Livelli di vita

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“Metti insieme due cose che insieme non sono mai state; a volte funziona, e a volte no”. Alzai gli occhi al cielo, verso il “pallone occhio”, partito da Borgo Dora, facile pensare a coloro che oggi hanno scelto la dimensione aerea per osservare e fotografare Torino. E noi, umani. Creature orizzontali, “spettatori terragni”. Ogni tanto ci è dato di raggiungere il cielo, con il pallone-mongolfiera, o con altro: religione, arte, l’amore. E l’amore batte tutti. Tutti vorremmo aspirare a guardare tutto. Dal cielo. O comunque, dall’alto. Anche fosse dalla Mole. Il sole che si specchia nelle nuvole. Come è capitato a Diego, il signor X. E così come ci si innalza, spesso, si corre il rischio di cadere. E bisogna correrlo e rischiare di farsi  del male. Atterraggi poco morbidi. Pero’, vale la pena, a volte, essere meno terragni. Per un bacio, dall’alto. A modo tuo, suo, nostro, di Diego. Di Marilisa.  Un bacio aspettato, donato.  Non importa quanto. Anche 36 anni. Come Diego.  Come chissà chi. Non importa. Non importa né l’età ne i km. L’importante è il valore che attribuiamo ad ogni cosa.  Ascesa. Mongolfiera. Balconcino della Mole. Tempo ridotto.  Desiderio che scatena il bisogno di un “tempo più lungo, di tutto il tempo, anzi”. Quel tempo che non è mai sufficiente, non basta mai. Da lassù, ogni figura è un mondo.  Che quando termina avresti voluto dire, aggiungere, fare, e forse “quella cosa lì non l’ho detta come avrei voluto, ora”. Ma il tempo è già terminato.  Un breve tragitto, nella pancia della Mole. Un tragitto che “aveva determinato l’anelito …a coprire insieme distanze maggiori, a raggiungere insieme tutti i paesi…”. L’ascolto. L’offerta, il dono. Una fusione momentanea. Due io, un noi. Sul balconcino della Mole, in due, pensare di mettere insieme ogni cosa. Di comporre una vita. Tutta in ascesa. Perché così si pensa, non appena l’ascensore della vita si mette in movimento. Poi, che sia Mole, che sia pallone occhio, che sia mare, l’importante è l’ascesa, per entrambi. “Metti insieme due cose che insieme non sono mai state e…a volte funziona a volte no”. Bisogna vivere. Oltrepassare ogni frontiera. Mettersi in movimento. Come un treno. Portarsi in giro quell’odore ferroso e sentire il rumorio, non degli scambi, ma del cuore.  Che batte sempre più forte. Più della nenia del treno, dello scambio dei binari, delle ruote, delle rotaie. Il bacio, a modo. Il cielo,  e poi…Certo, bisogna pure mettere in conto le cadute. E a volte fanno male.  E se fanno male, viso dilaniato, come la quella statua, quel viso, posto in Piazza Castello. Un viso. Talvolta uno specchio. Come l’anima. Livelli di vita.

Per la storia di Diego e Marilisa mi era parso un obbligo morare la lettura del libro Livelli di vita, di Julian Barnes.

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