Torino by night

DSC00268DSC00269Il tram storico, verde, 13 barrato, lentamente si dirige verso il capolinea, dopo aver effettuato un giro intorno alla Gran Madre. Manca il bigliettaio, e sarebbe stata un'”altra storia.” L’uomo, come è stato detto e scritto ”  un essere intrinsecamente narrativo“, come un giovane Garcia Marquez soleva ricordare.   Siamo tronchi d’albero sulla neve, saldamente attaccati al terreno. Ma le storie, per trovarle e raccontarle, abbiamo tempo. Un’occhiata veloce al grande fiume. Qui, dopo la neve, è tutto a posto. Solo un po’ di gocce, appena accennate nel pomeriggio.  In più punti la neve si è già sciolta. I Murazzi sullo sfondo, con le loro luci tipo autostrada; sulla collina, a destra i Cappuccini, lasciandoci Piazza Vittorio alle spalle,  a sinistra, molto in lontananza Superga.  In via Po, locali “riformulati” e nei pressi dell’Università, dove Palazzo Nuovo sta subendo una bella opera di ringiovanimento, una mano anonima ha postato un “tatuaggio” sulla “facciata” di un palazzo: “c’è chi di indifferenza muore”. Forse ricordando Gramsci: “Odio gli indifferenti“. Indifferenti, il peso morto della storia, palla di piombo e palude…”

Un pensiero rivolto verso Roma e Pisa, dove Tevere e Arno fanno i capricci. O forse, i capricci, li hanno fatti gli uomini, negli anni, disinteressandosi della natura e interessandosi alla speculazione edilizia, costruendo quando era meglio non farlo. Poi, i facili condoni hanno fatto il resto.

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