“I sogni di Natale…”

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Torino, domenica mattina, 19 gennaio. Quotidiano caffè, per iniziare la giornata. Una giornata uggiosa, a dire il vero. Pioggerellina. Insistente. Ci vorrebbe il mare. Intanto, ammazzo il tempo bevendo caffè nero bollente. Musica per le nostre orecchie.

Sulle pagine di cronaca cittadina, l’orologio torna indietro, a quando nell’atrio della stazione di Torino Porta Nuova c’era l’albero, di Natale. Dalle dimensioni ridotte, quest’anno. Anche l’albero ha risentito della crisi. Al solo vederlo, riscoprirlo, un’onda marina ha cominciato a lievitare nel cuore e farlo battere. Un sussulto. Quanti biglietti. Quante emozioni. Richieste. Inevitabile non pensare a quella pagina de La Stampa con l’articolo “Ci riproviamo” della vigilia di Natale. Un salto, nella pancia di Porta Nuova, nel tumulto della vigilia, a zigzagare tra valigie, trolley e ogni altra appendice umana.  La pagina de La Stampa a cercare un posticino tra quelle centinaia di biglietti. Biglietti che hanno il gusto e il sapore del mare appiccicati lì sopra. Biglietti che hanno il gusto ferroso del treno, regionale, intercity e a volte, qualche offerta ha permesso anche un gusto diverso, più confortevole. Pero’, peccato quella pagina sia durata poco. Il tempo di riportare  questo sulla cronaca  di Torino su La Stampa del 27 dicembre.  Poi, una mano, chissà perché, l’ha tirata via. Peccato. Non sarà oggetto di ricerca. Già, perché una ricerca ci sarà, su quei bigliettini d’auguri. Ha fatto piacere leggere su La Stampa di questa mattina che “I sogni di Natale non finiscono nel cassonetto”, articolo relativo ai biglietti esposti sull’albero di Natale nell’atrio della stazione di Porta Nuova a Torino. Dopo l’articolo, ho pensato, una ricerca più approfondita e curata si impone. Almeno, un augurio. Per alcuni giorni, si trovava lì, come una letterina inviata a Specchio dei Tempi, un annuncio implicito, di far dire qualcosa di Diego e Marilisa, la storia d’amore rimasta al cancello, riportata con amorevole cura dal giornale per un paio di giorni. Con l’augurio che la dottoressa Claudia Veglia di Grandi Stazioni, che si occupa di leggere e “smistare” tutta quella “Mole” di documenti torinesi,(che molto hanno da chiedere, non a sé stessi),  voglia e sappia dare una mano al caso di Diego e Marilisa, magari, individuandoli, facendoli incontrare e perché no, offrire loro con  Trenitalia,  un bel viaggio, magari a Venezia per carnevale. Con un biglietto….

Ha fatto inoltre piacere il fatto  che al mio auspicio del sei di gennaio  lanciato da questo blog di  far svolgere, da quelle letterine, tesine dai ragazzi delle quinte, stiano per diventare un’ occasione per un lavoro ancora più ampio, da parte di un antropologo e un artista, a Roma. 

Un appello alla dottoressa Claudia Veglia e chi lavorerà sulle letterine: date una mano a Diego affinché possa incontrare nuovamente Marilisa. Un grazie a chi ha segnalato la storia su La Stampa riportando opinioni, commenti e gettando luce sul tema dell’amore. E allora, care Grandi Stazioni, “Ci provate a cercarli?”

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3 pensieri riguardo ““I sogni di Natale…””

  1. Mi chiamo Beatrice, seguo il tuo blog,che trovo interessante per i temi che tratti,tra l’altro,scritti e descritti molto bene……in data 6 gennaio lessi l’articolo “auguri e richieste …” la cosa che trovai molto bella fu la tua idea di proporre ai ragazzi delle quinte,visto che tu lavori nell’ambito della scuola e hai la sensibilità per tutto ciò che può stimolare le potenzialità dei ragazzi,spesso represse e sotto valutate da adulti poco interessati (vedi articolo su La scuola ingessata)…..di svolgere delle tesine prendendo spunto da quelle letterine attaccate all’albero……molto bello! Si! ma sono rimasta delusa da una notizia che conferma la mia idea che esistono persone ……..la notizia che qualcuno abbia in qualche modo preso, forse, spunto, ampliato l’idea della tua proposta di rendere il suddetto lavoro ancora più ampio con l’aiuto e collaborazione di … a Roma……senza neanche sintetizzare brevemente la storia degli articoli precedenti e della proposta.Mi spiace questa cosa e non è giusto!………spero che questa mia indignazione si condivisa da molti altri che la pensano come me, e che abbia un esito positivo…..peccato!!! Si poteva fare davvero una ricerca su chi si affidano i ragazzi per un esame, quale, quando. Perché quei biglietti non parlano solo a sé stessi. Per non parlare poi della cura con cui sono state appese le pagine de La Stampa sull’albero. Una addirittura, piena di biglietti!!!Che idea!!!A proposito, e quei biglietti? Poteva essere un articolo………beatrice

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  2. Sono pienamente d’accordo! ottima idea dare voce ai ragazzi,come ho già scritto,nel post Natalizio dell’albero della stazione di Porta Nuova.
    Spero Romano che un giorno si possa realizzare tutto questo coinvolgendo i ragazzi e le scuole e sensibilizzare su questa tematica.
    Un saluto Fraterno.
    Marco.

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