Luci d’artista

DSCN3490DSCN3499A scuola di bianco. Lavori terminati. Parzialmente, perché a tratti, la scuola che doveva ripartire, forse non è ancora partita (vedi decreto). Solo tagliata, spesso spolpata. Scuola di manutenzione.Si ritorna così sui banchi. Dove non si finisce mai di imparare. E di sognare. Patina di polvere spolverata via dalle superfice e qualche “passata” di bianco per nascondere cio’ che vi è sotto. Scritte murali, “nonni” di facebook, twitter, blog e altro ancora. Altre piazze, dove si ripiega. Le piazze, quelle reali, un tempo, erano prosieguo.  Messaggi murali, testimonianze di passaggi, sofferenze, amori, nati, vissuti, terminati. Cuori felici, infranti. Voti. Numeri. Imprecazioni. Ferite. Aperte e ricucite. Come la “ferita” che taglia da Nord a Sud la nostra città, che dopo venti anni, deve essera ancora suturata. Mani di bianco. Non guastano mai. Contenuti e contenitori.

Tutto pronto per Luci d’Artista nella nostra città. Un ben tornate a quelle tantissime opere che illuminano Torino da ormai svariati anni. Via Garibaldi, via Cernaia, Pietro Micca, la piazza del Municipio, ecc. ecc. Vetrine in cielo, e mostre sulla terra. Localizzate e esportate, temporaneamente,  dal momento che molte opere d’arte torinesi vanno “in gita” per il mondo. Per essere guardate, come “un papiro” d’altri tempi.

Anche Artissima ha aperto i battenti e numerosissimi sono coloro che intendono visitare i capolavori di Renoir: una fila quasi religiosa aspetta il proprio turno per “nutrire” vista e anima. Insomma, non siam al Bianco Natal, ma ormai, molto comincia nell’aria comincia ad anticiparlo. Forse le tasche, un pochino meno propense ad anticipare l’Avvento. Questioni di congiuntura. Economica. Questioni di cinghia. Da stringere. Questione di numeri. In ogni caso, numerosi nasi all’insù, obiettivi fotografici e cellulari, pure. La modernità che sale alle stelle. Dentro la pancia della Mole, la storia. Del cinema. Tante  storie, una storia. Poltrone rosse sulle quali riposare stanche membra e rilassarsi davanti ad alcune sequenze di film andati. Sequenze che rimandano  a stelle e luci della ribalta. Sopra la Mole, la stella al posto dell’angelo,  rimanda ad altre stelle e ad altri sogni. Sogni. Qualcuno scrisse che “il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni” (E. Roosvelt).

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