Salento: tanto di cappello. Estate 2014

Estate 2014.Torre Lapillo. Foto, Romano Borrelli Foto, Romano Borrelli (3)LaSalento, tanto di cappello. Porto Cesareo, Torre Lapillo (Lecce). Estate 2014. Foto, Romano Borrelli. terra è rossa. Salento. Estate 2014.  Terra rossa. Foto, Romano Borrelli.Era da parecchio che non vedevo questo colore, dalle parti del mare. Le piante di oliveFoto, Romano Borrelli (2), con i “recinti” di pietra, composti da mano d’uomo, lungo il corso degli anni, impastati di calce e sudore, con l’ acqua che spesso mancava e che era davvero oro blu. Recinti che sono confini, tra uno e l’altro, nel rispetto della natura, dell’uomo, le vigne, i frutteti passano velocemente, fuori dal finestrino,  ma sono rincorsi da altri e altri ancora. Il passaggio veloce, del tempo e di questa terra. Terre sterminate. Nel chiuso del treno il profumo del caffè arriva ugualmente, così come quello di pane fatto in casa, pasticciotti Porto Cesareo. Il pasticciotto. Foto, Romano Borrellie pasta fatta in casa, i pizzarieddi e le orecchiette, ricotta e formaggi freschi di masseria. Formaggi in una masseria salentina. Foto, Romano Borrelli E poi, la ricotta calda e la “ciuncata”, (formaggio fresco) venduto di tanto in tanto sulla spiaggia, come fosse un gelato.Ricotta e ciuncata salentina di masseria. Foto, Romano Borrelli Sui terrazzi qualcuno prende il sole, in paesi che mai ne dimentichi il nome.  E il sapore. Cose di mare. A sinistra il primo cavalcavia. La sud-est è sotto. Lo stabilimento del caffè Quarta. Il treno rallenta la sua corsa. Si intavede gia’ la pubblicita’ del Quotidiano di Lecce. Il treno quasi rallenta la sua corsa. La freccia, scagliata da Torino ha fatto il suo percorso. E’ stanco. Come il suo contenuto. Treno che ha visto e ci ha donato la possibilità di vedere grandi bellezze, da lontano e da vicino, con gli occhi giusti o con gli occhiali giusti. A patto che si osservi il tutto con il desiderio di essere curiosi e meravigliati.  Ritrovare attraverso quei rami di alberi secolari illuminati da raggi di luce forte la meraviglia e l’incanto. E attraverso quei rami pensare alla grandezza del futuro che abbiamo nelle nostre mani. Rami di alberi secolari. L’occhio cade sulla copertina del libro, anzi, taccuino, di Simone Weil, scritto da Guia Risari: due grandi alberi i cui rami compongono il viso, gli occhi, gli occhiali di Simone. Viso di donna. Rami che si intrecciano e compongono. Pensavo di aver perso la mappa pero’ tutto qui dice  che la possediamo ancora. Da qualche parte, l’abbiamo registrata, conservata. Chi in tasca, chi nel cuore.  A volte si sbaglia strada, ma non importa.  Tra poco questo treno lo metteremo in garage, almeno fino a domani. Il motore è caldo. Fa ingresso nel binario uno. La folla dei parenti, amici, conoscenti è una marea sterminata. Onde lunghe, corte, intermittenti. Sottopasso, piazza e poi ci si disperde. La provincia è lunga, come le cose da raccontare, come l’anno che abbiamo alle spalle. Un mare a ridosso del mare, quello Jonio. La targa azzurra blu notte indica il nome della città: Lecce. Il treno è fermo. Le porte si aprono. Le braccia si aprono, accolgono, abbracciano. Le labbra baciano….Piu’ mondi convergono verso lo stesso centro. .Il treno è stato messo in garage. Un attimo e provo a pensarlo nel momento in cui sarà come un sacchetto, pasticciotto al seguito, pupille gustative in festa e lacrime dolci-amare che lo innaffiano fino alla sua destinazione finale, o, a metà strada, quando sovente chiama. Spesso, da spettatori quali siamo, vediamo nei nostri viaggi di ritorno, scendere gente, nelle stazioni intermedie, a lasciare qualcosa, una condivisione di chi non ha conosciuto questa terra, in due minuti, prima che il fischio del treno obblighi a risalire, un abbraccio, un gesto, un lascito d’amore che va oltre ogni retropensiero. In quell’abbraccio, in quel pasticciotto, in quella crema, esiste una condivisione dei giorni. Un po’ di dolcezza da condividere. Come fosse miele. Ma oggi è il l’inizio e non il ritorno. Per il ritorno ci sarà modo e tempo. Oggi qualcuno sostiene che la festa del pasticciotto è a Surano, dove si celebra la settima edizione della Festa del pasticciotto, il dolce tipico salentino, composto da pasta frolla e ripieno di crema pasticciera. Solo due parole, dato che rimbalza spesso su questo blog. L’origine del pasticciotto è del 1745, presso la bottega Ascalone, a Galatina, dove, in occasione della festa di San Pietro e Paolo venne cotto il dolce, denominato, inizialmente un vero “pasticcio”….il mare è servito. E in Salento, tanto di cappello. Potrbbe essere una buona pubblicita’. E allora, speriamo piaccia.Lo dice anche la ragazza  in ammollo.Estate 2014. Torre Lapillo-Porto Cesareo, Lecce. Foto, Romano BorrelliEstate 2014. Torre Lapillo, Porto Cesareo. Lecce. Foto, Romano BorrelliIl  Estate 2014. Torre Lapillo. Foto, Romano BorrelliFoto, Romano Borrelli. Salento...

3 pensieri riguardo “Salento: tanto di cappello. Estate 2014”

  1. Una grossa nuvola copriva la torre e buona parte del mare, in quella zona era scuro, ma il resto presentava dei colori incredibilmente belli….ampi spazi di cielo azzurro sconfinati e non capivi se efa mare o cielo……..in questo momento la terra rossa entra in contatto con gocce d’acqua: la pioggia sta bussando anche su questo cielo e si presenta con un profumo buonissimo, di pini, mare…

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  2. Penso che riesci a descrivere cosi bene le cose che sembra di esserci stati! Complimenti,continua cosi e grazie per le informazioni sulle candidate alla cultura nel 2019, che altrimenti non avremmo saputo. La sfida, a quanto leggiamo dal tuo blog e’ davvero ardua. Sono due citta’ entrambe con tante possibilita’ di riuscita e a quanto abbiamo capito le elogi entrambe ma non prendi posizione perche’ le vorresti entrambe cvincenti. Vero? Certo non e’ da tutti in vacanza stare in vacanza per rendere un servizio agli studenti cosi utile e interessante. Mi domando come mai non prendano spunto i giornali da questo tuo porre in confronto. Noi della scuola siamo molto contenti e continuiamo a seguire il tuo viaggio. Grazie ! Ciaoo Romanooo

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  3. Grandee w il sud!w il salento grandee lecce. Grande Romano per come ci presenti la storia dell’arte in particolar modo quella cristiana. Si vede che sei fresco di storia dell’arte. Ora abbiamo, capito il senso di “e tre” e certo non deve essere stato semplice…continua che ti vogliamo come prof dell’ arte.

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