A Ravenna. Sant’Apollinnare in Classe

 

Classe, Ravenna. Mercoledi 23 luglio 2014. Foto, Romano BorrelliSant’Apollinare. Festa del patrono di Ravenna. Dal 17 al 24 luglio, tanti eventi nella cittadina.

Ravenna davvero merita. Di andarci, ritornarci e…restarci quanto possibile.

Appena fuori dalla stazione di RavennaRavenna, stazione. Foto, Romano Borrelli si puo’ prendere il bus numero 4 Biglietto Ravenna. Foto, Romano Borrelli(ricordando di munirsi del biglietto (attraversando e andando  dalla parte opposta) che nel giro di pochi minuti porta a destinazione, direzione  Classe, dove si trova la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, fondata dal vescovo Massimiano nell’area portuale di Classe negli anni in cui venne ultimata San Vitale.  Posto alcune fotografie di questa ulteriore grande bellezza per poi commentare (ancora una volta, le scuse al lettore per il commento). Un grazie inoltre per la gentilezza e informazioni ricevute dalle guide. Un ritorno inoltre a San Vitale e Sant’Apollinare Nuovo.

Sant’Apollinare in Classe la si puo’ raggiungere o con il treno (dista pochi minuti da Ravenna ed è la prima stazione andando verso Rimini) o come accennato con  il bus, il 4, che dopo aver percorso la città, entro una decina di minuti  conduce a destinazione.  (Se si volesse optare per il treno, ricordarsi di prendere il treno direzione Rimini, prima fermata). Nessuna preoccupazione  se la basilica  è situata poco fuori Ravenna e solo apparentemente isolata: è un posto ben attrezzato per l’accoglienza, con bar, ristoranti, negozi. Già un paio di minuti prima prima dell’arrivo in bus la si puo’ osservare con il suo campanile (un po’ “sghembo).  In treno invece, la si vede appena. Qualche passo in più da fare se si utilizza questo mezzo. E’ dedicata al fondatore della Diocesi e contemporanea a San Vitale, anche se, costruita con una concezione diversa da quella.  Esternamente, dalla parte opposta della Basilica un grande prato e, prima di accedere una  statua dell’Imperatore Augusto su piedistallo di bronzo col braccio alzato, collocato ai margini della strada. La Basilica nella costruzione è particolare per l’utilizzo dei mattoni, di forma allungata, che donano l’idea di essere appena “usciti” dal forno. E poi, da notare la lunghezza della Basilica, cinquanta metri e la larghezza, una trentina. Osservare le finestre, ad arco, le colonne in marmo che trascinano lo sguardo del visitatore verso l’abside,  i loro basamenti rettangolari, i pulvini. La Basilica è una sala rettangolare, piuttosto alta con navate laterali e soffitto a capriate. E il trionfo dei mosaici.  La cornice dell’arco trionfale è zeppa di motivi, con tante nuvole. Al centro troviamo Cristo che benedice e ammaestra e accanto gli evangelisti sotto forma di simboli: l’aquila, l’uomo, il leone, il toro, tutti alati. Appena sotto dodici pecore escono da due citta, che sono Gerusalemme e Betlemme.

Al centro del catino absidale troneggia il segno tipico di questo periodo: la croce gemmata (da ricordare che è presente anche a San Vitale). Croce gemmata come Gloria delle glorie, da strumento di morte a strumento di vita. E’ collocata sopra l’altare maggiore, una enorme immagine pensata in rapporto alla comunità che si raduna davanti all’altare, facendo interagire i tre elementi fondamentali: l’immagine, il rito liturgico e la comunità credente. Apollinare e le pecore che “abitano” i pascoli del cielo.

L’abside è inoltre suddiviso in due parti. Nel semicerchio inferiore troviamo i successori di Sant’Apollinare, nel vescovado ravennate. (in numero di quattro). Nella parte superiore si nota un cielo percorso da nuvole e le figure di Mosè ed Elia con un grande “disco” di stelle, una specie di aureola e una grandissima croce gemmata con al centro l’effige di Cristo. Tre pecorelle che sono identificate con gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Al di sopra, una mano: la mano di Dio. Una mano che sembra forte e ben disegnata. Il tutto in una visione della “trasfigurazione” del Tabor.

Sopra, la Croce che rappresenta Cristo, troviamo la mano del Padre e a sinistra e a destra due mezze figure identificate con le scritte di Moyses e Helias

Sotto, un prato con fiori, alberi e rocce. Una pecora da una parte e due dall’altra come accennato. Tutte e tre che guardano verso la grande Croce.  Altre dodici che camminano come fossero in fila indiana, in direzione verso Sant’Apollinare (nella figura del prete-pastore, martire, partono della città e di questa bellissima basilica), “parato” per la liturgia eucaristica con mani in posizione “orante”. La raffigurazione del Vescovo che celebra e appena sotto l’altare usato per la celebrazione: elementi che si stratificano e che fanno “parlare” i tre elementi accennati sopra.

I due pilastri dell’abside raffigurano ancora in ordine, sotto le pecore che escono dalla città, una palma, l’Arcangelo Michele e l’ Evangelista Matteo. Dalla parte opposta, sotto le pecore che escono dalla città, una palma, l’Arcangelo Gabriele e un Evangelista. Da notare che l’Arcangelo san Michele (idem per la parte opposta con Gabriele) non ha né spada né lancia ma un’insegna, al pari dei militari romani, un labaro, insegna militare romana su cui si legge  per tre volte in greco la parola Santo.

Le palme rappresentano il Paradiso.

 

Sant'Apollinare in Classe. Foto, Romano Borrelli. 23 luglio 2014Sant'Apollinare in Classe. Mercoledi 23 luglio 2014. Foto, Romano BorrelliSant'Apollinare in Classe. Mercoledi 23 luglio. Foto, Romano BorrelliClasse. Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano BorrelliSant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (4)Sant'Apollinare in Classe. Gli evangelisti, verso il Cristo e la mano del Padre. Foto, Romano Borrelli

Sant'Apollinare in Classe. Mercoledi 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (3)Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (2)Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto di Romano BorrelliSant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (5)Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (3)Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano Borrelli (6)Sant'Apollinare in Classe. Sarcofagi. foto, Romano Borrelli

Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. Foto, Romano BorrelliSant'Apollinare in Classe. Foto, Romano Borrelli. 23 luglio 2014 (2)Sant'Apollinare in Classe. 23 luglio 2014. I particolari mattoni allungati. foto, Romano BorrelliSant'Apollinare in Classe. Targa Basilica. Foto, Romano Borrelli

5 pensieri su “A Ravenna. Sant’Apollinnare in Classe”

    1. Grazie. E’ stato davvero istruttivo. Una meraviglia. Davvero. Aver rifatto la stessa visita istruttiva nel giro di pochissime ore è segno che davvero merita il tutto. Finalmente, la meraviglia. Finalmente un po’ di movimento. Ora magari mostra le foto alla classe con le brevi descrizioni che ne ho lasciate.

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