Nuove vecchie attività

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DSC00112Certo esistono anche attività  riportate alla luce,  delle quali si erano perse le tracce, luci non dalle vetrine, ma dalla necessità. Certo il lavoro è una “questione tanto antica” da scomodare Genesi, o, più recente, una “questione sociale” che genera Encicliche. Oggi, chi dovrebbe “riparare” l’assetto sociale del lavoro, crea solo confusione, che è al massimo grado. Solo vociare cacofonico. Cento anni fa, parlare di “questione operaia” faceva venire l’orticaria, ma il tema,  resta sempre all’ordine del giorno. E “trolley” o no, certi lavori hanno bisogno di essere rilanciati. Di tutto un po’, anche “accorciare ginsi“. In tempi di crisi, non si butta via nulla. Tutto deve essere recuperato. E se non si accorciano, si strappano, per creare effetto “tapparelle”. Certo sembrano lontani i tempi in cui si andava in quella certa fabbrica, che produceva ginsi confezionati “alla moda”, sponsorizzati da una ragazza stupenda, e,  chi la amava, la seguiva. Tempi di “ginsi” corti, anzi, cortissimi. Ma, attenzione. Dietro i ginsi da riparare si apre un mondo. Come la Bibbia. Stratificazioni. Un mondo dove le pennellate non mancano, insieme ai colori, alla musica. Pentagrammi compresi. Chi la amia, la cerchi, una vita colorata e musicata. E chi la amava, la seguiva, la donna della pubblicità dei “ginsi”. E tutti a guardarla. E seguirla. Una pubblicità forse che Oltretevere magari non piaceva molto. E comprarli, o farseli comprare, quei ginsi, così, a scuola, ci si dava un tono. Perché, quella ragazza, se “la amavi, la seguivi”. Già, ma forse era la marca dei ginsi, che dovevi amare.  E allora, tutti in quella via della nostra città, con il nome di una cittadina pugliese. E poi, faceva “figo” avere quel simbolo cucito addosso. Così come faceva figo avere il simbolo della coppietta sulla maglietta. Robe di…. “Lo avevano anche i giocatori” di pallavolo.  Quando uscivi da quello “spaccio“, con le mani cariche di pacchi contenenti “ginsi”, magliette, maglioni, si sentiva un profumo incredibile, proveniente da altro posto, così caro ai torinesi, poco distante da dove si cucivano in ginsi. (Ma ora, questi benedetti ginsi, dove li cuciono?). Forse era  il mercato dei fiori?. Ah, che bello sentire quel profumo….. E certo poi,  lavori antichi ritornano, e traslocare,  se non all’estero, si continua a farlo……..Dopo i traslochi delle aziende, altri traslochi sulle strade. Paradossi, a senso unico…..

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