Un biglietto di treno lasciato al cancello

DSCN3738RSCN3430Torino è in questi giorni la città più visitata dopo Roma. Bellissima notizia. Per tutti. La gente è in giro, a frotte. Code ovunque, per non parlare della Mole Antonelliana e Museo del Cinema annesso. Una fila interminabile lungo tutta la cancellata. Gente amabilmente e dolcemente disposta in fila e aiutata  dagli operatori. E così lungo via Po, Pietro Micca, Cernaia. Ovunque. Una città nella città. Attaccato al cancello di uno stabile, qualcuno ha posto un biglietto. Del treno. Mi è parso un “bugiardino”, di quelli che raccontano un po’ le medicine. Posologia, adulti, sera, mattina, prima e dopo i pasti. Qui, giorno di partenza, data di emissione, posto, località di partenza e di arrivo, costo. Un taglio verso il tratto terminale.  Un amore tagliato, nel senso di terminato? Un amore comunque lasciato? Disperato o rinnovato? Sperato? In ogni caso, penso sia stato vissuto. Con passione, a guardare il fiore che lo accompagna. O forse è la risposta che qualcuno ha voluto dare all’augurio di un biglietto di sola andata? Chissà….In ogni caso, i biglietti raccontano molto, delle persone. Ma, come per gli autori dei libri, bisogna saperci ridere e piangere, per capirne un po’ di più. La superficialità della lettura, non basta. E avolte non basta neanche un’apparente meraviglia. Nel biglietto, si trova molto di più. Nel biglietto si trovano storie e nelle storie. Ma senza empatia, non si va da nessuna parte.

Buon biglietto a tutti.

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