Incontri a Torino

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Davvero una Torino un po’ insolita e particolarmente bella, romantica e…”musicata”. In centro, in via Barbaroux, due Babbo Natale e due Befane, “risvegliatisi” dopo un buon brindisi, e abbondante,  a loro dire, provano a sondare come si è risvegliata la città dopo il Natale. Ovviamente loro immaginano sia il 26 dicembre. E mi sa che sono in buona compagnia. Entrambi i Babbo Natale, a dire il vero, un po’ asciutti. Di epa. Il sonno prolungato, dopo la sana e robusta bevuta, ne ha assottigliato le rispettive pance. Per le befane, nulla da dire. Simpatiche. Anzi, a loro il letargo ha concesso l’effetto “ringiovanimento”.  A parte tutto, complimenti, perché nella realtà sono uno studente di archeologia, uno di psicologia e due di architettura. Hanno la forza di sorridere e scherzare anche in periodi di crisi come questo. La nostra città ne ha davvero bisogno. Dopo la scuola, fortunatamente ci si imbatte in chi ha voglia di sorridere di gusto, anche quando il calendario ci dice che Natale è passato da qualche mese, il giornale La Stampa “ci riproviamo” è stato tolto dalla sommità dell’albero di Natale della stazione Porta Nuova e le letterine dei viaggiatori sono sotto la lente d’ingrandimento di due ricercatori, a Roma. Insieme a tanti buoni propositi. Pensare a tutti quei viaggiatori e quei viaggi…In fondo, un viaggio è “educazione sentimentale”.  E buon per loro quelle lettere sono state recapitate in tempo utile. E ancora, il nostro gruppo, non sa  che di Diego e Marilisa si sono perse le tracce e gli scritti. Che la rosa si è appassita con tutti i sui petali e ora riposa in qualche buon libro e così anche, probabilmente per un cuore,  quello di Diego, forse un pochino straziato, in attesa di un qualcosa di inatteso. Che continua a non arrivare. Ma non era “ben tornata”?  Ma si sa, i gesti di generosità si contano davvero sulle dita di una mano. Solo a scuola, in classe, se ne continua a parlare, di Diego e Marilisa,  sotto forma di “saggio breve” grazie alla pazienza e alla saggezza di un’insegnante di italiano.  Una storia di classe che ha fatto classe. Una storia riletta in classe e riproposta con classe a sottolinearne la grandezza del cuore e l’immortalità dell’anima. Un ritorno a Platone in mezzo a questo “campione” di “classe” (ancora!) torinese racchiuso in una cifra di circa 40 mila studenti torinese tra i 14 e i 18 anni. Sapere che ancora una classe ne parla, di amore e sentimenti, non puo’ che far del bene. Alla classe. Per i Babbo Natale e le Befane, in ogni caso, un grazie alla loro simpatia. Nel corso della via, il loro sorriso ed il loro entusiasmo ha coinvolto molti passanti.  In via Roma, il cantante già menzionato in questo blog, oggi era in “coppia” con un bravissimo “strumentista”. Difficilissimo comporre musica con due secchi di plastica. Difficile dare il tempo. Bravissimi anche loro. Per loro, un folto pubblico. Poi, un salto in libreria…dove piovono sempre consigli.

Se i babbo Natale e le Befane avessero voglia di scriverci nel qual caso si riconoscessero….

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