Torino. Vie e palazzi che parlano

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Sotto i portici della nostra città, in alcuni tratti, si respira ancora aria natalizia. Alcuni neon illuminano la vetrina di un negozio. In via Cernaia. A due passi da Porta Susa.  Neon uniti al vertice. Legati a due piante, riescono a dare l’idea di un albero di Natale. Permanente. Le palline, come per gioco, danzano, sulla sommità del porticato, poco distanti da quell’ albero. L’atmosfera, il clima, a tratti, è del periodo. Ma solo a tratti. Un lunghissimo autunno che cede il passo ad un’entrante primavera.  Una città che lancia segnali, che parla, con le tradizioni, con la religiosità popolare, con i disegni, impressi sulle facciate delle case. In corso Principe Oddone,  meglio, tra le vie Maria Ausiliatrice e don Bosco, una nicchia, al primo piano “conserva” una madonnina. E’  Maria Ausiliatrice, così tanto cara al santo sociale di questo quartiere e della nostra città. Durante il mese di maggio, è davvero uno splendore. Lenzuola bianche, tappeti bellissimi; lumini e candele di ogni tipo evidenziano il palazzo. Piantine e fiori le donano una bellissima cornice. Un tempo, i cognomi e nomi impressi sui citofoni rimandavano al Sud Italia. Nelle mansarde, la luce accesa, fino a notte fonda, indicava la presenza di studenti universitari, intenti nello studio o negli ultimi ripassi. Di tanto in tanto, i libri venivano sfrattati in altra stanza. Ai fornelli ci si dava il cambio nelle “grandi rimpatriate”. Ricordi che ritornano, quando alzi gli occhi al cielo. Oltre la Madonnina.  Il profumo di una pasticceria si spande su questo fazzoletto di quartiere. La pizza sfornata alle tredici, dala solita panetteria, è sempre la migliore. Da anni. Ragazzi all’uscita di scuola, in coda, aspettando il proprio turno, per poterla gustare. E così, anno dopo anno. I cartelli delle case in vendita scarseggiano. Numerosi quelli “affittasi”. “Ampia metratura con doppi servizi” è un’eccezione. Un’oasi nel deserto. Al pomeriggio bambini  da nomi esotici, festanti, escono da scuola.

Sulla facciata di un palazzo, poco distante da corso Principe Oddone,  figure di donne che danzano. Forse a ricordarci che un uomo, nella vita, dovrebbe sempre danzare, pur non essendo ballerino.

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