Peppino Impastato

Nella mia Torino8-12 maggio 2014 oggi ho attraversato banchi che sembravano strade ma forse non lo erano e strade che dovrebbero essere disegnate sui banchi e non sono state. Banchi di studio, da studio, di mercato. Ho sperato che qualcuno mi chiedesse a proposito dell”antenato”di twitter, fb, i blog, ovvero la radio, una radio in particolare.  Ho sperato che da alcune di queste stupende case storiche provenisse il suono di una radio e mi rendesse in questo modo presente e vicina quella voce, valori,persona. Spesso la vita e’un ballo e ci si pizzica, sovente, in una competizione sfrenata, di individualismo esasperato, mentre la pizzica, e’ un ballo fino all’esasperazione, e questa si, che e’una cosa bella e divertente, anche quando non la si balla e la si guarda soltano, assaporando profumi e odori di Sud.

In un bar un calendario mi ricordava che era il 9 maggio.

La gente sui tram e nella metro mi ricordava che la fiera internazionale del libro era cominciata.

Una lettura attenta, con o senza occhiali. Una buona lettura, insomma. Di alcune pagine di storia. Da un balcone, lentamente, il suono di una radio. La speranza non ha mai fine.  Prima lentamente, poi, via via piu forte. Cerco di capirne la direzione.uno, due, dieci, cento passi.  Ne colgo finalmente il senso. Lo scetticismo lentamente svanisce. Forse sara’ come la fine di un film. Alzo gli occhi, per provare a capirne la direzione. Il cielo di Torino sembra di mare, solcato da qualche gabbiano. Si comincia a rammentare. Ciao Peppino Impastato.

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