Zorro alla ricerca di una cabina telefonica, privo di cellulare. Dimenticato dal suo cavallo si dimentica della coda per un Apple e si rifugia sotto la cupola di una cabina.Una delle poche in circolazione.  Ma a ben girare e a ben guardare, non è l’unico ad aver smarrito qualcosa. O qualcuno. Talvolta si perdono, si smarriscono, persone,  parole, e anche queste, non formano solo il titolo di una canzone. Al Circolo dei lettori, in ogni modo, si prova a rintracciarle. Le parole. Leggendo. Leggendole, le storie, altrui. Con gli occhi fissi, sulla carta, con gli occhi interiori. Gomitoli di storie contenenti verita’. Storie e storture della vita che la rendono ancora piu’ bella da amare. Storie, romanzi. Storie vere. La parola è importante. Talvolta non la si trova, al momento giusto. Si fa fatica, a trovarla, ritrovarla.  Altre volte, invece, prima dei pasti, è sempre buona. A prescindere. Torino 27 settembre 2014. In centro. Foto, Romano BorrelliCome da prescrizione. Medica. “Parola  smarrita”. Per fortuna è un ristorante. Ottimale ritrovarla. E qualcuno le parole non le perde. Anzi, le trova al momento giusto, facendosi coraggio nel chiedere ad una ragazza un giro “di ballo” al suono improvvisato di una orchestrina torinese. Di piazza.Torino 27 settembre 2014. Orchestrina in piazza. Foto, Romano BorrelliTorino, 27 settembre 2014. In centro, un ballo in piazza. Foto, Romano BorrelliTorino 27 settembre 2014. In centro. Foto, Romano Borrelli (2)Zorro al telefono. Piazza Castello. Torino, 27 settembre 2014. Foto, Romano Borrelli Gli appuntamenti, inoltre, sono stabiliti da un cartellone di incontri, appuntamenti, già noti da giorni. Lunghe code nei luoghi di “Torino e spiritualità”.Torino 27 settembre 2014. Il Circolo dei Lettori. Foto, Romano Borrelli Librerie piene, in concomitanza con l’inizio delle scuole. In questo caso, è un appuntamento che fa scuola.Torino, 27 settembre 2014. Davanti una libreria. Foto, Romano Borrelli

Sabato pomeriggio. Un sabato torinese. Dal cuore intelligente.

Il pomeriggio cede il passo alla sera e questa, a breve, alla notte. Bianca.  In alcuni punti, di luce. Di preghiera e unione collettiva. E spirituale.

A conclusione della serata, un pensiero ad altro sabato, quello del villaggio, del grande Giacomo Leopardi. In una giornata dove la poesia e’ una costante, immediato il ricordo a Recanati, a quel palazzo, la sua biblioteca e la poesia che accompagnava altra serata di “luna piena”.

5 pensieri su “Sabato pomeriggio. A Torino”

  1. in questo sabato torinese non dimentichiamo la marcia de “I poeti per il cambiamento”: STREET POETRY PARADE & MURAZZI POETRY SLAM – iniziativa mondiale che ha interessato anche varie città italiane.
    Alle 17,30 i poeti,sono partiti da Piazza San Carlo e, leggendo poesie e distribuendole ai passanti in alcune tappe del percorso, sono arrivati ai Murazzi dove si sta svolgendo in questo momento la gara di SLAM poetico animata in particolare da Max Ponte. EVVIVA LA POESIA CHE CI PERMETTE DI VEDERE IL MONDO CON OCCHI NUOVI!

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  2. Eh si ,il sabato pomeriggio Torino e proprio bella! A dirla tutta solo tu pero puoi trovare zorro che parla al telefono nelle ormai dimentivate cabine telefoniche! Ahah grandee!Di solito il sabato pomeriggio ,in piazza vittorio, ci sono dei simpatici vecchietti che suonano e ballano , e trattengono la folla che acclama! Facci un salto,unp di questi sabati ormai piovosi(addio estatee ) ! Complimenti per l articolo ,ma soprattutto per il blog !

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  3. Se si guardano le foto si puo capire che ormai il vero bisogno primario e comprarsi il nuovo iphone e non i libri di scuola ! Ma vabbe il mondo va al contrario!Meno male che l’old school usa ancora le cabine telefoniche ,grande Zorrooo ahahahh meglio una telefonata che un fischio ahah ! Come.sempre bell articolo!! Magari tra un po’ inizierai a scrivere su qualche giornale 😉 ti vedrei bene ! Number one

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  4. Gli articolo sul blog rimangono, ma a scuola manca una figura di riferimento!! Manca il “Romano” di turno 😦
    dovevi restare tra noi, con noi…pero’ ho capito leggendo il blogche il bello delle esperienze e’ che terminano perche’ cosi si da luogo ad esperienze nuove e migliori.

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  5. Bella torino…
    Di pomeriggio si fanno incontri strani(zorro) , anche se io avrei preferito un personaggio piu “Piccolo” ,di importanza! Tra poco dovrai fare: “il sabato a torino si passa a casa” visto che il tempo sta peggiorando ! L’autunno e arrivato ! “tra poco arriverá anche l inverno e quindi il freddo,che ci screpolerá le mani !!
    ho appena letto il tuo post, la neve che si scioglie tra le mani, e brucia le mani….e’ un paragone che spesso a scuola facevi, con la sabbia. Talvolta infatti stringiamo nel pugno sabbia, granelli, a miliardi, che lentamente si dissolvono e non resta piu nulla.le mani che sembravano piene si svuotano, lentamente, e cosi ci si sente, spesso, quando capita qualcosa nella nostra vita. Un treno che chiude le sue porte, ormai in corsa e tu non puoi piu tornare indietro, scendere, proprio mentre avresti voluto uno sguardo addosso, fino all’ ultimo, fino a che il treni che ti porta via non diventi un puntino e quel puntino, una volta scomparso, restasse negli occhi e nel cuore….spesso invece, nulla di cio’, una porta girevole, una si chiude eduna si apre, velocemente, mentre tu sei ancora su quel treno… Oggi e’ stata una bella giornata….guarda quanto entusisamo c’era a scuola..un saluto e spero davvero che non si stia per chiudere l’esperienza blog…..

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