Bentornata primavera. Quasi

DSC00471DSC00470La sintesi di questi mesi. Ben tornati. Ben tornati fiori, bentornata aria di primavera. Sempre presenti e accoglienti, ogni mattina, prima dell’entrata, prima della campanella, prima dei ragazzi, prima di tutto.  “La geografia degli alberi” , prendo in prestito “questo titolo da una scrittrice, per evidenziare qualcosa in comune tra loro e noi. (Alice Corsi). Le radici in comune. tutto, con le loro radici. E ognuno ha la sua bellezza ed è portatore di una storia. Come gli uomini. Alberi. E con loro, persone, vite, storie. Dopo la pioggia, è tornato il sole. Domani ritorneranno anche i ragazzi, con i loro libri, quaderni, penne e i “problemi” di sempre. Forse più, forse meno. “Dove è il professore”, “Dove è l’orario”, “Non ho la giustifica”, “non ho studiato”,ho preso un brutto voto”, ” i miei non mi capiscono” e così via, a snocciolarne di vecchi e di nuovi. Poi, sorrisi, ciao, bella e tanta vita. Come sempre. In fondo, “so ragazzi“. Si ricomincia. Anche sui balconi della nostra città cominciano lentamente a “scoprirsi” le piante, dopo il lungo gelo. Lungo la via, un profumo particolare. Le persiane aperte. Aria che cambia. Finalmente. Anche in serata, la mezza luna, o un quarto di luna, aveva qualcosa di magico, di romantico. Eppure, la notte prima degli esami, era ieri. Una luna che aveva un qualcosa di fanciullesco.  Da Oscar. Forse il pensiero di una grande bellezza in onda, o “in onda passata”, in Salento. Una luna. Una sorta di culla. Pronta a cullarci. Sogni e vita. Tempo di lauree e fiori, vestiti e vestitini.  Volumi similpelle da posare sulla testa per una foto ricordo. Ancora scalini da salire e scendere. In fondo, era solo la triennale. Si ricomincia anche da qui. La specialistica è ancora lontana.  Benvenuta primavera. Bentornata. L’estate si avvicina. Si ricomincia sempre da te, primavera. O quasi, primavera.

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Palla al…centro

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Si vociferava che, da queste parti, tantissimi anni fa,  vi fosse un “centro”  per sofferenti mentali. Chissà. Forse. Così si diceva. Voci di corridoio. Di tanto in tanto, a piedi, si costeggia questa via, Giulio, posta tra un Corso ad alto scorrimento, Corso Regina Margherita e  via della Consolata, uno spazio al cui interno si trova un grande caseggiato che  contiene una “macchina comunale enorme”. Elettorato, anagrafe, matrimoni…Prima di accedere al caseggiato comunale,  il recupero del giardino, qualche gioco, fontane hanno creato qualche reale possibilità di partecipazione democratica del territorio. “Rosicchiare”  qualcosa per un uso davvero pubblico. E i bambini e le famiglie si ritrovano, lì, per giocare i bambini, per sedersi e recuperare forze ed energie gli adulti, qualche bacio, giovani innamorati. Una “sala d’attesa” per quanti sono “avvitati” in procedure burocratiche da espletare lì dentro.  E non solo per quanti si apprestano a dire un “si” con parenti al seguito, dalle parti di via Giulio.Un’attesa, finita o infinita, ammortizzata da qualche panchina o gioco per i più piccini….Per fortuna. Un piccolo neo. Dopo l’abbondante pioggia dei giorni scorsi, al centro non ci sta solo il pallone. Ci sta un problema. Di riflesso. Un enorme pozzanghera, come si puo’ vedere dalle foto può diventare pericolosa, data la presenza di bambini.  Forse il comune non “centra” niente. Pero’ il pallone, si. E nemmanco, galleggia. Stagna.  Speriamo che qualcuno possa accorgersi che in questo modo è un “palazzo dell’anagrafe poco presentabile”….quasi…..come…

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