Vetrine nuove e capo congelato

DSC00070DSC00072Via vai per le strade del centro, affollato e festoso tra i saldi, a Roma come a Torino alla ricerca di un capo, poco costoso, mentre altri,  pochi,  a dire il vero, a sostegno di un “capo” che momentaneamente è stato congelato. Gelato.  Come un bicchiere d’acqua, gelata. Come un’ampolla, d’acqua, del Po. Le sentenze non si commentano. Il Tar ha detto e dato la sua. La  ditta,  quella del “capo congelato”,  almeno per il momento, dovrebbe essere chiusa. Entro 45 sapremo dal Consiglio di Stato se ci saranno elezioni regionali. Lo slalom tra un’aula e l’altra continua.  Sembrerebbe una nuova disciplina olimpica. In tema di Olimpiadi. Alle porte. O chiuse. Da pochi anni, nella nostra città. Certamente non mi riferisco alle due bellissime vetrine di negozi che non avevo ancora visto, in centro, a Torino. In via Po. Dove i ragazzi aspettano. Da sempre. Come usciti da un libro.  Mi riferivo ad un aspetto politico.

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