La sedia della maturità. Ora, una buona sedia a tutt*

La sedia della...maturità. Torino. Foto, Romano BorrelliLa sedia della maturità. Si è conclusa oggi la “seduta” di una classe impegnata nella maturità.  E con essa, il lavoro della commissione. Nel migliore dei modi. Con un ritorno al “fanciullino”, quando i nostri libri non erano quelli pesantissimi riposti nello zaino, in questi cinque anni, per farci compagnia per cinque ore al giorno, (senza contare quella in casa), ma erano, libri,  in quel periodo spensierato, i  fumetti di topolino. Ultime tesine adagiate sui banchi della scuola. Tesine che sanno di rivincita sul tempo mai sufficiente adiscettare su argomenti che piacciono, pensati e fantasticati. Una delle ultime riguarda Topolino. E la tesina della candidata, veramente ben fatta,  verteva proprio sul personaggio cosi adorato non sol o dai piu’ piccoli, ma anchedagli adulti, quando la testa soffocata dai pensieri e dagli impegni trova una utilissima valvola di sfogo sfogliando le pagine coloratissime di quel fumetto. Tesina che parlava di suoni, il sonoro, inseriti dalla maturanda in quel filmato, per arrivare a spiegare anche storicamente, gli anni ruggenti negli Stati Uniti. Una lunga chiacchierata sul biennio rosso, l’avvento del fascismo, il ’43 e il ’45…e tanto romanticismo e sentimento. Di tutta questa maturità quel che restera’ nella storia saranno la tensione, le  lacrime, la gioia. Di una madre che accompagnava la figlia all’esame. E quella scena, non era un fumetto. Ma storia di vita reale. Tensione sciolta in un abbraccio mamma-figlia senza fine. Una scena regina della maturita’ e forse e’ giusto chiudere il racconto con quella luce. Raccontarne ancora sarebbe dichiarare scacco al re e sbiadire una bella prova di maturita’. Un ricordo, il rimando ad una campanella, il Presidente che “in nome del popolo italiano proclama dottore in…” e vedere un’altra madre impietrita, immobilizzata, felice per un ciclo che sembrava chiuso, per un progetto faticoso e per quella parolina che si affianchera’ per sempre al nome di battesimo. Una aggiunta  che nulla toglie e nulla aggiunge, a dire il vero, ma cosi importante per una mamma. Una giornata di luglio di anni fa, un viaggio alle spalle. Una madre, quella di oggi, che richiama alla memoria un’altra madre:la mia. Rovistare nella soffitta e lasciare che si aprano quei bauli che contengono ricordi. Pagine di vita e di storia. Non tutti i bauli lasciati in soffitta sia o pronti a riaprirli o lasciarceli rovistare per vedere cosa abbiamo depositato, volontariamente o meno,  ma quello, resta un bel ricordo  che si lascia rovistare, pettinare, coccolare. Non tutte le esperienze le sigilliamo. Aproposito, il sigillo, come conclusione della seduta. Vedere poi la luce della candela e il sigillo al pacco in tutti quei verbali è stato come vedere luce nella luce.  “Non  era un film, o una vita da film, ma  in realtà esiste un film dentro ogni storia”. In ogni persona che si incontra per caso. Come quel ragazzo che appena uscito dall’ aula si slaccia la cravatta e posa la giacca sulle spalle, insieme ai cinque anni. Come quella ragazza dalla frangetta nera, capelli lunghi e una speranza nel cuore. Un cento in tasca e un’ immatricolazione a medicina, per far felici i genitori quando suonera’ la campanella e la voce di un Presidente la proclamera’ dottoressa. Un sogno. Non il suo, forse. Ora, domani, una buona sedia a tutte, tutti. Una festa o piu’ feste per una cifra. Poi, il giusto e meritato riposo del maturo 2013-2014.

