Bottiglia e messaggio. Vendola

DSCN3346In cosa non si incappa mentre fai quattro passi al mattino presto, sulla spiaggia.

Una bottiglia, portata  dalle onde di questo mare, da chissà dove, buttata da chissà chi.  In chissà quale altro mare. Privata di ogni etichetta, incomprensibile di questi tempi che un oggetto non abbia un logo, diviene difficile dedurne la provenienza. Una bottiglia, in mare. Ai tempi di internet, “simbolo della tradizione” (e anche, nel fatto romantico, una certa disperazione) o della sconfitta della natura? Non provo a scaldarla, come fosse una lampada. Ci mancherebbe. Ad una rapida occhiata scopro che al suo interno è riposto, un biglietto, stropicciato. Mi accingo ad estrarlo. Impresa ardua. Dopo non pochi sforzi ci riesco. Un breve scritto, un pensiero e un auspicio. In esso si narra di stelle cadenti, di un San Lorenzo andato, di chissà quale anno, di chissà quale posto, e di sogni accoppiati ad ognuna di quelle cadenti. Coriandoli di ricordi personali. La bottiglia, effettivamente è piuttosto datata, almeno così appare dal vetro. Alcuni nomi si riescono però a leggere: Tobia, Sara. Vi è anche un disegno, pare un angelo. Molto è sbiadito. Parrebbe una storia verosimile. Peccato. Ci sarebbe molto da narrare. Affidare speranze e desideri ad una bottiglia, buttata in mare. Ritrovata al mattino presto, e non al tramonto, tempo di vita. Una bottiglia, così piccola e capace di racchiudere molto. Forse è davvero un auspicio per qualcuno. Di un ritorno alla vita. I nomi, il percorso, la tradizione, il mare…In questo periodo dove tutto appare così lento, dilatato, vuoto, resta davvero vuoto solo nel momento in cui ci rendiamo incapaci di riempirlo, quel vuoto. Con attenzioni, gentilezze, bontà, letture. Ritorno alla vita. Teatro del mondo.

Nel pomeriggio,  casualmente, sulla stessa spiaggia, incontro il Presidente della Regione Puglia, in vacanza. Quasi un’ora di chiacchierata, sottratta, piacevolmente e molto cordialmente al suo riposo. Attività di giornalismo (gli editoriali del lunedì, letti e riletti, “Il dito nell’occhio”,  e analisi sociale i temi oggetto di discussione. Provo a svuotare il contenuto della bottiglia di molti, gettata nella speranza che alla fine un mondo diverso sia davvero possibile e migliore: fine del precariato, della disoccupazione, scuole migliori con edifici migliori, sanità per tutti e molto altro ancora. In fondo, anche Tobia e Sara, dopo tanto malessere e continuo viaggiare incontrarono davvero un mondo migliore, al termine del loro infinito viaggiare. Mi piace inoltre pensare alla bottiglia come possibilità di incontro, di persone anche diverse, magari agli antipodi, un Nord e un Sud che si incontrano, dialogano, si arricchiscono e crescono………..per esempio………..Un blocco di neve che inserisce alcuni fiocchi di neve nella bottiglia gettandola in mare. L’approdo è all’estremità opposta: sabbia e sole sono la terra della bottiglia. La sabbia apre e trova l’oggetto misterioso, la neve. A sua volta restituisce il regalo e inserisce granelli di sabbia. Lo scambio continua fino a quando i due non decidono di incontrarsi, ovviamente, l’ostacolo è il mare. Decidono comunque di incontrarsi, ma, si sa che  ……..e poi………continuate voi.

Un pensiero su “Bottiglia e messaggio. Vendola”

  1. Profumo di pane. Dalle parti di Corso Regina Margherita. Per la precisione, per la cronaca, in via Principessa Clotilde 28. Un panificio, e come si sa, il Pane e ‘ simbolo e condivisione..profumo anche di mare, di quel salento roccaforte di Vendola…..e proprio sotto quelle bandiere si produce pane…..cercando di condividerne ancora, con i compagni…..

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