Tornata

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DSC00163E’ tornata? Chi? Cosa? Si puo’ dire qualunque cosa? E’ cambiato il nuovo modo di comunicare? Libertà, responsabilità. Etica, estetica. La prima, che non cambia, la seconda, si. E poi, gerarchie, priorità.  Pensieri, che si affacciano alla finestra. Dando il benvenuto. Anzi, bentornata. All’ultimo piano, qualcuno ha scritto ” tornata”. Sotto la Mole, a due passi dall’anagrafe, i residenti, ora, aumentano di una unità.  “Sopra” la Mole, una mano anonima, ma non tanto, a meno che qualcuno non si sia aggrappato fin lassù usando la grondaia ha scritto: “Tornata”.  E’ tornata la neve? E’ tornata una lei?  Soprattutto, dove era andata? Dove era stata?  Università, lavoro, gita? Le persiane, aperte, inducono buoni pensieri. Hanno l’aspetto di due braccia aperte, in segno di accoglienza, davvero di bentornata. Aria fresca, in ogni vano. Deve esser stato triste, per chi abitava lì, patire  l’ assenza di chi ora invece è tornata. Quella finestra, ora pare un sorriso. Ora qualcuno potrà immaginare un arcobaleno in cima alla Mole, perché “tornata”.  La giornata è davvero rigida, fredda, come da programma, dei giorni della merla. Pero’, il cielo è davvero bello. Sarà quel tornata, che rende diverso, migliore l’umore. Anche nella solitudine si è meno soli. Un campanile batte le ore. Il suono sembra recitare: “tornata, tornata, tornata…”. Sarà per la Chiesa a due passi, ma un sottointeso pare essere il finale de “La mite” di Dostoevskij: “Uomini, amatevi reciprocamente“.   A pochi passi dal mercato di Porta Palazzo, nel centro di Torino. “Cielo gotico su un inverno di neve, cielo di poesia“. Cielo che comincia ad annunciare neve. A tratti. In un “scendo non scendo”.  E il coro di ombrelli, che risponde a tono: “apro e chiudo”. Gente che torna dal mercato, o che si reca.  Gente che torna dall’ufficio, dal lavoro. Il sale per le strade della città, è stato già versato, fin dalle prime luci dell’ alba. Bianco. Lunghe strisce di sale. La macchina organizzativa, è pronta. Anzi, è tornata. Ma per ora,  è solo tornata la pioggia. Invece della neve. Per ora. Insieme a quella, tornata, è, la speranza.

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