6 pensieri su “La sedia della maturità. Ora, una buona sedia a tutt*”

  1. La sedia è tornata al proprio posto. Nel corridoio non ci sono più quelle sedi e quei tavoli che avevano il gusto di una sala d’attesa, che in fondo, lo era, con infermieri e medici e facilitatori attenti ad ascoltare per l’ennesima volta la tesina. Le aule “ricomposte” e pronte per il loro uso quotidiano, da settembre, ovviamente. Sono rimasti i ricordi e di tanto in tano, risuona da qualche parte, forse nella valigia della memoria, qualche canzone dei Beatles, i piedi del commissario che battono il tempo, il professore che fa uscire tutti perché la commissione deve decidere il voto, e che dopo due minuti riesce per far finta che lui continua a controllare, ma in realtà esce per scherzare con chi ha appena terminato l’esame e allentare la tensione. Bravi educatori, davvero. Risuona così, in un corridoio vuoto, il ricordo. Nel frattempo si scopre che a Torino sono stati tanti i ragazzi che hanno ottenuto cento e anche cento e lode. Ottimi risultati ma non ragazzi secchioni. Anzi. A leggere attentamente i loro hobby si scopre che hanno davvero una vita piena e attiva. Bravi, complimenti a tutte e tutti. Intanto, di tanto in tanto, la memoria continua a riproporne qualcuno. Con musica di sottofondo. Dei Beatles, ovviamente. E per alleggerire la tensione, il primo “topolino”.

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  2. La cronaca ci restituisce la “bellezza” di 22 cento con lode, piu’ di Milano, parrebbe. Una cronaca di studentesse e studenti che non hanno fatto solo “voto” con i libri. Storie “piene” di impegni, volontariato, musica, sport. Aspirazioni e pensieri. Cittadini del mondo. In molti tenteranno di costruire la propria vita all’estero, magari per farvi ritorno, dopo aver maturato la giusta esperienza. Altri propensi a pensare so, o al “qui e ora”. Generazione Erasmus, o Telemaco. Certamente le condizioni in Italia, dopo che molte industrie han fatto le valige, sono diverse rispetto a qualche anno fa….facevano il volo e ora “le ali”sono anche piu’ piccole e ristrette. Si facevano incontri e magari qualcuno andava anche in bianco, e ora il “bianco”pare non essere piu’ un fatto italiano…potremmo continuare con questo detto e non detto ma auguriamo buone vacanze a chi ha lavorato tanto e una buona fortuna….una persona diceva “il temp fara’la sua parte”anche se ogni qual volta riecheggia questo ricordo ne sovviene un altro, di una lezione di fisica, cosa e’ il lavoro. “Forza per spstamento”, e quindi il tempo, se lo si sta a guardare, non fara’ davvero nessuna parte….ma e’ solo un modo di dire per prendere tempo e vivacchiare….

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  3. Son passato, ancora un volta. Ho salutato chi riparava e la sedia, ovviamente. Ciao scuola vicino al fiume, ciao sedia.sii sempre tenera, morbida e accogliente, non tradire mai, per nessun motivo. Ciao ciao, e, se vi e’ piaciuta questa commedia, applaudite.

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  4. Ho ancora nelle narici quell’odore di ceralacca che ha sigillato il pacco e ha decretato la finte della maturità per un Istituto. I pacchi che, terminato il tutto, vigilati dal Presidente della Commissione venivano consegnati nell’ufficio di Presidenza. Quella nebbiolina è rimasta ancora un po’, e, diciamoci la verità, tarda ad andare via………..Ma, con grande sorpresa ho scoperto oggi che domani verrà ripescata la sedia della maturità. Un ragazzo, che per impedimento fisico aveva dovuto rinviare la sua maturità, domani la sosterrà. La prima cosa che mi viene da pensare, che stia bene e si sia ristabilito. La seconda, spero che qualche compagno non lo faccia sentire solo e possa andare a fargli compagnia. Coraggio, ragazzo. Anche per te la matura è in dirittura d’arrivo. Poi, la sedia, davvero, verrà parcheggiata al suo posto.

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