Fabbrica delle parole con la “28” e…colori al…”27″ di una piazza

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Torino. Piazza Maria Ausiliatrice 27. Entrata scuola.

La bellezza della nostra città, Torino. Una Madonnina, lo stemma della nostra città, e sotto un locale di Kebab. Via Milano. Una corsia a senso unico. E così, davanti al Duomo, alcune ragazze gustano un Kebab e altri analizzano e riflettono i rapporti tra Antico e Nuovo Testamento. Sara, Agar e così via.  Settimana di passioni e di Passione. Qualcosa in “comune”. Compagni di classe. Condivisione del pane. (E il pane, e col pane, si fa mensa. Interessante anche una iniziativa politica, di chi davvero ora il pane lo cuoce anche). O di un kebab. Sotto la Mole. E sotto quella  stella azzurra che è la cornice di una Madonnina, posta lassù, in cima alla via da chissà chi. E chissà quando. Il Comune al centro, che media. E qui, siamo a due passi dal Comune. Un “crocevia” di tradizioni e futuro. Una bacheca sotto il porticato, dalla parte opposta del “Conte Verde”. Lettere esposte e lettere segrete. Memorie e memoria. D’oro, alla Resistenza.  Lettere che si  scrivono, si perdono e lettere che si trovano. Lettere che meritano risposta. Storie che si registrano e si memorizzano. E si foderano, con carta marmorizzata. Quinta, quarta, terza…Una ex insegnante di educazione artistica ed educazione tecnica racconta e si racconta. Volti che passano, veloci, come gli anni. Quando i kebab non c’erano e le classi non erano ancora miste…Il sistema Brocca, i laboratori e anni come giorni, che son volati via…Il racconto continua, la storia e le storie anche…I tasti continuano a battere e creare. Come la storia di Tamagnone Lucia, nata a Riva Presso Chieri nel 1945. Un pezzo di storia, che con l’dducazione e l’istruzione, la storia, ha contribuito a crearla. Una professoressa in pensione, che negli anni di attivita’ ha contribuito a colorare vite ed educare persone. Da queste parti si diceva spesso ‘onesti cittadini e buoni cristiani’. Una vita al servizio degli altri. Una suora, con un cognome che predice. Tamagnone, ‘in piemontese, Tamagnun’, un mezzo di trasporto robusto quanto basta, per” farsi carico” degli altri. Storia di laboratori e di oratori, anche questa volta. Per la par condicio, dopo Torre Giuseppe, un uomo che non sta mai fermo, una donna che non sta mai ferma. Una FMA, all’ ombra della cupola di Maria Ausiliatrice, a Torino. Una “Fabbrica di Allievi Migliori” . Sostiene qualcuno.  Al “27”, della Piazza Maria Ausiliatrice, si puo’ incontrare la fabbrica e la storia della carta marmorizzata, dell’arte della carta pesta, di porta chiavi, ciondoli, e creta in grande quantita’. Chissa’ quante ex allieve  ne conservano ricordi e il suo ricordo. Una storia che merita un…”passaggio”! Naturalmente, da “TAMAGNUN”.

 

Intanto, la fabbrica delle parole non chiude mai.

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Lavori con colori e carta di Suor Lucia Tamagnone.
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Immagine di una Madonnina e il simbolo della città di Torino in via Milano, nei pressi del Comune di Torino. Più in basso, l’insegna di un Kebab.

5 pensieri riguardo “Fabbrica delle parole con la “28” e…colori al…”27″ di una piazza”

  1. vero! non tutti sanno cogliere i messaggi durante il nostro cammino della vita! sarebbe bello approfondire l’insegnamento della professoressa scoprire magari i libri,quaderni degli alunni delle sue lezioni sicuramente interessanti..

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  2. Tamagnun…..mi ricorda il rimorchio agganciato al trattore quando,da bambina con le figlie dei vicini di casa,si andava a raccogliere il fieno……i grandi lavoravano e noi,bimbi, sul tamagnun si salta va e si balla va allo scopo di pressa re il fieno……era un divertimento!……mi è tanto simpatica la persona che tu descrivi in modo così speciale…..perchè,comunque è un persona speciale che ha avuto cura di tanti ragazzini,oggi adulti,intrattenendoli,educandoli e insegnando con un metodo piacevole,ludico,il metodo più bello del mondo….l’arte……l’arte è una materia completa,comprende il gioco,la cultura, l’amore….amore per la natura,per il costruire con le mani,lavoro manuale,ma creativo di grande rispetto,magari costruire “cose” reali con materiali semplici come carta,stoffa,e altro……divertendosi e amando questa materia e chi la propone, chi la insegna…….come era divertente per i bimbi contribuire ad un lavoro,anche se umile…..sono convinta che quei ragazzi ricorderanno sempre con tanto affetto e piacere questa suora, insegnante preferita………..quando ho iniziato a leggere il tuo articolo ,appena menzonato il cognome di Lucia,la mia mente è partita a quelle giornate estive……..poi ne hai parlato tu!…….mi fa pensare a quanto è importante un contenitore adatto a conservare e poi elargire……trasmettere ad altri….come uno scrigno che contiene un tesoro che più si distribuisce ad altri e più si alimenta…….questo è amore. Federica

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  3. Volevo solo dire che quella madonnina raffigurata è la madonna dell’arco che viene molto festeggiata nella provincia di Napoli in modo speciale a Sant’Anastasia dove c’è il suo santuario.Ciao Romano!

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